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sabato 26 marzo 2011

Video Marco Travaglio - L'autodistruzione del PD - 20/07/2009

L'autodistruzione del PD - 20/07/2009


trascrizione audio per utenti non udenti :

Buongiorno a tutti, questa settimana vorrei parlare ancora un po’ del Partito Democratico e di quello che è successo dopo il no, non solo alla candidatura alle primarie di Beppe Grillo, ma anche al suo tesseramento, per tesserare una persona ci vuole molto poco, i filtri del tesseramento sono abbastanza labili e è giusto che sia così, fino a prova contraria una persona viene tesserata almeno che non sia un noto malfattore.

Lo statuto del PD

A Grillo hanno detto che non poteva neanche tesserarsi, mi sono molto incuriosito per questo statuto del Partito Democratico, perché è uno statuto particolare, uno statuto che è un po’ flessibile è come la legge secondo un famoso detto, credo, di Giovanni Giolitti che la legge per gli amici si interpreta e per i nemici si applica, in base allo statuto si è detto che Grillo non si sarebbe potuto iscrivere perché si riconosce in un movimento ostile al Partito Democratico che sarebbe quello delle liste civiche a 5 stelle, così hanno detto i garanti o il gran consiglio degli ayatollah presieduti da Berlinguer, quello sbagliato però, non purtroppo da Enrico e questo statuto però poi esiste, c’è anche su Internet, Paolo Flores D'Arcais è andato a vederlo e ha scoperto che in realtà nello statuto non c’è alcun accenno all’ispirarsi e al riconoscersi in un movimento ostile al PD, c’è un unico paio di motivi per i quali non ci si può iscrivere: Art. 2, comma 8, parla di persone che siano iscritte a altri partiti politici o aderiscano a gruppi di altri partiti politici all’interno di organi istituzionali elettivi.
Grillo com’è noto non è iscritto a alcun partito politico e quanto a gruppi all’interno di organi istituzionali elettivi non fa parte di nessuna assemblea elettiva, com’è noto e quindi non può fare neanche parte di gruppi all’interno di assemblee elettive.
Quindi questo comitato di garanti si è inventato una norma ad personam, anzi contra personam, nella migliore tradizione berlusconiana, poi vi stupite se questi non fanno l’opposizione a Berlusconi, usano gli stessi metodi!
Questo non perché mi stia rammaricando perché Grillo non ha avuto la tessera del PD o perché non è stato candidato, ma semplicemente perché mi piacerebbe capire come può definirsi democratico un partito che non rispetta neanche lo statuto che si è dato, ciascuno può darsi lo statuto che vuole, può escludere l’iscrizione dei cittadini con i capelli biondi, può escludere quelli alti meno di un metro e mezzo, che ne so, può fare quello che vuole, l’importante è che una volta stabilito quello che si deve fare, poi questo qualcosa valga per tutti e non soltanto per qualcuno! La cosa più interessante è proprio il percorso democratico del Partito Democratico, di cui l’esclusione di Grillo dalle primarie, soltanto l’ultima tappa, qualcuno di voi ricorderà che alla nascita del Partito Democratico nell’ottobre 2007, tentarono di candidarsi alle primarie per diventare i primi segretari oltre a Veltroni, Rosi Bindi, Enrico Letta, Adinolfi, Scalfarotto e Gawronski credo di non avere dimenticato nessuno, se l’ho fatto mi scuso, si presentarono anche o tentarono di presentarsi anche Furio Colombo, Marco Pannella e Antonio Di Pietro, due dei 3 erano effettivamente iscritti a altri partiti, il Partito Radicale e l’Italia dei Valori, anche se naturalmente la loro candidatura era finalizzata alla confluenza dentro il Partito Democratico, mentre invece Fulvio Colombo era proprio iscritto al Partito Democratico e era parlamentare del Partito Democratico, ci furono anche lì degli strani ghiribizzi burocratici, forse bisognerebbe chiamarlo il Partito burocratico, anche se però è una burocrazia particolare, perché è flessibile per alcuni e addirittura più rigida di quello che c’è scritto per alcuni altri.
I morti tesserati nel PD

Devo dire che questa brutta abitudine di non rispettare neanche le regole interne del partito da parte del partito medesimo, non è iniziata da poco, fa parte della storia non solo del Partito Democratico, ma anche dei due partiti che fondendosi insieme hanno dato vita al PD, la Margherita e i DS, nel 2007 venne fuori che in vista della nascita del Partito Democratico, c’era stato un boom di tesseramenti, adesso vi do qualche dato… due anni fa si scoprì che uno dei due soci fondatori del PD aveva tesserato anche i morti, c’era il Presidente del Consiglio Comunale di Castellamare di Stabbia che disse “hanno tesserato i morti, prendono i tesserati dai necrologi, onde evitare che poi qualcuno lo scopra e si lamenti”, c’erano addirittura delle zone in Italia, soprattutto nel sud, dove il numero dei  tesserati era superiore al numero degli elettori, a Gioia Tauro c’erano 168 tessere e 55 elettori, a Locri 205 iscritti e solo 123 votanti per i due partiti che davano vita al PD.
A Sidereo 95 iscritti e 21 preferenze alla Margherita, quindi i casi erano due: o le tessere erano fasulle, oppure la  Margherita non riusciva a farsi votare neanche dai propri iscritti, oppure iscriveva gente che votava per il centro-destra o per altri partiti, è evidente che questa è una vecchia pratica da prima repubblica, gonfiare, drogare, anabolizzare il tesseramento, per fare in modo che poi con questi pacchetti di tessere fittizie, i capi bastone che le pagano di tasca propria e quindi spesso le pagano di tasca nostra perché poi vanno a rubare, vincono i congressi, fanno carriera all’interno dei partiti, questi sono casi che furono denunciati anche da Striscia la Notizia, c’era gente che si vedeva arrivare a casa la tessera e non sapeva di essere tesserata, qualcuno aveva pagato per loro quelle tessere, per usare i loro nomi anche perché purtroppo si continua a non impedire ai congressi il voto per delega, quindi ciascuno può fingere di essere stato delegato da tutti quelli che vuole lui, i responsabili di questo tesseramento fasullo e gonfiato non furono né individuati e né puniti, non c’è stato un solo dirigente in tutta Italia che sia stato sanzionato neanche con un buffetto per avere gonfiato le tessere in quel modo e quello era il momento della nascita del Partito Democratico.
Dopodiché  voi sapete, ci furono le primarie, le primarie erano segnate nel senso che doveva vincere Veltroni e vinse Veltroni, però furono delle primarie vere, nel senso che andarono a votare non tutti quelli che avevano votato due anni prima per il candidato Premier, per Prodi che erano, credo 4,5 milioni, però ci furono dei voti notevoli, parteciparono credo 3,5 milioni di persone il 14 ottobre 2007 e poi naturalmente, visto che i rivali erano piuttosto debolucci come Rosi Bindi, Enrico Letta e gli altri, Veltroni vince come da copione con amplissima maggioranza, ma con un meccanismo che comunque era quello stabilito dalle regole che si era dato il Partito Democratico.
E’ vero che non c’erano le solite guerre con i dalemiani perché i dalemiani si erano messi in sonno, erano stati appena colpiti dallo scandalo Unipol, era vivo il ricordo negli elettori del centro-sinistra delle telefonate di Fassino “abbiamo una banca” a Consorte oppure di D’Alema a Consorte “vai, facci sognare!” quindi il partito era stato dato in prestito d’uso a Veltroni perché era l’unica faccia spendibile che avevano in quel momento.
Aspettavano che gli italiani dimenticassero lo scandalo Unipol e infatti oggi a due anni di distanza, ritengono che ci siamo già dimenticati tutto, tant’è che D’Alema da una parte e Fassino dall’altra, stanno battagliando per riprendersi in mano il partito, travestiti l’uno da Bersani e l’altro da Franceschini. Ma l’inizio, l’elezione di Veltroni fu democratica, 3,5 milioni di persone, Veltroni prese il 75,8%, la Bindi il 13, Letta l’11 e gli altri si divisero le briciole.
Da quelle primarie venne eletta un assemblea costituente piuttosto pletorica, erano 2.858 delegati, ogni volta per riunirli bisognava prendere in affitto un palasport, infatti sembrava fatto apposta per non riunirsi, infatti si è riunita molto poco, molto raramente in questi due anni, la prima volta l’unica volta in cui tutti i delegati andarono perché credevano di contare veramente qualcosa, poveretti, fu la prima, al Palafiera di Ro, dove Veltroni su incoronato da questi delegati perché le primarie eleggono i delegati nella costituente, la costituente formalmente elegge il Segretario, è un meccanismo democratico, da allora l’assemblea è stata convocata 4 volte in due anni, ogni volta hanno affittato un luogo molto ampio, stadi, cose del genere e lì più che discutere, visto che è impossibile discutere tra 3 mila persone, salvo prendersi un paio di mesi, immaginate se ognuno dei 3 mila delegati parla anche soltanto per un minuto, non si finisce più, anche perché poi magari vuole la replica!
Quindi invece di discutere votavano di solito per acclamazione. Il PD nel frattempo ha perso tutte le elezioni come Fantozzi che aveva perso tutti i mondiali di calcio, Lotto, l’Enalotto, Totocalcio etc., hanno perso le politiche, le comunali di Roma, le regionali in Sicilia, in Valle d’Aosta, in Friuli, in Abruzzo, e poi hanno perso in Sardegna e Veltroni se ne è andato e è arrivato Franceschini, pochi mesi fa e com’è stato eletto Franceschini segretario del partito? Lo statuto, il sacro statuto, quello che viene sbattuto sulla testa di chi vuole infiltrarsi nel partito, tipo Grillo, prevede che il segretario sia eletto con le primarie, un meccanismo che dicevamo prima, leggo così non ci sono dubbi “Art. 2 dello Statuto, il Partito Democratico affida alla partecipazione di tutte le sue elettrici e elettori, le decisioni fondamentali su indirizzo politico, elezione delle più importanti cariche interne, candidature per cariche istituzionali” quindi per decidere chi fa il primo Ministro, chi fa il Presidente della Camera o del Senato nel caso in cui dovessero rivincere le elezioni politiche, ma anche per le più importanti cariche interne, a cominciare ovviamente dal Segretario, il PD affida alla partecipazione di tutte le sue elettrici e elettori le decisioni fondamentali e anche sull’indirizzo politico, quindi è assolutamente evidente che il segretario lo devi eleggere con le primarie.
Ma Veltroni era scappato, c’erano le elezioni regionali e europee alle porte, hanno detto “ non facciamo in tempo a convocare le primarie” e allora che cosa hanno fatto? Hanno convocato l’assemblea costituente: assemblea costituente che non veniva più aperta da diverso tempo, anche perché nel frattempo era stata completamente svuotata dei suoi poteri; pensate che avevano perfino cambiato lo Statuto, nell’assemblea costituente, un anno fa, il 20 giugno 2008, senza avere neanche il numero legale dell’assemblea costituente medesima. Si erano presentati in 600 su 2.800, erano meno di un quarto i delegati, non c’era il numero legale ma non importa, la Presidente Anna Finocchiaro, che era subentrata a Prodi come Presidente dell’Assemblea costituente del PD, perché Prodi non ne voleva più sapere, giustamente, che cosa aveva detto? Aveva detto che “non importa anche se non c’è il numero legale, si approvano le modifiche allo Statuto”, anche per rendere legale quell’assemblea che, in realtà, non era legale, perché non aveva il numero legale. Dopodiché, sempre per acclamazione, hanno votato l’istituzione di un organismo completamente sconosciuto allo Statuto: la direzione nazionale, che è stata nominata dalle varie correnti, lottizzata tra le varie correnti in barba agli elettori, alle primarie e tutto quanto, aumm aumm nottetempo e questa direzione nazionale, un organismo un po’ più snello, ha preso completamente il posto, ha esautorato l’assemblea costituente che, da quel momento, è diventata un guscio vuoto e, quando si sono prese le decisioni importanti, tipo quando Veltroni ha deciso di mettersi d’accordo con Berlusconi per la legge elettorale europea con il 4% di sbarramento, non è che abbia convocato gli elettori per decidere insieme gli indirizzi etc., no, li ha fatti decidere dalla Direzione Nazionale, ossia da un organismo non democraticamente eletto e in più non previsto minimamente dal sacro Statuto. Quando poi ha deciso che non bisognava più allearsi con Di Pietro, ma anzi bisognava scaricarlo, l’ha annunciato da Fabio Fazio nel programma “ Che tempo che fa”, invece di discuterlo negli organi democraticamente eletti e la stessa cosa quando ha deciso di inciuciare e di dialogare sulle riforme con Berlusconi. A quel punto Arturo Parisi, che fa un po’ la funzione del grillo parlante, ha cominciato a dire “ beh, ma qui non rispettiamo neanche le regole che ci siamo dati noi stessi”, e continuava a sventolare - lui sì - lo Statuto, perché lui lo conosceva bene e chiedeva al partito di rispettarlo.
Via Veltroni, ma niente primarie

Quando si dimette Veltroni allora tutti i siti, i blog etc. dicono “ primarie, primarie! Vogliamo scegliere il successore di Veltroni con le primarie”, ma non c’è tempo perché le elezioni incombono e allora che cosa succede? Riesumano la costituente: nel febbraio di quest’anno riesumano quel guscio vuoto che avevano delegittimato esautorato con la direzione nazionale e convocano tutte le truppe cammellate, cioè tutti i quadri, quelli che devono tutto ai vertici del partito e conseguentemente vengono precettati: Presidenti di Provincia, Assessori, Consiglieri Comunali, Provinciali e Regionali, Sindaci etc. etc.. Nonostante questa precettazione che viene fatta il giorno prima, chiamandoli a uno al telefono perché vengano, mentre invece i delegati della società civile non vengono chiamati perché se tanto non vengono è ancora meglio: anzi, non essendoci neanche bisogno del numero legale, visto che hanno già stabilito il precedente, che si vota anche se c’è soltanto un quarto, un quinto dei delegati, è meglio chiamare soltanto gli obbedienti e evitare qualche disobbediente o qualche libero pensatore. Convocano le truppe cammellate e ci vanno 1.300 dei 2.858, quindi di nuovo meno della metà, non c’è nuovamente il numero legale. Sono quasi tutti, quei 1.300 , parlamentari, dirigenti e amministratori locali. Il Presidente Finocchiaro annuncia che il gruppo dirigente nazionale e regionale del partito raccomanda di eleggere subito Franceschini, candidato unico: all’ultimo momento Parisi, proprio per evitare l’effetto Bulgaria, cioè per evitare a un partito di dare vita a una competizione per il nuovo segretario con un unico candidato, come avveniva nei Paesi del socialismo reale, dice “ va beh, mi candido anch’io”, Franceschini gli dà una mano a raccogliere le firme, così almeno sembrano in due, anche se il risultato è scontato. C’è un famoso fuori onda nel quale appunto Franceschini dice alla Finocchiaro “ le firme le ho trovate io”, per salvare le apparenze e quindi un’assemblea minoritaria priva del numero legale decide di eleggere il segretario del partito un’altra volta con procedure che violano chiaramente lo Statuto del partito medesimo, che invece prevede le primarie e ben altri meccanismi: questo è un po’ quello che è successo fino a quando lo Statuto all’improvviso è diventato come la Bibbia, “ lo Statuto vieta..”, in realtà come abbiamo visto non vietava neanche la candidatura di Grillo.
La faccenda preoccupante è che adesso Grillo o non Grillo, poi Grillo è stato semplicemente abile a fare emergere le contraddizioni di un partito che si dice democratico e che segue ancora prassi tra il sovietico e il clientelare, ma il problema non è lui, il problema è appunto che Grillo, come sempre, diventa il detonatore di una bomba che già sta per esplodere, diventa la spia che segnala un problema e tutti guardano la spia luminosa e non si rendono conto di quello che sta segnalando quella spia. Il caso Grillo, che poi è il caso PD, segnala un partito nel quale gli italiani che vogliono liberarsi di Berlusconi devono per forza sperare che prima o poi ritrovi la bussola o trovi la bussola, invece ci si rende conto che questo è un partito che continua a cincischiare senza minimamente sognarsi di fare l’opposizione.
Veltroni scopre il conflitto di interessi

Se la trovo, vorrei leggervi, per concludere, un’intervista che ieri Walter Veltroni ha rilasciato a Il Corriere della Sera: è un’intervista dove Veltroni spiega un po’ quali sono i suoi programmi per il futuro, come se qualcuno glieli avesse chiesti tra l’altro, ma in effetti glieli aveva chiesti Il Corriere della Sera e Veltroni dice “ ho molto tempo libero, adesso voglio andare a fare l’osservatore in Commissione antimafia e mi sembra un’ottima cosa, c’è un sacco di roba da osservare sul fronte della mafia e della politica in questo periodo: speriamo che l’osservazione porti consiglio”. Ma poi aggiunge “ sto scrivendo una legge sul conflitto di interessi, una legge molto severa: c’è piena incompatibilità tra l’esercizio di pubbliche funzioni e possesso di mezzi di comunicazione”, ma guarda che idea geniale, nel 2009 Walter Veltroni ha scoperto il conflitto di interessi! Peccato che non se ne sia accorto prima, perché prima c’era qualche possibilità che quella legge sul conflitto di interessi passasse: per farla passare intanto bisogna avere la maggioranza in Parlamento e magari bisognerebbe anche avere dei ruoli di responsabilità dentro il governo, lui ha avuto entrambe le cose. Veltroni nel 96 divenne Vicepresidente del Consiglio nel primo governo Prodi e ci rimase due anni, però evidentemente si occupava d’altro: oggi il Professor Passigli, in una memorabile intervista all’Unità, dice che “ nel 96 il centrosinistra non fece la legge sul conflitto di interessi per evitare che Berlusconi potesse fare la vittima”, come dire “ abbiamo preso uno che ha rapinato una banca, ma per evitare che poi faccia la vittima non l’abbiamo arrestato”, perché sennò poi se lo arresti quello piange e fa la vittima, quindi è meglio lasciarlo fuori, così non fa la vittima. Questi sono gli intelletti che hanno in mano le sorti della nostra democrazia!
Però  se Dio vuole, dopo 13 anni Walter sta scrivendo una durissima legge contro il conflitto di interessi, tanto non c’è alcuna speranza che diventi legge: perché? Perché lui non solo non è più Vicepresidente del Consiglio, ma non è neanche più leader del suo partito e il suo partito ha il 26% dei voti, ossia gliene manca un altro 25% per arrivare al 50% e poter fare approvare una legge di questo genere. Stiamo parlando della stessa persona che, soltanto un anno fa, chiamava Berlusconi “il principale esponente dello schieramento a noi avverso”, non lo nominava neanche e figurarsi, neanche si sognava di attaccarlo: anzi, ci voleva scrivere insieme le riforme istituzionali, elettorali e tutto il resto. Questo è un po’ il simbolo di un partito completamente allo sbando, che non rispetta neanche le sue regole, che non muove un sopracciglio di fronte alla marea montante dello scandalo delle tessere fasulle e gonfiate, che però ha ritrovato una prodigiosa unità nello sbarrare la strada a Beppe Grillo, considerato l’unica insidia che può deturpare l’immagine di un partito che, la settimana scorsa, ha rinnovato la tessera a un tizio condannato in Germania per molestie sessuali, un medico che ha molestato una paziente nel suo studio, la paziente si è suicidata, lui è stato condannato in primo e secondo grado, ha ottenuto e poi ha riottenuto la tessera del PD. Quindi la prossima volta, Beppe, vai a molestare qualche ragazza e poi ripresentati e vedi che la tessera te la danno!
Vi ringrazio, vi segnalo che la campagna abbonamenti a Il Fatto Quotidiano sta andando benissimo, a gonfie vele da quando abbiamo messo in piedi lo strumento della carta di credito e adesso entra anche il paypal, che non so come si pronunci, abbiamo già ricevuto alcune migliaia non di prenotazioni, ne avevamo avute 40. 000 di prenotazioni, ma proprio di abbonamenti veri e quindi abbiamo già quasi 8. 000 abbonati veri con nome e cognome e stanno continuando a affluire al ritmo di un migliaio al giorno. Speriamo che questa campagna prosegua, speriamo di avere la forza per fare un giornale, Il Fatto Quotidiano, a settembre sempre più ricco e adesso vedremo, insomma la promozione va avanti fino alla fine di luglio e speriamo di avere altre buone notizie da darvi. Vi segnalo, in conclusione, che è uscito il quinto volume di Passaparola, che raccoglie i Passaparola degli ultimi due mesi e che si intitola “ Gli sciacalli dell’informazione”. Noi ci vediamo lunedì prossimo, passate parola.

Video Marco Travaglio - Zoo Italia - 11/05/2009

Zoo Italia - 11/05/2009



trascrizione audio per utenti non udenti :

Buongiorno a tutti, le liste per le elezioni europee sono complete, me le sono studiate, anche perché ho dovuto fare un lungo pezzo sugli Impresentabili per Micromega e quindi, come ci eravamo detti quando le liste erano ancora provvisorie, dedichiamo questo Passaparola a una specie di guida al voto, ai consigli per il non voto, ossia ai consigli per scansare quelli che, secondo il mio parere - poi ciascuno potrà decidere, ma almeno lo farà in base a elementi concreti - sono persone che bisognerebbe tenere lontane dalle istituzioni, soprattutto dalle istituzioni europee.
Zoo PDL
Cominciamo con il Popolo delle Libertà in ordine alfabetico: Lucio Barani, che è un ex socialista che è stato Sindaco di Aulla, famoso per avere fatto di Aulla un Comune de/dipietrizzato e per aver inaugurato addirittura Piazza Martiri di Tangentopoli, dove i martiri di Tangentopoli non siamo noi derubati, ma sono quelli che rubavano e infatti la piazza, che si chiamava Piazza Matteotti, è diventata Piazza Martiri di Tangentopoli con un bel monumento a Craxi, forse un monumento equestre. Questo direi che è meglio lasciarlo perdere.
Berlusconi, è inutile che vi spieghi per quale motivo sarebbe meglio non votarlo; oltre a tutti i motivi etici, politici, conflitti di interesse, giudiziari etc. etc., c’è un fatto: che Berlusconi, essendo Presidente del Consiglio, non solo, come tanti altri leaders che si candidano, dovrà poi optare tra il Parlamento italiano e quello europeo, lui proprio al Parlamento europeo non ci può andare perché è Presidente del Consiglio, a meno che non decida di dimettersi da Presidente del Consiglio, nel qual  caso potremmo anche votarlo, ma non credo che lo farà.
Bonsignore Vito: Bonsignore Vito stava nell’Udc, è un pregiudicato per tentata corruzione per gli appalti dell’ospedale di Asti, la Tangentopoli torinese, stava con Casini e, appena Berlusconi ha scoperto che c’era un pregiudicato che non stava con lui, ha immediatamente fatto campagna acquisti e l’ha portato nel Popolo delle Libertà. Tentata corruzione, perché Bonsignore non aveva fatto in tempo a intascare le tangenti, in quanto l’avevano preso prima: era un andreottiano, poi era un casiniano, adesso è diventato berlusconiano. E' anche indagato per le scalate bancarie, per concorso in aggiotaggio: è quello di cui D’Alema diceva “ l’ho incontrato per vedere la destinazione di quel pacchetto di azioni della BNL”, Bonsignore possedeva il 2% della BNL, che interessava molto a Consorte: anche questo forse sarebbe meglio tenerlo lontano dalle istituzioni europee.
Poi c’è Clemente Mastella: di lui sappiamo molte cose naturalmente, ci siamo forse dimenticati un fatto importante, ossia che Mastella è tutt’ora indagato, anzi c’è alle viste una richiesta di rinvio a giudizio nei suoi confronti per la famosa inchiesta di Santa Maria Capua Vetere; c’è una vulgata completamente falsa, in base alla quale De Magistris, con l’inchiesta “ why not?”, indagando Mastella avrebbe fatto cadere il governo: in realtà Mastella fu indagato nell’ottobre del 2007, mentre il governo cadde nel gennaio del 2008, quando Mastella fu indagato per l’altra vicenda, quella di Santa Maria Capua Vetere che, con De Magistris, non c’entra niente, la stessa nella quale furono arrestati la moglie di mastella, messa agli arresti domiciliari e il consuocero di Mastella, l’ingegner Camilleri.
Mastella è rimasto indagato anche quando l’indagine è passata, per competenza, a Napoli e adesso la Procura di Napoli, confermando la bontà delle indagini di Santa Maria Capua Vetere, ha depositato gli atti a beneficio dei difensori che, di solito, è una mossa che prelude alla richiesta di rinvio a giudizio. Le indagini sono finite e Mastella dovrà essere, con ogni probabilità, processato per tre episodi di concussione tra riuscita e tentata e alcuni altri reati e, naturalmente, è passato all’incasso, avendo fatto cadere il governo Prodi, Berlusconi non subito l’anno scorso, perché la gente ancora si ricordava che aveva la moglie dentro, ma con un anno di distanza, confidando nella smemoratezza degli italiani la l’ha messo in lista, perché molti italiani pensano che le indagini siano finite nel nulla, mentre invece come abbiamo visto non è vero e quindi facciamo memoria, almeno noi, di questa vicenda che riguarda l’ottimo ex Ministro della Giustizia che ci ha regalato l’indulto e tante altre belle leggi!
Patriciello Aldo: ecco, Aldo Patriciello è un altro che stava nell’Udc, anche lui è un condannato imputato in altri processi, appena Berlusconi ha visto un pregiudicato nell’Udc si è ingelosito e si è portato Patricello in casa. Quindi Patriciello, che era Europarlamentare dell’Udc, adesso è ricandidato come Europarlamentare nel Popolo delle Libertà. Ne avevamo parlato a proposito del dopo /terremoto, perché Patriciello, che ha una condanna definitiva a quattro mesi per un finanziamento illecito degli anni 90, è sotto processo in udienza preliminare a Isernia per truffa all’Anas, nel senso che insieme al fratello Gaetano, che è costruttore, avrebbe messo in piedi un appalto per la variante stradale di Venafro, costruita con materiali scadenti che mettevano a rischio la solidità di quest’opera, per cui l’Anas ha dovuto spendere un sacco di soldi per consolidare l’opera, una volta finita. Quindi c’è questo processo che è in corso in udienza preliminare, dove si ipotizzano truffa e frode nelle forniture di questi materiali scadenti.
Sempre nel gennaio di quest’anno, Patriciello è stato nuovamente rinviato a giudizio per tentata truffa, abuso e malversazione stavolta, addirittura, per un altro scandalo: quello di un centro di riabilitazione nel Comune di Salcito, dove anche lì c’entra il gruppo imprenditoriale della famiglia Patriciello che, secondo l’accusa, avrebbe fregato enti pubblici facendo perdere soldi di denaro pubblico, cioè di denaro nostro. C’è stata una votazione al Parlamento Europeo per coprire di immunità Patriciello in questo processo e il Parlamento Europeo, che pure per le opinioni espresse e i voti dati, ossia quando uno è accusato per le cose che ha detto, concede sempre l’immunità e invece per le cose che si sono fatte l’ha negata e infatti il Parlamento Europeo ha votato a amplissima maggioranza che le accuse di truffa e malversazione non fanno riferimento a opinioni e a voti espressi, per il semplice motivo che la malversazione di fondi pubblici e i reati urbanistici non possono essere equiparati a un’opinione e a un voto, conseguentemente Patriciello verrà processato naturalmente da Europarlamentare, se i cittadini avranno la bontà di rieleggerlo per un’altra volta non più nell’Udc, stavolta nel Popolo della Libertà provvisoria, direi.
Nino Strano tutti lo ricordano, stava in Alleanza Nazionale, era in Parlamento quando cadde il governo Prodi, festeggiò tirando fuori una bottiglia di Champagne e infilandosi anche delle fette di mortadella in bocca: una scena memorabile che ha fatto il giro del mondo, dissero che mai più questo signore avrebbe calcato le scene parlamentari, infatti lo mandano in Europa, non essendo riusciti a rimandarlo in Parlamento! Tra una mortadella e un brindisi con lo Champagne in pieno Senato l’ottimo Nino Strano trovò anche il modo di insultare un Senatore dell’Udeur, Nuccio Cusumano, che era l’unico che non aveva tradito il mandato elettorale e che, quindi, aveva votato a favore del governo Prodi mentre tutto il suo partito era passato con Mastella, armi e bagagli, all’opposizione. Quindi il fatto di non aver tradito ne fece un traditore e infatti Strano gridò a Cusumano “ pezzo di merda, checca squallida, venduto e mafioso” addirittura. Poi disse che era stata una goliardata.
Per non farsi mancare niente, Strano ha anche una condanna recente in primo grado a Catania per lo scandalo della cenere lavica: che cosa era successo? Che nel 2005, tre giorni prima delle elezioni comunali a Catania, Strano, che era Assessore della Giunta Scapagnini, il medico di Berlusconi, insieme agli altri Assessori e a Scapagnini aveva deciso di regalare tra i 300 e i mille Euro a ciascuno dei 4.000 dipendenti del comune per risarcirli dei danni causati dall’eruzione dell’Etna, che anni prima aveva ricoperto di cenere nera la città. Naturalmente era un chiaro regalo ai dipendenti pubblici affinché votassero per i partiti di centrodestra, che sostenevano la Giunta: la stessa Giunta Comunale che ha svuotato le casse comunali e ha mandato completamente in fallimento Catania.
E’ quindi condannato insieme a Scapagnini, Strano, a due anni e due mesi in primo grado per abuso d’ufficio e violazione della legge elettorale. Inoltre, dato che avevano anche svuotato le casse del comune, Strano ha anche una richiesta di rinvio a giudizio e conseguentemente è imputato in un altro processo sempre a Catania per abuso aggravato e falso in atto pubblico, proprio per il buco nelle casse comunali.
Zoo Lega Nord
Poi abbiamo la Lega Nord: nella Lega Nord si ripresenta per l’ennesima volta Mario Borghezio. Mario Borghezio è quello che strillò contro Ciampi durante il discorso che il Presidente Ciampi fece al Parlamento Europeo, sventolò bandiere, gridò “ abbasso l’Italia” facendosi espellere dall’aula, “ Italia vaffanculo!” questo era l’urlo di Borghezio, parlamentare europeo italiano, mentre parlava il Presidente della Repubblica italiano, è quello che va in giro per treni a disinfestare e a disinfettare le carrozze inquinate, dice lui, dagli extracomunitari; è quello che guidò, insieme a Calderoli, una famosa marcia di protesta a Verona contro il Procuratore Papalia, che aveva osato indagare sui leghisti: alcuni di questi marciatori esibivano una bara che, come si fa nelle terre di mafia, è naturalmente un auspicio di morte immediata per il Procuratore.
Borghezio ha, anche lui, la sua bella condanna definitiva, è un pregiudicato anche lui, due mesi e venti giorni per incendio aggravato con finalità di discriminazione xenofoba ai danni di alcuni rumeni, che rischiarano di finire arrosto a causa delle fiaccole che avevano incendiato i loro giacigli sotto un ponte della Dora, durante un raid delle camice verdi capitanate da Borghezio.
Borghezio ha anche tentato di avere l’immunità parlamentare europea per un altro processo: per avere diffamato Clementina Forleo; non l’aveva diffamata a parole, ma aveva scritto con vernice spray sul marciapiede davanti al Palazzo di Giustizia di Milano “ vergogna Forleo”, come fanno i writers , quelli che vorrebbero arrestare, quelli di questo governo, Borghezio scrisse questa frase sul marciapiede , “ vergogna Forleo” e quindi la Forleo lo denunciò è lui tentò di farsi proteggere dall’immunità parlamentare: purtroppo il Parlamento Europeo ha ritenuto che quell’atto non fosse un reato di opinione, ma di danno e infatti aveva imbrattato un marciapiede stradale.
Abbiamo poi Umberto Bossi, il quale sapete, perché ne abbiamo parlato spesso, che oltre a essere quello che è, è anche stato condannato per finanziamento illecito per i 200 milioni che Carlo Sama, del gruppo Ferruzzi, versò illegalmente alla Lega Nord nel 1992. E poi Bossi è un altro grandioso, luminoso esempio di parlamentare italiano per avere più volte insolentito la bandiera, cioè il simbolo nazionale, dicendo una volta che ci si sarebbe pulito il culo e altre volte usando altre espressioni ancora più irriferibili.
In più, quando era antiberlusconiano e antifiniano, invitò in due comizi a Bergamo i suoi a andare a stanare casa per casa i fascisti, cioè i suoi attuali alleati di Alleanza Nazionale, confluiti nel Popolo della Libertà e questo è Bossi, anche lui naturalmente si candida al Parlamento europeo anche se, essendo Ministro, è un po’ difficile che opterà per il Parlamento europeo.
Poi c’è l’Avvocato Brigandin, che è l’Avvocato di Bossi, messinese e leghista, già Procuratore generale della Padania, sapete che loro si danno queste cariche di pura fantasia, è imputato davanti alla Cassazione per truffa aggravata ai danni della Regione Piemonte, per aver procurato - così dice l’accusa - dei finanziamenti non dovuti a un imprenditore suo amico che sosteneva di essere stato duramente danneggiato dall’alluvione, mentre invece pare che l’alluvione non avesse neanche lambito la sua concessionaria di automobili. In primo grado è stato condannato a due anni, era stato anche arrestato per questo in appello e invece è stato assolto, la Procura Generale ha fatto ricorso in Cassazione e quindi il processo è pendente in Cassazione. Brigandin intanto è parlamentare italiano e vuole diventare anche parlamentare europeo.
Poi c’è Matteo Salvini, che non ha nessuna questione penale, ma qui l’impresentabilità non è soltanto penale: l’impresentabilità deriva anche da elementi di coerenza o di indecenza semplicemente politica, mentre magari può capitare che ci siano delle vicende penali che non turbano minimamente la possibilità di fare carriera. Pensate soltanto a De Magistris, che è stato indagato perché l’avevano denunciato dei suoi colleghi che gliene avevano combinate di tutti i colori, è stato recentemente assolto, ha ancora qualche rimanenza per altre denunce che gli hanno fatto: pensate, la Procura di Roma l’ha indagato per interruzione di pubblico servizio, perché con le sue rivelazioni alla Procura di Salerno avrebbe innescato quella perquisizione fatta dalla Procura di Salerno a Catanzaro che, portando via, sequestrando gli atti di “ why not?”, avrebbe paralizzato addirittura per un paio di giorni l’inchiesta “ why not?”, che invece procedeva così spedita. Stiamo parlando evidentemente di altro, non stiamo parlando di gente che va a bruciare, a imbrattare o a insultare o addirittura a approfittare del denaro pubblico o a mafiare, stiamo parlando di persone che vengono denunciate per essersi comportate correttamente e quindi le indagini fanno il suo corso.
Salvini non ha nessuna indagine di nessun genere: lo cito perché c’è un caso di nepotismo; sapete che la Lega Nord ha sempre combattuto il nepotismo (altrui naturalmente!), Salvini è quello che, diventando parlamentare europeo nel 2004, pensò bene di scegliere di portarsi come portaborse - lì lo chiamato l’assistente accreditato - il fratello di Bossi, Renzo Bossi, che aveva come curriculum europeo il fatto di gestire uno splendido negozio di autoricambi a Fagnano Olona, proprio il curriculum ideale per andare a fare l’assistente parlamentare a Bruxelles e a Strasburgo.
Francesco Speroni invece ha avuto un problema per quanto riguarda il processo di Verona sulle camice verdi, ma poi si è salvato grazie all’immunità parlamentare. Anche lui era con Borghezio a sventolare bandiere verdi e a insultare l’Italia durante il discorso di Ciampi qualche anno fa e, nel 2006, quando gli italiani hanno bocciato al referendum confermativo la controriforma costituzionale della devolution, per fortuna, ha così commentato: “ gli italiani fanno schifo, l’Italia fa schifo perché non vuole essere moderna!”. Uno che dice che gli italiani fanno schifo chiede il voto agli italiani per tornare al Parlamento europeo: anche lui ha sempre tuonato contro le pratiche nepotiste di Roma ladrona e quindi, come assistente accreditato al Parlamento europeo, si è portato un altro membro della famiglia Bossi, ovvero il primogenito di primo letto Renzo Bossi, che studia da fuoricorso all’università, è noto come un appassionato di automobili e non si è capito bene che cosa ci stia a fare o ci stesse a fare al Parlamento europeo. Stiamo parlando di portaborse, assistenti pagati profumatamente con denaro pubblico: pare che prendano al lordo 12. 000 Euro al mese, pensate.
Zoo UDC
L'Udc ha Magdi Allam, il quale anche lui non ha nessun problema di tipo penale etc.: forse è un po’ tanto invasato, ha una rubrica che si chiama Il Crociato, ha un partito che si chiama Protagonisti per l’Europa Cristiana e si propone di dichiarare non leciti eticamente addirittura il divorzio e le unioni tra omosessuali e ha sostenuto, in nome del dialogo con l’Islam, che l’Islam moderato non esiste e che l’Islam non è una vera religione buona e anzi il Corano è un libro che incita all’odio, alla violenza e alla morte. Forse buttare benzina sul fuoco con un personaggio così stravagante non è il caso, di questi tempi!
Poi c’è Ugo Bergamo: Ugo Bergamo non lo conosce nessuno, è un Avvocato, un ex Sindaco di Venezia della Democrazia Cristiana, un ex parlamentare dell’Udc che dal 2005 siede nel Consiglio Superiore della Magistratura e ha avuto un ruolo fondamentale nello sparare a zero contro i magistrati di Salerno, il giorno stesso in cui perquisirono il palazzaccio di Catanzaro.
Promise di provvedere immediatamente per rimuovere questo bubbone (i magistrati onesti di Salerno), anticipò allegramente il giudizio, come già aveva fatto la signora Letizia Vacca, contro Clementina Forleo e Luigi De Magistris e poi fu di parola, perché infatti Nuzzi, Verasani e Apicella furono tutti cacciati. Questo maestro di morale in casa altrui era anche passato alle cronache perché, nel 2002, mentre in Senato si approvava la Legge Cirami, lui fu beccato come pianista: era una specie di piovra di Laoconte, che votava con molte mani e molte braccia per i vicini assenti e quindi, naturalmente, era proprio la figura morale ideale per insegnare l’etica ai magistrati di Salerno.
Poi c’è Ciriaco De Mita, il quale è uno spettacolo vivente: ha 82 anni, è in Parlamento da 46 anni, si è fatto 12 legislature, insomma è stato protagonista di quella meravigliosa ricostruzione dopo il terremoto dell’Irpinia. Si è salvato per molte prescrizioni e, soprattutto, per l’amnistia dell’89 da Tangentopoli per tutti i finanziamenti illeciti che la DC  prendeva prima dell’89 e quindi prima che fosse tutto amnistiato e insomma, è proprio una giovane promessa della politica che si affaccia sul campo, pronta a dare il suo contributo al rinnovamento delle classi dirigenti!
Sempre nell’Udc c’è Giuseppe Naro, che è un messinese che ha una condanna definitiva a sei mesi per abuso d’ufficio, in quanto avrebbe acquistato.. anzi, la sentenza è definitiva, degli ingrandimenti fotografici, 462  ingrandimenti fotografici con denaro pubblico per 800 milioni di lire e poi ha avuto due prescrizioni in altre due inchieste e quindi, naturalmente, è pronto, anche lui, per l’Europa.
Poi c’è Ferdinando Pinto, che è stato processato -e poi con fasi alterne alla fine è stato assolto, perché mancavano le prove - per aver incendiato il Teatro Petruzzelli. Ma nel processo civile che gli hanno intentato i proprietari del Teatro Petruzzelli, di cui lui era il gestore e il Presidente, è stato condannato a pagare 57 miliardi di lire alla famiglia dei proprietari: miliardi che non ha mai pagato, perché pare che il teatro non fosse assicurato.
L’altro giorno, proprio pochi giorni fa, si è aperto il 29 aprile a suo carico un altro processo penale, davanti al Gup di Bari, perché lui è accusato di aver depistato le indagini per procurarsi l’impunità nel processo sul rogo al Petruzzelli e lì la Procura ha chiesto il suo rinvio a giudizio per reati che vanno dal falso materiale e ideologico alla contraffazione di pubblici sigilli, alla calunnia, al falso giuramento della parte, alla falsa testimonianza, alla violenza privata e alla violenza semplice, il tutto aggravato dalla finalità di coprire le responsabilità del clan della Sacra Corona Unita e il famoso clan Capriati, quello del boss di Barivecchia.
Completa il quadro di questa meravigliosa squadra messa insieme dall’Udc Saverio Romano, il quale è indagato per concorso esterno in associazione mafiosa in Sicilia,  a Palermo, per i suoi rapporti insieme a Cuffaro presunti con il clan Guttadauro e, in più, è sotto osservazione per certe dichiarazioni che ha fatto il figlio di Ciancimino su certi regali in denaro che sarebbero arrivati, tra gli altri, anche a lui, anche se lui legittimamente nega.
C’è poi Angelo Sanza, sempre nell’Udc , che è lì da undici legislature, un quasi De Mita: un quasi De Mita lucano che ha passato una serie di partiti e che era uscito da Tangentopoli perché si era accertato che aveva ricevuto 200 milioni dal finanziere Florio Fiorini, ma un giudice molto spiritoso aveva stabilito che, essendo soldi arrivati da una società estera, allora non costituivano reato e poi la Procura di Milano fece appello contro questa sentenza stravagante, ma lo fece fuori termine e conseguentemente Sanza se la cavò e anche lui lo riportiamo, se tutto va bene, in Europa, visto che è in Parlamento ininterrottamente soltanto dal 1972, quando molti di voi credo non fossero mai nati, lui era già lì.
Dimenticavo Emanuele Filiberto di Savoia: non mi pare di dover aggiungere niente, insomma Emanuele Filiberto di Savoia, quello di “ Ballando con le Stelle”, quello.. Emanuele Filiberto di Savoia, quello lì, quella testa coronata potremmo definirlo.
Zoo MPA
Per l’Mpa, Movimento Per l’Autonomia di Raffaele Lombardo, abbiamo Francesco Musotto, che è stato assolto con una formula che echeggia la vecchia insufficienza di prove nel processo per mafia, nel quale il fratello è stato condannato perché si è accertato che, nella loro villa al mare, a Finale di Pollina, venivano ospitati alcuni boss latitanti come Tullio Cannella, Giovanni Brusca, Domenico Farinella e Leoluca Bagarella, ma evidentemente poco fisionomista, Musotto non se ne era accorto e infatti è stato assolto, perché non c’erano prove sufficienti per dimostrare che lui si rendesse conto che quei simpatici ceffi che si aggiravano per casa sua erano boss mafiosi, i cui volti campeggiavano in tutte le Questure come i più ricercati tra i latitanti.
Poi abbiamo Vittorio Sgarbi, sempre nel Movimento per l’Autonomia, che è stato condannato per truffa ai danni dello Stato ai beni culturali, è attualmente Sindaco di Salemi e un sacco di altre cose. Un altro equilibratissimo uomo politico che proprio bisogna assolutamente mandare al Parlamento europeo per farci fare bella figura!
Poi abbiamo Raffaele Lombardo, che è il governatore della Sicilia e che, naturalmente, ha fatto tutta la sua carriera politica a Catania: quella Catania che i suoi amici e anche lui, in quanto leader, hanno amministrato così bene da portarla al fallimento.
Zoo PDmenoelle
E poi c’è il PD: nel PD c’è qualcuno che sembrerebbe un po’ incoerente, tipo Cofferati, che pure è una persona di estremo valore, il quale aveva dichiarato “ non si può fare il Sindaco a Bologna e il padre a Genova” e adesso invece farà l’Europarlamentare tra Strasburgo e Bruxelles e il padre a Genova, forse Bruxelles e Strasburgo sono più vicine a Genova di Bologna, non si sa! Aveva anche detto “ se mi vedrete candidato alle europee, siete autorizzati a chiamarmi ciarlatano”: praticamente se lo vedremo candidato alle europee saremmo autorizzati a chiamarlo ciarlatano e l’abbiamo visto, è candidato alle europee. Traetene voi le conseguenze.
Poi c’è Andrea Cozzolino: questo invece ha dei problemi giudiziari, è l’Assessore alle attività produttive della Regione Campania e ha ricevuto un avviso di garanzia proprio nei giorni della candidatura, con perquisizione in casa sua, perché è sotto inchiesta a proposito della costruzione di una centrale a biomasse in Provincia di Caserta. L’impianto si chiama Biopower. Poi c’è un altro esponente della politica campana: Andrea Losco, che è stato - risparmiamoci le ironie sul cognome, perché non si scherza sui cognomi - governatore della Campania per l’Udeur tra il 99 e il 2000, è stato commissario straordinario per l’emergenza rifiuti, così brillantemente risolta naturalmente, prima di passare la palla a quell’altro genio di Bassolino. Losco era noto per aver raccomandato - così risulta da un elenco che è stato trovato negli uffici dell’alto commissariato - ben 14 persone che lavoravano lì dentro. E’ già parlamentare europeo, non più nell’Udeur ma nella Margherita, rutelliano e adesso si ricandida.
Sempre a Napoli c’è un altro candidato eccellente: l’ex Assessore regionale alla sanità che Bassolino ha fatto fuori in una faida interna, anche lui nei giorni della candidatura è stato indagato dalla Procura di Napoli per corruzione a proposito dell’affidamento dei lavori per l’ospedale Del Mare a Ponticelli. Anche qui stiamo parlando solo e esclusivamente di avvisi di garanzia, quindi diciamo che, salvo forse qualche dibattito sull’opportunità o meno, non stiamo neanche parlando di un rinvio a giudizio, ma è bene che queste cose si sappiamo, di modo che chi deve votare ne sia al corrente.
E poi c’è l’Assessore all’agricoltura della Giunta Loiero, Mario Pirillo, che ha cambiato una dozzina di partiti: dalla DC  al Cdu, all’Udr, all’Udeur, alla Margherita, al PDM e al PD, e che è stato appena imputato, con richiesta di rinvio a giudizio, nell’inchiesta “ why not?”, è uno dei 98 per i quali la Procura generale di Catanzaro ha chiesto il rinvio a giudizio e pare che le accuse vadano dal peculato all’abuso d’ufficio, alla truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche.
Zoo Alleanza di Centro
Nell'Alleanza di Centro di Pionati, l’ex mezzobusto RAI, troverete Tommaso Barbato: è lo sputacchiere, è quello famoso perché sputò in faccia a Cusumano mentre cadeva il governo Prodi e quindi una preclara figura di quel calibro non poteva restare fuori dalle liste, l'Alleanza di Centro di Pionati lo candida e tenta di riportarlo in auge.
Zoo IDV
Mi segnalano da Cattolica che c´è un candidato dell´Italia dei Valori, che non ha nessun problema giudiziario, ma anche qui stiamo parlando di questioni di opportunità politica, che si chiama Bulletti Carlo, che ha fatto un po´ il giro dei partiti anche lui: potremmo definirlo un riciclato, che si trova sempre più o meno dalla parte giusta. Fa il medico chirurgo, nel 2004 si è candidato con Lega Nord, Forza Italia, Alleanza Nazionale e altre liste di destra, poi è passato tra i banchi dell´opposizione e, quando è nato il PD, è passato al PD attivandosi per le primarie e adesso, in occasione dell´ultima campagna elettorale, è candidato alle europee per l´Italia dei Valori. Forse bisognerebbe stare attenti a questi candidati che si spostano con questa frequenza e che, evidentemente, sono continuamente folgorati sulla Via di Damasco, sempre in dirittura di elezioni.
Zoo Sinistra e Libertà
Nella Sinistra e Libertà, che è quella della Sinistra Democratica, dei Verdi e dei Vendoliani, c’è la candidatura di Sergio Staino, che è un vignettista molto famoso: anche qui non c’è niente di male nel fatto che Staino sia candidato, se nonché Staino, che è candidato con Vendola, è iscritto al Partito Democratico, il quale ha detto “ ma come? Sei iscritto al Partito Democratico e ti candidi con Vendola? Ma allora ti espelliamo”, il minimo che può fare un partito è espellere un suo iscritto che si candita in un altro partito.
Ebbene, Staino si è pure offeso dicendo che non capisce per quale motivo lo vogliono espellere: io il motivo lo capisco, uno dovrebbe decidere nella vita un partito, più di uno, soprattutto quando sono in concorrenza, è un po’ troppo!
Zoo Sinistra Europea
Per quanto riguarda invece l’altra formazione della sinistra radicale, quella si chiama Sinistra Europea, che ingloba Rifondazione Comunista e i Comunisti Italiani, mi segnalano un certo Bruno De Vita, che è il leader di uno dei tanti movimenti di consumatori, ma che mi dicono essere stato radiato dall’Associazione Stampa Romana per aver licenziato cinque giornalisti che avevano aderito a uno sciopero. E’ un po’ strana questa cosa, spero che abbia modo di rettificare quest’informazione, perché qui a me giungono notizie piuttosto precise, ossia che questo signore, amministratore unico e editore di Teleambiente e della collegata Teleagenzia 1, avrebbe cacciato questi cinque redattori che avevano partecipato allo sciopero del 18 e 19 dicembre 2006. Naturalmente i padroni possono sempre licenziare chi gli pare, purché rispettino le leggi, però essere candidati nella Sinistra Radicale e avere questo concetto del diritto di sciopero è abbastanza strano: guardate che il fatto che la radiazione di De Vita dal sindacato sia stata confermata dalla Federazione della Stampa all’unanimità significa proprio che qualcosa di grosso l’aveva fatto, perché insomma prima di radiare un giornalista in Italia bisogna veramente che ne abbia fatte di tutti i colori.
Questo era quello che mi sentivo di dire tra le cose che ho scoperto io, naturalmente se qualcuno ha qualcosa da obiettare i nostri blog sono pronti a pubblicare eventualmente precisazioni e rettifiche e soprattutto, se qualcuno ha da segnalarci altri candidati che è bene non votare, i nostri blog sono a disposizione. Per intanto passate parola

Video Marco Travaglio - Politici ravvicinati di un certo tipo - 27/04/2009

Politici ravvicinati di un certo tipo - 27/04/2009



trascrizione audio per utenti non udenti :


Buongiorno a tutti, stavo consultando i siti dei giornali, ci sono notizie che sono perfettamente coerenti l’una con l’altra, la prima è la febbre suina che naturalmente possiamo applicare a qualunque cosa vediamo in Italia, dice “non c’è pericolo di contagio”: perché siamo già contagiati, ovviamente, e non ce ne siamo accorti!
Bologna: “Cofferati condannato per comportamento antisindacale”. Sembra una barzelletta e invece è vero, come Presidente del Teatro comunale è stato ritenuto colpevole, in primo grado, di aver decurtato la paga non solo ai dipendenti che aderiscono agli scioperi di marzo ma anche ai lavoratori che si presentarono. Il giudice dà ragione ai sindacati.
La terza e ultima notizia che mi ha destato una certa attenzione è “Onna, l’irritazione degli sfollati del sisma vengono qui tutti e la ricostruzione?” Vedrete quando ci saranno pure quelli del G8 a passeggiarli sulla testa che allegria.
Ma la notizia del giorno è “Bagaglino flop: Canale 5 lo ha cancellato”. Anche qui le interpretazioni si sprecano ma insomma è evidente che il Bagaglino è stato degnamente e autorevolmente sostituito dalle più alte istituzioni e quindi ha esaurito la sua spinta propulsiva.
Oggi vorrei parlare di candidature, vorrei parlare di candidature perché il “Bagaglino” sta per trasferirsi al Parlamento europeo, come sempre non è la prima volta ma questa volta devo dire c’è un quid di più rispetto alle altre volte che appassiona particolarmente, anche perché tutti i partiti ci avevano garantito massima serietà e massima autorevolezza, infatti ho qui dei ritagli. Franceschini “A Strasburgo manderemo solo persone autorevoli, che ci resteranno per tutto il mandato”.
Berlusconi, ricorderete che un anno fa voleva abolire le preferenze anche alle elezioni europee perché poi c’era il rischio che qualche candidato, magari non voluto da lui, passasse davanti a quelli voluti da lui, che spesso sono in grado di essere eletti soltanto quando non c’è nessun altro intorno. Infatti lui disse “voglio che in Europa ci vada gente altamente qualificata e che in tutte le commissioni ci siano professionisti di ciascuna materia. Solo scegliendo noi chi va in lista saremmo sicuri di una rappresentanza capace di difendere i nostri interessi” qua si è tradito, ovviamente per lui il Parlamento europeo serve a difendere i suoi interessi ma “gente capace, gente autorevole, altamente qualificata, professionisti di ciascuna materia”. 29 ottobre 2008.
Un mese prima il Papa aveva detto che ci voleva una nuova generazione di politici “con maggiore rigore morale e competenze” e allora Berlusconi disse “ma basta che ci indichi le persone da mettere in lista e noi siamo pronti a metterli tutti in lista e a valorizzarli nell’azione di governo” e infatti è stato subito di parola, sapete che sono in corso i provini e anche degli stage per preparare questi nuovi candidati giovani e soprattutto giovani candidate donne. I giornali fanno alcuni nomi di candidate che hanno grande rigore morale, grande competenza e soprattutto, lo ripeto perché è fondamentale, “gente altamente qualificata che vada in tutte le commissioni come professionisti di ciascuna materia, rappresentanza capace di difendere i nostri interessi”.
Vediamo alcune selezioni, le punte di diamante di cui parlano i giornali, sono le gemelle De Vivo reduci da L’isola dei famosi già ricevute a Palazzo Grazioli o Palazzo Chigi, non ricordo più tanto i due palazzi sono la stessa cosa, Barbara Matera, già letteronza a Mai dire domenica e comparsa nella serie Carabinieri. Letteronza proprio alla lettera vuole dire “letterina stronza”, era una invenzione della Gialappas, non pensavano quelli della Gialappas di essere diventati i selezionatori delle candidature europee, Barbara segnatevela perché questa va sicuramente a presiedere una qualche commissione che decide del nostro futuro, stiamo dicendo sempre “gente altamente qualificata, professionisti della materia” anzi in questo caso della Matera!
Angela Sozio, capelli rossi folti ricci, queste sono le uniche note caratteristiche di cui parlano i giornali, oltre al fatto che la ragazza nel curriculum può vantare alcune giornate trascorse a Il grande fratello e alcune ore trascorse nella villa Certosa sulle ginocchia o nei paraggi del Presidente del Consiglio. Quindi quando chiedono curriculum lei è una “altamente qualificata professionista” di quali materie, dice “permanenza a Il grande fratello per alcuni giorni e dalle parti delle ginocchia del Premier per alcune ore”.
Camilla Ferranti, reduce da Incantesimo ma anche, questo è importante perché c’è un suo perché, sorella di un Consigliere comunale di Forza Italia a Terni, quindi c’è una competenza specifica familiare, ereditaria potremmo dire, contagiosa da parte del fratello che è un grosso politico a Terni.
Eleonora Gaggioli che ha partecipato alle serie televisive Don Matteo e Elisa di Rivombrosa e quindi anche lei ovviamente ha diritto a un posto, sono proprio candidate di diritto al Parlamento europeo.
Mi pare che la regola sia chiara, non essendo riuscito a piazzarle tutte a RAI Fiction perché gli hanno mandato via Saccà sul più bello ma adesso forse ritorna, non essendo riusciti a piazzarle tutte al Ministero delle pari opportunità perché insomma più di una non si poteva, allora le manda al Parlamento europeo. Però ripeto “tutta gente altamente qualificata, professionisti della materia in ogni commissione”, quindi sbizzarritevi a immaginare in quali commissioni potrebbero infilare queste “professioniste della materia”.
Le candidature del PD
Prima di passare invece alle candidature impresentabili perché questo era avanspettacolo berlusconiano, vorrei partire dal PD, il PD ha un Segretario che si chiama Franceschini che a differenza di Veltroni è, se non altro, vivo, mentre l’altro era un caso, politicamente parlando, di coma profondo. Aveva iniziato bene anche con qualche ideuzza, non che fossero idee geniali, non è un genio ma delle idee diceva delle cose sensate tipo accorpare il referendum nell’election day, è andato avanti per alcune settimane, ha guadagnato punti con questa idea perché comunque la gente è sensibile al risparmio. Bene, quando si trattava di passare all’attacco perché Berlusconi l’election day, causa Lega Nord, non lo vuole e quindi è disposto a buttare nel cesso, poi vedremo i calcoli quali saranno quelli giusti ma sicuramente alcune centinaia di milioni di Euro, Franceschini si è arreso, Berlusconi ha detto che si farà l’ election day nel giorno del ballottaggio e Franceschini ha detto “va bene, purché siano d’accordo i referendari” ma chi se ne frega dei referendari? Tieni la posizione, ne avevi detta una giusta, per una giusta che hai detto ti sei spaventato, da allora non ha capito più niente e infatti l’altro giorno ha fatto la mossa del cavallo, proprio ha sfidato Berlusconi a partecipare al 25 Aprile. Purtroppo per lui Berlusconi ha raccolto la sfida e quindi si è impossessato del 25 Aprile, se c’era almeno un giorno dell’anno in cui fino all’altro ieri Berlusconi non lo vedevamo e non lo sentivamo, se ne stava rintanato in qualcuna delle sue ville aspettando che passasse la giornate e anche la nuttata, adesso ce l’abbiamo pure il 25 aprile e qualunque stronzata dica (vedi quelle che ha detto a Onna con il fazzoletto partigiano al collo) è in grado di oscurare i discorsi di chiunque altro, se tornassero anche Peppini, Duccio Galimberti etc. comunque il discorso di Berlusconi sarebbe l’unico citato dalle televisioni e dai giornali, che poi naturalmente si sperticano in elogi per questa meravigliosa conversione all’antifascismo che lo ha colto all’alba dei 73 anni.
Quindi temo purtroppo che stiamo perdendo anche Franceschini e questa non ci voleva perché si sperava che riuscisse a durare almeno fino al giorno delle elezioni, non so che altro sarà capace a fare per fare guadagnare punti al Cavaliere che già ne guadagna per conto suo.
Vediamo le candidature del Pd che Mercedes Bresso, Presidente della Regione Piemonte, ha efficacemente descritto come “una sfilata di pensionati di lusso”, certe candidature del PD ricordano il carrello dei bolliti misti che viene servito in alcune trattorie piemontesi, soprattutto nelle Langhe e nel Monferrato.
Intanto abbiamo dei superpensionati come Luigi Berlinguer che è stato ex parlamentare, ex docente universitario, ex Ministro dell’istruzione, ex membro del Consiglio Superiore della Magistratura, lui è della famiglia Berlinguer e quindi è sardo di origine. Bene, lo mettono capolista nel nordest, sapete che nel nordest il centro-sinistra non è che abbia una grossa popolarità, forse dovevano cercare qualcuno del luogo o qualcuno che almeno per l’accento che ha ricordasse qualcosa di familiare agli eventuali elettori. Niente. Gli hanno mandato un sardo capolista nel nordest. Dopo avere parlato per mesi del Partito Democratico federale, del Partito Democratico del nord: un sardo capolista nel nordest. Geniale!
Cofferati invece capolista nel nordovest, Cofferati ex sindaco di Bologna che aveva giurato che non si sarebbe candidato né per rifare il sindaco di Bologna, visto che tra l’altro non ce lo volevano più e non ce lo voleva neanche lui perché purtroppo ha fatto per cinque anni un mestiere che non è il suo, che non amava in una città che non gli piaceva, non vedendo l’ora di andarsene ma aveva detto che c’era questo bambino che gli era appena nato e quindi massimo rispetto per i bambini e per i papà, senonché poi Strasburgo e Bruxelles sono un po’ più lontani da Genova dove risiedono la signora e il bambino che non Bologna. La Genova – Bologna, per quanto mal funzionanti siano le ferrovie italiane, è un po’ più rapida della Genova – Bruxelles o della Genova – Strasburgo, Resta da capire per quale motivo questo signore, ma anche per lui visto che è una persona di valore, vada a ibernarsi e a mummificarsi al Parlamento europeo.
Nordovest, anche lì polemiche etc..
Nel sud invece, qui si parla sempre di liste provvisorie, stiamo facendo come i giornali sul calcio mercato, stiamo parlando di intenzioni di, poi le liste non sono ancora complete e definitive e quindi sono ancora suscettibili di qualche miglioramento o di qualche peggioramento, visto che siamo in Italia. È sicuro al numero 1 o al numero 2 del sud, da quello che si legge, Sergio D’Antoni, Sergio D’Antoni è una vecchia lenza, prima del sindacato C.I.S.L. e poi della politica, quello che nello scandalo di Affittopoli fu beccato perché aveva un attico credo ai Parioli se non ricordo male non con una Jacuzzi, che è poco, due Iacuzzi idromassaggio per avvicinarsi all’operaio della catena di montaggio. D’Antoni è riuscito a essere di centro-destra, di centro, cioè fondò un partito insieme a Andreotti “L’Italia di centro” e quindi è una compagnia anche di un certo prestigio Andreotti, dopodiché passò al centro-sinistra dove fece il sottosegretario e adesso per entusiasmare proprio le folle del sud sarà numero 1 o numero 2 della lista. Bisogna vedere dove sistemeranno Rita Borsellino che anche lei sorprendentemente si è candidata nel Partito Democratico che un anno fa l’aveva fatta fuori da candidata naturale alle regionali, dopo che tre anni fa aveva stravinto un sacco di voti riuscendo a arrivare addirittura al 40 per cento contro Toto Cuffaro, che è la macchina portavoti più poderosa d’Europa. Dato che aveva avuto questo buon risultato hanno pensato bene di farla fuori e di mettere al suo posto la Finocchiaro che è stata doppiata da uno che ha molti meno voti di Cuffaro e cioè Lombardo, il quale fece 60 a 30, la Finocchiaro poi fu portata immediatamente a Roma per sottrarla probabilmente agli elettori superstiti. E adesso insieme a Franceschini spiega a Di Pietro, a Vendola, a Bossi e a Berlusconi che non si devono candidare perché non ci si candida per una carica che poi non si va a occupare, è esattamente quello che ha fatto lei l’anno scorso quando si è candidata alle regionali in Sicilia, già sapendo che non avrebbe messo mai piede in Assemblea regionale siciliana ma dimenticandosi di dirlo agli elettori e tenete presente non era nemmeno la candidatura del leader che è abbastanza naturale in una elezione dove si va alla conta. Era la candidata di una sottoleader, perdente per giunta.
Ci sono poi altri pensionati di lusso come Paolo Costa, ex sindaco di Venezia, Patrizia Toia che è una persona anche gradevole, piuttosto usata dal punto di vista politico, anche lei viene dal mercatino dell’usato, viene anche da una vicenda piuttosto spiacevole: fu beccata, insieme a altri assessori regionali, nel 95 a spartirsi le A.S.L. della Lombardia, finirono tutti sotto processo e poi si salvarono tutti perché fu abolito il reato, il reato di abuso d’ufficio e non patrimoniale. Adesso la mandano in Europa e insieme a altri superpensionati di lusso, come Leonardo Domenici, il sindaco uscente di Firenze, quello che tre mesi fa si era ritirato dalla politica e si era andato a incatenare alla sede di Repubblica perché Repubblica aveva osato scrivere un pezzo sui suoi rapporti, i suoi incontri con Ligresti etc. e aveva detto “basta sono disgustato lascio la politica” ci ha ripensato. Parte anche lui con il primo treno, con il primo aereo per l’Europa insieme a Andrea Losco, che già parlamentare europeo viene ricandidato. Andrea Losco è uno degli ex Presidenti della Regione Campania che hanno la responsabilità politica dello scandalo della mondezza in Campania, quando fu nominato Presidente della regione e commissario ai rifiuti era nell’Udeur , stava con Mastella, poi è passato con Rutelli, segno che si può anche peggiorare le proprie frequentazioni. Ed è probabile che lo riportino al Parlamento europeo, poi sai con quel nome “Losco”, è proprio il posto giusto!
C’è anche un ex assessore regionale della Campania, Montemarano, che da quello che scrivono i giornali è stato appena indagato per corruzione, era finito nelle liste e vedremo se l’hanno tolto o se ce l’hanno lasciato.
Le candidature di Di Pietro
Di Pietro. Di Pietro ha fatto delle liste che hanno dei candidati piuttosto interessanti, alcuni dei quali decisamente di rottura come Demagistris, come Vulpio, come il sindacalista ex C.G.I.L. Zipponi, come Sonia Alfano, come Gianni Vattimo, come Tranfaglia e ne ho dimenticati sicuramente tantissimi, ci sono anche intellettuali importanti che si sono avvicinati a quel movimento. Personalmente penso che potesse evitarsi la candidatura di Maruska Piredda che è una bravissima ragazza che fa la hostess all’Alitalia , capisco l’intenzione di portare avanti la battaglia contro la truffa dell’Alitalia però mi pare che quella sia una candidatura spot che si poteva evitare, a mio gusto personale.
Fabrizio Corona, Storace e l'UDC
Forse se tutto va bene nella Fiamma avremo Fabrizio Corona, reduce dai trionfi processuali e caraibici, avremo anche una nuova alleanza meravigliosa tra Raffaele Lombardo, uno di quelli che hanno contribuito a mandare in vacca il comune di Catania, che si alleerà con Storace, Storace è indagato, anzi imputato ormai per lo spionaggio ai danni di Piero Marrazzo e Alessandra Mussolini, quindi una festosa alleanza che si spera non superi il 4 per cento ma il meglio devo dire questa volta lo dà l’UDC. L’UDC è una cosa, se verranno confermate le candidature di cui parlano i giornali ci sarà da sbudellarsi dalle risate, pensate che nell’UDC ci sono Vittorio Sgarbi, tenetevi forte ho voluto creare un po’ di suspense, Vittorio Sgarbi la battuta è già piuttosto usurata, l’ha fatta Sebastiano Messina, l’ha ricopiata la Littizzetto l’altra sera, se lo slogan del partito è “non litigate” e poi ci si mette Sgarbi fa un po’ ridere lo slogan del partito, fa un po’ ridere anche l’uso dei bambini di Casini che nei suoi manifesti esibisce la sua famiglia. Però comunque capisco l’intento, è il partito della difesa della famiglia tradizionale, della famiglia di Santa Romana Chiesa, lasciamo poi perdere se uno ne ha una o ne ha due di famiglie, come nel caso di Casini e di gran parte dei dirigenti del suo partito, ma insomma più uno ama la famiglia più ha delle famiglie, quindi è anche coerente.
Cosa interessante è che vogliono candidare Sgarbi che invece è, legittimamente, un libertino dichiarato contrario alla famiglia tant’è che ha avuto tre figli da tre signore diverse, nessuna delle quali erano sua moglie, c’è stata anche una certa difficoltà nel riconoscerli e nel pagare gli alimenti, ci sono state delle cause ma d’altra parte Sgarbi senza cause sarebbe come la bagna cauda senza l’aglio e quindi lui ci sguazza proprio in queste cause.
Che cosa c’entri con la difesa della famiglia tradizionale Sgarbi, che è solito accompagnarsi non so chiunque vada su Internet lo trova in compagnia di tutto il meglio della squadra di Schicchi per esempio, la scuderia delle pornostar, beato lui eh intendiamoci, ma cosa c’entri con l’Udc tutto questo, che cosa c’entri con la vicinanza al Vaticano, al Cardinal Ruini, chissà che il Cardinal Ruini non riscopra una giovinezza ulteriore nella frequentazione con Sgarbi!
Ma si parla, anzi è sicuro che sarà presente come capolista al sud l’ottimo avvocato Taormina, no Taormina non è sicuro scusate, Taormina è una voce che corre che non si sa se abbia messo in giro lui o cosa e anche Taormina non c’è nessuna controindicazione, lui tra l’altro a differenza di Sgarbi pare che invece dal punto di vista della famiglia tradizionale abbia le carte in regola. C’è un piccolo problema, che fu cacciato dal governo Berlusconi 2001 dalla sua stessa maggioranza proprio perché lo chiese l’Udc e quindi è un po’ strano un partito che caccia uno dal governo e poi se lo prende e se lo porta alle europee. Ma può darsi che la sua candidatura sia soltanto una voce.
Invece la candidatura certa è quella di Ciriaco De Mita, questo giovane virgulto che si sta affacciando da pochi mesi alla politica, ha 81 anni, sta in Parlamento, lo trovo veramente encomiabile lo spirito di sacrificio con cui quest’uomo alla sua età ancora si mette al servizio della collettività, lui è consecutivamente in Parlamento da 45 anni, ne ha 81 e minaccia che “il mio ultimo comizio lo farò in punto di morte”. Quindi auguriamogli lunga vita, adesso andrà al Parlamento europeo perché i migliori vanno esibiti all’estero, naturalmente.
C’è anche nell’Udc Magdi Allam che è quell’ex giornalista di Repubblica e del Corriere che a un certo punto ha scoperto la vocazione del crociato proprio e che si sta proponendo come leader di un partito tutto suo. Fino a qualche mese fa voleva addirittura presentarsi da solo alle europee, poi gli hanno spiegato che forse non solo non prendeva voti ma forse non riusciva nemmeno a raccogliere le firme per presentare la lista, allora si è imbarcato nell’Udc ma proprio in veste di crociato, è quello che scriveva sempre lo stesso articolo sulle moschee dove si predica l’odio e la ribellione, il terrorismo, chiedeva l’espulsione di questo e di quell’altro imam.
Devo dire che da quando l’allarme terrorismo si è un po’ placato non è che si sentisse granché la mancanza di questo Magdi Allam, però si è pure convertito nel giorno di Pasqua a favore di Telecamere l’anno scorso, quindi un posto bisognava trovarglielo e credo che il più contento sia stato Paolo Mieli che se l’è levato dai piedi de Il Corriere della Sera, visto che era costretto a pubblicare sempre lo stesso articolo sull’imam non so se di Gallarate o di Carmagnola, pericolosissimi avamposti di Al Quaida.
Infine per completare l’opera dell’Udc c’è un certo Domenico Zinzi di cui parlano i giornali, lui è un casertano, è stato condannato in primo grado a Avellino a tre anni per omicidio colposo insieme a altri amministratori ritenuti colpevoli, ritenuti responsabili delle omesse misure di sicurezza che provocarono la frana nel comune di Quindici nel 1988. 11 persone morte. Uno così è ovvio, non può che essere premiato soprattutto in tempi di catastrofi e di terremoti, del resto sapete che De Mita è protagonista della grande e meravigliosa ricostruzione in Irpinia, che ci costò insieme al resto della Campania 62 mila miliardi e che non ha portato a nessun tipo di ricostruzione, tant’è che ci sono ancora persone nelle baracche.
Ma segnalo anche la presenza nelle file dell’Udc di Saverio Romano, Saverio Romano è sotto indagine a Palermo per i suoi rapporti con Cuffaro e dunque con alcuni mafiosi, pare che il suo nome emerga di nuovo in nuove vicende di cui si parlerà molto nei prossimi mesi.
Poi c’è Ugo Bergamo, Ugo Bergamo è famoso perché è quello che ha praticamente ordinato la fucilazione in effige dei magistrati di Salerno che avevano osato occuparsi dello scandalo di Catanzaro, quindi anche lui è talmente indipendente come il Consiglio Superiore che pare sia in lista con l’Udc . E poi Pierluigi Mantini, Pierluigi Mantini è meraviglioso, è un Avvocato milanese, fino a qualche anno fa era un dipietrista sfegatato, poi progressivamente, via Margherita, è recentemente passato all’Udc . Era un nemico acerrimo dell’immunità parlamentare e adesso è diventato un sostenitore accanito dell’immunità parlamentare e quindi il suo posto è l’Udc.
Le vallette dello psiconano
Popolo delle Libertà. Bisognerà ritornarci perché ovviamente le liste del Popolo delle Libertà sono un serbatoio di impresentabili che non si può certo esaurire in pochi minuti, vi anticipo solo le chicche migliori, le punte più avanzate oltre alle professioniste di cui abbiamo parlato all’inizio.
Mastella, Mastella che fece cadere il governo Prodi e fu fregato poi da Berlusconi che gli aveva promesso venti deputati e dieci senatori sicuri, poi non ha candidato manco lui, adesso viene risarcito con un bel posto al Parlamento europeo, che insomma sono soldi, sono immunità, serve soprattutto quando si è imputati o quasi, Mastella ha ricevuto l’avviso di chiusura indagini per concussione insieme al moglie a mezzo del suo partito, quindi insomma può servire un seggio al Parlamento europeo e poi non gli era mai capitato, era dal 76 che aveva sempre sotto il sedere una poltrona, adesso questo anno di astinenza lo ha consumato, chi l’ha visto di recente l’ha trovato smunto e emaciato, adesso bisognerà in qualche modo rivitalizzarlo!
Pomicino, Pomicino è un altro che in tempi di terremoto è proprio il caso di candidare, perché Pomicino oltre alle due condanne definitive aveva pure il processo per le ruberie sugli appalti della ricostruzione del dopo-terremoto, si salvò grazie alla prescrizione e quindi naturalmente uno che era imputato per avere rubato nella ricostruzione del dopo-terremoto bisogna proprio esporlo in vetrina al Parlamento europeo, come del resto era già fino a pochi anni fa.
Credo, se non ci sono novità, che sarà ricandidato anche Aldo Patriciello, Aldo Patriciello è sotto processo in Molise per la famosa variante di Venafro, costruita su piloni di cemento disarmato che rischiava di venire giù, che ha costretto l’Anas a spendere una barcata di soldi per rifare quei piloni o per metterli in sicurezza. Quindi è un altro, ha il fratello costruttore, infatti sono imputati tutti e due, il fratello fu pure arrestato, lui era Vicepresidente della giunta e quindi naturalmente visto che è imputato in udienza preliminare per le costruzioni fatte senza le dovute quantità di cemento, è ovvio che in tempi di post-terremoto vada anche lui premiato un’altra volta con un posto al Parlamento europeo. Tra l’altro quando fu eletto non era ancora imputato, adesso invece viene riconfermato da imputato.
Se qualcuno vuole poi un po’ di Bagaglino c’è Capezzone, pare che candidino Capezzone salvo sorprese dell’ultima ora e quindi potrà dividersi tra il Parlamento europeo e quello italiano.
La chicca finale è Sinistra e libertà, il partito di Nichi Vendola, che tra gli altri candidati, alcuni anche molto decorosi , interessanti, importanti esattamente come invece l’altro partito, quello della sinistra di Claudio Fava, di Mussi etc. questi candidano il vignettista Staino. Persona gradevolissima, amabilissima etc., senonché Staino è iscritto al Pd, Staino è iscritto al Pd, si candida con Sinistra e libertà, il Pd lo dovrà espellere perché uno candidato al Pd non può candidarsi con un partito rivale e lui si è incazzato, ha detto beh “ma insomma potevano anche capirmi”. Come potevano capirti? Devi essere iscritto almeno al partito del quale ti candidi, oppure ti candidi come indipendente, ma se sei indipendente di Sinistra e libertà non puoi essere dipendente dal Pd.
Questo è un tocco di Bagaglino finale alle nostre candidature, intanto aspettiamo che completino le formazioni e così in una delle prossime settimane daremo informazioni più definitive, ma insomma era perché aveste un antipasto.
Vi segnalo in chiusura, è uscito sempre per l’autofinanziamento di questo nostro spazio che costa qualcosa e che noi riusciamo a mantenere grazie a questi Dvd, è uscito il quarto volume intitolato Io so contraddistinto dal colore verde e contiene i passaparola dell’inizio di quest’anno, quindi dall’inizio di quest’anno “Bettino nostro che sei nei cieli, Dieci piccoli indiani, Borsellino: omicidio di Stato, Io so, Intercettazioni impossibili e crimine libero, La terza repubblica di Berlusconi, La legge della Cosca, I girorondini, La macchina del complotto perpetuo e c’è una introduzione di Beppe Grillo che lascio a chi vorrà prendere questo Dvd. Ci vediamo lunedì prossimo: passate parola.

Video Marco Travaglio - I mandarini della Casta - 29/12/2008

I mandarini della Casta - 29/12/2008



trascrizione audio per utenti non udenti :


Buongiorno a tutti.
Questo è l'ultimo appuntamento con il Passaparola del 2008, quindi è un'occasione per farci gli auguri e per raccontarci un paio di cose che oggi riguardano i processi e le indagini che stanno investendo in varie parti d'Italia il Partito Democratico e la sua reazione.
La reazione iniziale di Veltroni, va detto, era stata buona e civile, quella che ci si attende da un leader di una democrazia normale, e cioè massima fiducia nella magistratura, facciamo autocritica, poniamoci la questione morale, evitiamo i complottismi.
Poi via via col passare dei giorni siamo arrivati alle ultime esternazioni, che sono iniziate quando è stato scarcerato dagli arresti domiciliari Luciano D'Alfonso, sindaco di Pescara.
Allora la posizione del PD ha cominciato a declinare verso non dico una posizione berlusconiana ma molto vicino.
Nel frattempo, hanno pizzicato il figlio di Di Pietro e alcuni collaboratori campani di Di Pietro nell'inchiesta napoletana, dalle quali è risultato che il figlio e alcuni suoi collaboratori segnalavano amici per incarichi a questo provveditore per le opere pubbliche.
Non è reato segnalare amici per incarichi, è però malcostume, quindi bene ha fatto Di Pietro a tirare le orecchie a suo figlio.
Nel suo, come negli altri partiti, ci dovrebbe essere immediatamente l'intervento del collegio dei probiviri che esamina i casi non penalmente rilevanti - quelli li segue la magistratura - e decide sanzioni possibilmente tipizzandole e stabilendo in anticipo cosa rischia chi si comporta in un certo modo.
Non bastano le lavate di capo, ci vogliono anche i provvedimenti concreti, soprattutto in un partito che vuole presentarsi ai cittadini come un partito diverso dagli altri.
E' chiaro che gli altri, non facendo mai niente, autorizzando anche chi vuole essere diverso a vantarsi di esserlo semplicemente in presenza di piccoli segnali, ma bisognerebbe cominciare a ragionare come se ci si trovasse non in Italia ma in Germania, negli Stati Uniti o in Inghilterra e infischiarsene del fatto che gli altri partiti non fanno nulla e cominciare a fare delle cose forti in casa propria.
Detto questo, abbiamo vari tipi di reazioni: se viene preso un politico di centrodestra è un complotto, se viene preso un politico di centrosinistra dipende dai giorni, dal tasso di umidità: rispetto per la magistratura, quasi complotto, complotto a metà.
Quando viene preso, sia pure non a commettere reati, qualcuno del giro di Di Pietro lui fa una sfuriata, alla quale però, come ho detto, dovrebbero seguire delle sospensioni temporanee o definitive dal partito a seconda della gravità dei comportamenti.
E' interessante però un punto, e cioè chi deve decidere sugli arresti di un politico.
Perché su questo ci sono molte discussioni e in realtà non c'è motivo perché che ne siano.
Due avvenimenti degli ultimi giorni ci aiutano a capire bene come stanno le cose.
Voi sapete che fino al 1993, in base all'articolo 68 della Costituzione della Repubblica Italiana, il parlamentare non poteva essere nemmeno processato senza l'autorizzazione del Parlamento, tant'è che l'autorizzazione era per "procedere".
Il magistrato era obbligato, quando riceveva una notizia di reato a carico di un parlamentare, a iscriverlo nel registro degli indagati e poi non più tardi di un mese dopo, se non ricordo male, doveva mandare l'incartamento alla camera di cui faceva parte il parlamentare e chiedere l'autorizzazione ad andare avanti nelle indagini.
Questo articolo 68 copriva i parlamentari anche dagli arresti, dalle intercettazioni, dalle perquisizioni, per cui non si poteva, senza il permesso del Parlamento, mettere in carcere - o meglio in custodia cautelare - o in altre misure cautelari tipo i domiciliari, il divieto di espatrio, l'obbligo di firma, un parlamentare.
E non si può nemmeno perquisirgli la casa o intercettargli il telefono.
Questa seconda garanzia è rimasta: ancora oggi non si può fare nessuna di queste cose al parlamentare. Invece si può indagarlo senza più il bisogno del permesso del Parlamento.
Ma sulla sua libertà personale, sul suo diritto a non essere intercettato, perquisito, arrestato, non è cambiato nulla.
Il politico che, invece, non sta dentro il Parlamento ma sta nel governo è sottoposto alla giurisdizione del Tribunale dei Ministri se il reato che gli viene contestato è collegato con la sua attività ministeriale. Se non è un parlamentare il ministro può essere arrestato, naturalmente, anche se è raro il caso di ministri tecnici non parlamentari, almeno per quanto riguarda quest'ultimo governo.
Se invece uno non è nemmeno ministro è sottoposto alla giurisdizione normale: se uno è sindaco, per esempio, non ci sono problemi. Presidente di regione idem.
Dico questo perché recentemente i magistrati hanno chiesto l'autorizzazione al Parlamento per poter arrestare un deputato ex Margherita, ora PD, della Basilicata, Salvatore Margiotta, e hanno invece arrestato ai domiciliari l'ex sindaco di Pescara, Luciano D'Alfonso, sempre ex Margherita e ora PD.
Il primo è accusato di avere ricevuto o comunque di essersi fatto promettere 200.000 euro per un appalto petrolifero in Basilicata, Margiotta.
L'altro, cioè D'Alfonso, è accusato di vari episodi di corruzione o finanziamento illecito per avere fatto fare gratis dei lavori in due sue abitazioni da imprese che poi hanno vinto appalti o avuto incarichi nella sua amministrazione, per costruire cimiteri o fare altre opere pubbliche, e per essersi fatto pagare l'auto blu e l'assistente da un imprenditore privato: Carlo Toto, il proprietario dell'AirOne, abruzzese anche lui.
L'accusa dice che il sindaco girava con un autista portaborse su una Lancia di alta cilindrata, che non erano a spese sue o dell'amministrazione ma a spese di questo simpatico imprenditore, che evidentemente aveva investito su questo sindaco facendogli questo genere di favori in cambio di, ipotizza l'accusa, altri favori.
Queste sono le due vicende: uno è finito dentro perché è sindaco e non ha nessuna protezione, l'altro non è finito dentro perché quando i giudici hanno chiesto l'autorizzazione ad arrestarlo la giunta delle autorizzazioni a procedere della Camera ha negato l'autorizzazione.
Ed è interessante vedere le motivazioni perché, come vi ho detto, è vero che il Parlamento può negare l'autorizzazione all'arresto, alla perquisizione o alle intercettazioni.
Pensate, bisogna chiedere al Parlamento persino il permesso per intercettare un parlamentare, così lo si avverte preventivamente e lui, ovviamente, su quel telefono, se non è proprio stupido, non parla più.
In ogni caso qui ci interessa la richiesta di autorizzazione alla custodia cautelare; peraltro lo volevano mettere ai domiciliari, non in carcere. Semplicemente lo volevano isolare, ritenendo che possa inquinare le prove, cioè concordare versioni di comodo con le persone indagate con lui per avergli, nell'ipotesi accusatoria, promesso o dato dei soldi.
Il Parlamento può negare l'autorizzazione all'arresto soltanto se dimostra che questa richiesta di autorizzazione non dipende da elementi di indagine normali ma dalla volontà persecutoria del magistrato nei confronti del parlamentare.
In questo caso la volontà persecutoria dovrebbe essere non soltanto del PM che chiede gli arresti ma anche del giudice che poi li accorda.
Ci dovrebbero essere, a Potenza, un GIP e un PM che ce l'hanno con Margiotta e lo vogliono mettere in galera per fini di persecuzione politica: questa è l'unica ragione per cui il Parlamento può dire di no.
Perché a decidere sulla gravità delle accuse e sull'esigenza di tutelare l'indagine con gli arresti di una persona deve essere il giudice, infatti il giudice ha già arrestato alcuni dei presunti complici di questo Margiotta, che non avevano la fortuna di essere parlamentari.
Dato che i fatti sono gli stessi o li arresti tutti o non ne arresti nessuno.
In ogni caso, Woodcock - il PM - e il GIP di Potenza hanno ritenuto che Margiotta debba stare agli arresti domiciliari: bisognerebbe dimostrare che ce l'hanno con Margiotta.
In Parlamento manco si sono posti il problema, anzi hanno escluso quasi tutti coloro che si sono espressi in giunta per le autorizzazioni che ci sia una persecuzione giudiziaria ai danni di Margiotta, eppure hanno detto di votare no.
L'unico che ha detto che voterà sì è l'Italia dei Valori.
Perché vi rendiate conto: cito dal verbale della seduta che si è tenuta in giunta per le autorizzazioni a procedere il 17 dicembre, una settimana prima di Natale.
Destra e sinistra si ritrovano amorevolmente insieme.
Il relatore, nonché presidente della giunta, è Castagnetti, compagno di partito di Margiotta, ex Margherita ora PD. Prima curiosità.
Castagnetti riassume molto puntualmente tutta la vicenda petrolifera con la presunta promessa di tangenti a Margiotta.
Notate che io non conosco Margiotta, non ho la più pallida idea se sia giusto o meno mandarlo in galera: sia chiaro, non ho nessun interesse e non me ne importa niente.
Stabilisco un principio: è il giudice che deve decidere se Margiotta e i suoi complici presunti tali devono finire ai domiciliari oppure no.
Gli altri ci sono finiti, Margiotta no perché è un Mandarino della Casta.
Allora vediamo con quali motivazioni gli hanno dato questo privilegio.
Parla Margiotta, il quale dice che potrebbe dimostrare il fumus persecutionis perché Woodcock non è la prima volta che si occupa di lui.
Cioè, secondo lui è una persecuzione il fatto che un magistrato a Potenza si occupi più di una volta di un politico.
Sarebbe come dire, mutatis mutandis, che ogni tanto c'è un tipo che viene preso perché scippa le vecchiette e la terza volta che lo prende lo stesso poliziotto dicesse: "ah ma lei ce l'ha con me, è la terza volta che mi prende!". E l'altro, giustamente, potrebbe dire: "ma se lei smettesse di scippare le vecchiette...".
Secondo lui il fatto che Woodcock si sia già occupato di lui in altre inchieste non è sinonimo del fatto che lui tiene dei comportamenti border line, ma del fatto che Woodcock ce l'ha con lui. E' fantastico come ragionamento!
Dice: "Sempre il dott. Woodcock, in altro procedimento, avanzò richiesta al GIP di inoltrare alla giunta altre conversazioni telefoniche riguardanti me...".
Tra l'altro questo Margiotta, che opera e viene eletto in Basilicata, a Potenza ha la moglie che faceva il Capo della Squadra Mobile, cioè che teoricamente avrebbe dovuto indagare su di lui: immaginate il conflitto di interessi.
Questa sarebbe la separazione delle carriere da fare: il parlamentare non può avere la moglie Capo della Polizia nel posto dove svolge le sue funzioni.
Si potrebbero separare queste carriere, le hanno separate dopo queste indagini, naturalmente, non prima.
Quindi Margiotta dice: "potrei dire che c'è il fumus persecutionis, ma sono un signore e non lo dico.
Potrei dire che ce l'hanno con me, ma sono un signore e non lo dico.
Preferisco dire - meno male - che non ho preso tangenti".
Interviene Brigandì, della Lega. Notate che questi sono quelli che nel '92-'93 sventolavano le forche.
Adesso nessuno vuole le forche, per carità: si vorrebbe semplicemente che difendessero il principio "La legge è uguale per tutti" e "Gli arresti li decide il giudice e non l'interessato".
Brigandì è fantastico... leghista eh!
Chiede a Margiotta: "Lei ritiene che la vicenda sia caratterizzata da un fumus persecutionis nei suoi confronti?".
Risposta di Margiotta: "Si.".
Fantastico, è l'autocertificazione: il fumus persecutionis lo fanno decidere dall'interessato.
A questo punto interviene - seduta successiva, 18 dicembre, hanno lavorato troppo, si ritrovano il giorno dopo esausti da questa prima audizione - Paniz, del Popolo delle Libertà, e dice: "La linea seguita dalla nostra parte politica è stata e sarà costante, a prescindere dall'appartenenza dei deputati interessati.
Il nostro schieramento sarà sempre a guardia delle garanzia di libertà che la Costituzione e la legge assicurano ai parlamentari e ai cittadini".
Ai cittadini un par di palle, come si direbbe in inglese raffinato, perché queste sono garanzie che si danno ai parlamentari.
Il cittadino non può rivolgersi alla giunta della Camera per farsi tutelare, il cittadino finisce in galera e basta.
Lui si vanta: "orgoglio di appartenere a uno schieramento politico..." che ogni volta che il giudice chiede di procedere nei confronti di un parlamentare risponde sempre di no, a prescindere dal colore così non ci sbagliamo.
Questo è l'ottimo Paniz di Forza Italia.
E dice che "la libertà personale può essere limitata solo in caso di pericolo di fuga o di circostanze che possono mettere a repentaglio la genuinità delle prove".
E in effetti proprio per questo si chiede di mettere Margiotta ai domiciliari, ma Paniz dice: "nel caso dell'On. Margiotta mi sembra evidente la carenza di questi presupposti".
Decide lui: invece del giudice, i presupposti per la custodia cautelare li decide Paniz.
Antonio Leone, sempre Popolo della Libertà, va anche oltre. Dice - sentite questa che è meravigliosa - che Woodcock non è nuovo a iniziative di questo genere, è un persecutore di politici.
Già in passato ha indagato su politici e questo, secondo lui, è già un indice di devianza. Poi aggiunge: "Il Woodcock avanzò altresì domanda di utilizzo di intercettazioni telefoniche di conversazioni tra il Margiotta medesimo e la di lui moglie, in barba al motto popolare per cui 'tra moglie e marito non mettere il dito'".
Questi sono atti parlamentari, sono parlamentari della Repubblica che rappresentano noi e che citano dei proverbi per dire che non bisogna arrestare o intercettare una persona.
C'è un'indagine sulla moglie, capo della Mobile di Potenza, dell'On. Margiotta. Woodcock giustamente manda le telefonate perché quando coinvolgono il marito bisogna chiedere il permesso al Parlamento, se il marito è parlamentare.
Bene, secondo Leone se una moglie indagata parla con il marito bisogna interrompere le intercettazioni perché lo dice il proverbio: "tra moglie e marito non mettere il dito".
Questi sono grandi giuristi, grossi giureconsulti. La prossima volta dirà "tanto va la gatta al lardo che ci lascia lo zampino" oppure "campa cavallo che l'erba cresce"... cose del genere.
"Finiamola con questi processi, se il processo dura da un anno lo chiudiamo perché campa cavallo che l'erba cresce".
Uno potrebbe fare di tutto con i proverbi, questo usa un proverbio per dire la sua stronzata, dato che non gli veniva in mente nessuna massima giuridica.
Ma andiamo a Pierluigi Mantini, Partito Democratico, il quale naturalmente accusa i giudici di disinvoltura, non il Margiotta.
"I giudici sono di una disinvoltura incredibile" e poi aggiunge che bisogna riflette sull'anomalia italiana per cui un avviso di garanzia si trasforma immediatamente in una condanna definitiva.
Questo non so dove l'abbia letto, ma tutti sanno la differenza che c'è tra un avviso di garanzia e una condanna definitiva.
Qui peraltro c'è una richiesta di arresto alla quale lui vota no, e conclude il suo intervento dicendo che bisogna riequilibrare il rapporto fra magistratura e politica, facendo pagare ai magistrati nei casi di colpa grave.
Dopodiché, quando la procura di Salerno va a vedere i reati della procura di Catanzaro, questi invece di applaudire e dire "bene, finalmente i magistrati pagano in caso di loro colpe", se la prendono con la procura di Salerno perché ha innescato una guerra fra procure.
Guardate che sono singolari, questi signori.
Interviene Luca Rodolfo Paolini, un altro leghista, uno che dovrebbe difendere la trasparenza, "La legge è uguale per tutti".
"Mi ha colpito l'incongruenza per cui viene chiesta oggi una misura cautelare per fatti avvenuti tra il dicembre 2007 e il gennaio 2008".
Gli sfugge che prima i fatti succedono, poi il magistrato li deve scoprire, poi quando li ha scoperti prende la decisione di chiedere l'arresto di una persona, poi lo chiede al GIP, poi nel frattempo passano le vacanze, poi il GIP risponde e lo mandano alla Camera.
E alla Camera cosa fanno? Cincischiano, invece di essere veloci, e continuano a rimpallare la cosa.
Tenete presente che quando si fanno le cose subito si dice: "ma perché l'hanno chiesta subito senza esaminare bene gli atti?".
Quando invece esaminano bene gli atti dicono: "ma perché ce lo chiedete dopo?".
E quando, alla fine, qualcuno dice "state impedendo l'arresto di un parlamentare" loro rispondono: "ma se il magistrato non è d'accordo, può sollevare davanti alla Corte Costituzionale un conflitto di attribuzioni fra poteri dello Stato".
Cioè: per riuscire ad arrestare questa persona che nell'ipotesi di accusa deve essere arrestata, magari vai a fare un ricorso alla Corte Costituzionale che si pronuncerà fra un anno o due.
Ma a questo signore, che ha tanta fretta, non viene in mente.
Alla fine interviene Formisano, di Italia dei Valori, e dice che loro voteranno a favore dell'arresto, e rimane l'unico come, del resto, fa sempre Li Gotti nella giunta del Senato.
Donatella Ferranti, del PD, dice: "chi pensa all'esistenza di un complotto o a trame eversive sarebbe in errore". Bontà sua, dice che non c'è ma a questo punto interviene Giachetti, sempre del PD, che dice: "i parlamentari, fino a prova contraria, sono tutti onesti".
Qui si sta discutendo di uno che è accusato di cose e l'altro dice che, per definizione...
Antonio Leone interviene e se la prende con questa povera Ferranti per aver detto una cosa sensata, cioè che qui non c'è nessun complotto. Dice: "lei parla in qualità di deputato o di magistrato?".
Se parlasse in qualità di magistrato sarebbe un brutto personaggio.
Notate che stanno parlando di un indagato che dev'essere arrestato e stanno salvandolo, no?
Quando qualcuno dice che non c'è un complotto, si alza un altro e dice: "ma lei parla come un magistrato! Si vergogni!", come se avesse detto che bisogna andare a rubare.
E, infine, Antonino Lopresti, sempre del PDL, dice: "nessuno finora ha parlato di complotti, ma il Parlamento deve pur tutelarsi dalle iniziative estemporanee della magistratura".
Eh già, peccato che non si possa tutelare dalle iniziative della magistratura, il Parlamento, salvo che non ci sia la prova di un complotto, cioè di una persecuzione politica.
Questi dicono: "non c'è il complotto, ma l'autorizzazione non la diamo lo stesso", cioè confessano di abusare dell'articolo 68 della Costituzione.
Anche la Samperi, del PD, dice: "non mi pare che esistano i presupposti per la misura cautelare" e anche questo non lo può dire, perché i presupposti li decide il giudice, loro devono decidere solo se c'è o non c'è la persecuzione.
Poi interviene un altro bell'elemento, un certo Vittorio Belcastro della MPA, il partito del governatore della Sicilia Lombardo, il quale dice che c'è una piaga nazionale.
Uno dice la corruzione? No, "il protagonismo della giustizia penale che, quindici anni fa, ha portato alla fine di un'era". Pensate, questo rimpiange ancora Andreotti, Craxi, Forlani...
Ha colto l'occasione di lacrimare in diretta per cotante perdite di quindici anni fa.
Pierluigi Castagnetti, presidente e relatore, tira le somme e dice anche lui una cosa che non potrebbe dire, cioè che il quadro indiziario appare limitato e frammentario.
I politici giudicano se le prove sono sufficienti o no, esattamente quello che non potrebbero fare.
L'altro caso, e così andiamo a conclusione, è quello del sindaco di Pescara.
Voi sapete che viene interrogato in segreto dieci giorni prima delle elezioni regionali, in Abruzzo.
Gli sciorinano davanti gli elementi di accusa su quei lavori da parte di imprese che vincevano poi gli appalti.
Sul fatto che circolava su una macchina con autista pagati da un imprenditore privato che, gentilmente, glieli aveva messi a disposizione.
Che aveva ricevuto dei finanziamenti per il partito della Margherita da gente che poi otteneva incarichi e commesse dalla sua giunta.
Lui si rende conto, evidentemente, che c'è qualcosa che non va, tant'è che annuncia ai magistrati che si dimetterà dopo le elezioni.
I magistrati lo arrestano la sera stessa delle elezioni, dopo che si sono chiuse le urne per non influenzare il voto.
Lui si dimette, anche perché il sindaco arrestato è automatico che poi la giunta cada e venga commissariato il comune.
Si va di nuovo a votare, non è un bel gesto che fa lui, è un gesto che sarebbe stato imposto dopo qualche tempo.
In ogni caso se ne va, a quel punto i magistrati fanno un giro di interrogatori per mettere al sicuro le versioni dei vari personaggi e, alla vigilia di Natale, scarcerano D'Alfonso - ripeto, era agli arresti domiciliari non in galera, ma a casa sua - per le feste di Natale.
Un giornalista, D'Avanzo, scrive che i magistrati si sono smentiti, rimangiati l'ipotesi accusatoria che è crollata, che c'è stata leggerezza da parte del Pubblico Ministero e del GIP.
Francamente, non si capisce quale ordinanza di quale giudice abbia letto questo signore, perché basta leggere l'ordinanza per rendersi conto che è stato scarcerato perché si è dimesso da sindaco e non può più inquinare le prove e ripetere reati della stessa specie.
Se non è più sindaco non può più dare appalti, ovviamente.
Certamente si guarderà bene, pensano i giudici, dall'avvicinare persone per concordare versioni di comodo.
Invece, basandosi su quell'anticipazione giornalistica farlocca, anziché leggere l'ordinanza, intervengono politici del PD e purtroppo cominciano a strillare alla maniera vagamente berlusconiana.
Veltroni dice: "è un fatto gravissimo"; Tenaglia, ministro ombra del PD per la giustizia, dice: "è un fatto grave, è necessaria più prudenza nell'arrestare i politici, perché poi ci sono conseguenze gravi come le dimissioni del sindaco di Pescara".
"Quando si prendono queste decisioni ci vuole prudenza, i magistrati facciano presto", eccetera.
Poi interviene l'ottimo Violante, che ormai è diventato una specie di consulente del centrodestra, parla come un Alfano o un Gasparri qualunque: "non esistevano le ragioni per le quali è stato arrestato il sindaco di Pescara, credo ci voglia molta prudenza perché il sindaco di Pescara e la giunta sono caduti per ragioni, a quanto pare, insussistenti".
Il centrodestra, ovviamente, è entusiasta perché dice: "finalmente anche voi attaccate i giudici, finalmente siete come noi, finalmente rubate anche voi e poi attaccate i giudici, siamo tutti uguali, mettiamoci d'accordo" per la controriforma.
Il giudice che cosa ha scritto? Ha scritto che l'ha scarcerato perché le accuse erano venute meno? Manco per sogno!
L'ordinanza la trovate sul nostro blog, voglioscendere.it: "in relazione al D'Alfonso, in termini di gravità indiziaria, il quadro accusatorio già integralmente condiviso dal GIP - questo scrive il GIP nell'ordinanza che toglie gli arresti domiciliari all'ex sindaco - nel momento dell'adozione delle misure cautelari rimane, nel suo complesso, confermato e anzi sotto taluni aspetti rafforzato, sulle due principali vicende di corruzione e sull'associazione per delinquere.
Le acquisizioni successive all'interrogatorio del sindaco hanno in gran parte eliso - cancellato - il valore del suo costituto difensivo" cioè la sua difesa è crollata di fronte a quello che è venuto fuori dopo il suo arresto.
Anzi, hanno fatto bene a metterlo ai domiciliari perché appena l'hanno messo ai domiciliari sono riusciti a interrogare e a trovare della roba che ha fatto crollare la sua linea difensiva.
Questo dice il GIP.
"L'interrogatorio del Paolini - il portaborse pagato da Toto - ha offerto piena conferma dell'impianto accusatorio in relazione al fatto che Paolini era una sorta di assistente del sindaco stipendiato da Toto e fornito di autovettura di alta gamma" senza che sia possibile documentare quali prestazioni abbia svolto per l'imprenditore Toto questo Paolini.
Lavorava pagato da Toto per il sindaco.
"Ribadita la gravità del quadro indiziario, come originariamente nell'ordinanza, occorre a questo punto farsi carico delle sopravvenienze intervenute in relazione al pericolo di inquinamento probatorio ascritto al D'Alfonso.
Le preannunciate e poi effettivamente eseguite dimissioni costituiscono un'apprezzabile sensibilità istituzionale e il commissariamento del comune determina un ulteriore indebolimento della rete di rapporti intessuti dal D'Alfonso nell'esercizio della propria attività politico amministrativa e della sua conseguente capacità di manipolare persone informate e documenti.
Quanto alla possibile costituzione di tesi difensive di comodo - mettersi d'accordo con altri - va rilevato che esse sono già state in parte disvelate - cioè si è già scoperto che D'Alfonso s'era messo d'accordo per concordare versioni di comodo con altri, che però quando è stato arrestato hanno confessato che quello che avevano detto era falso, fatto per difendere se stessi e lui -.
E comunque il dettagliato sviluppo del costituto difensivo del sindaco - e i confronti già fatti con altre persone coimputate con lui - alla luce della notevole mole di materiale acquisito, rende meno probabili ulteriori manipolazioni delle prove".
Per questi motivi il GIP revoca le misure cautelari applicate a carico di D'Alfonso.
Questo c'è scritto nell'ordinanza, come si fa a dire che sono crollate le accuse, che non lo dovevano arrestare?
Qui si dice il contrario: loro dicono "hanno fatto dimettere una giunta in base a fatti insussistenti".
In realtà è il contrario! Il giudice dice che i fatti sono sussistenti e proprio grazie al fatto che il sindaco e la giunta si sono dimessi si possono togliere gli arresti all'ex sindaco, proprio perché è diventato ex.
Se non si fossero dimessi, cioè se non fossero stati arrestati, oggi non sarebbero stati scarcerati.
Se D'Alfonso fosse ancora al suo posto sarebbe ancora agli arresti.
Vedete come si falsificano le cose, forse sarebbe meglio leggerle le ordinanze, sono anche 8 pagine, è abbastanza facile, ce la possono fare anche i nostri politici e certi nostri maestri di giornalismo.
Naturalmente, tutto ciò viene usato da Berlusconi per abbracciare il centrosinistra nella speranza che lo coprano sulla legge sulle intercettazioni che ha di nuovo minacciato in questi giorni.
Perché la legge sulle intercettazioni è molto impopolare, la gente le vuole le intercettazioni per i potenti!
E dato che riguardano soltanto i delinquenti e i potenti che hanno rapporti con i delinquenti, perché un cittadino normale non rischia certamente di essere intercettato o il rischio è infinitesimale, è evidente che la gente le intercettazioni le vuole anche e soprattutto per questi reati.
Come ci sono in America, vedi l'arresto del governatore dell'Illinois.
Berlusconi ha bisogno della copertura del centrosinistra, perché se ha Di Pietro e il PD che tuonano contro questa legge la gente che vuole più sicurezza e più legalità comincerà a rendersi conto che Berlusconi ha un conflitto di interessi giudiziario che rende impossibile la sicurezza.
Infatti, vuole distruggere uno strumento fondamentale come le intercettazioni.
Ecco perché bisogna impegnarsi, in questo anno, a far sapere ai parlamentari del centrosinistra ma anche di quel centrodestra che ancora non ci sta - sapete che sulle intercettazioni la Lega e una parte di AN non ci vogliono stare -, bisogna rafforzare le posizioni di chi vuole fare opposizione sia all'interno della maggioranza di centrodestra sia, ovviamente, nei banchi della minoranza.
L'unico modo è quello di scrivere ai rappresentanti parlamentari, intasare le loro caselle di posta elettronica - se andate sul sito di Camera e Senato le trovate tutte - per far sapere: "noi non vi votiamo più se vi rassegnate o non contrastate questo devastante progetto sulle intercettazioni, contro la sicurezza dei cittadini".
Questo è l'augurio che vi faccio: che prendiamo in mano la situazione ciascun cittadino singolarmente e tutti collettivamente.
Che ci facciamo carico del principio di eguaglianza, facciamo sapere loro che vogliamo ancora essere tutti uguali di fronte alla legge senza nessuna eccezione.
E speriamo di ritrovarci, questo è l'unico augurio che mi sento di fare, fra un anno a festeggiare la nascita del 2010 in un Paese dove la legge è ancora uguale per tutti.
Passate parola. Auguri.