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sabato 26 marzo 2011

Video Marco Travaglio - Intercettazioni impossibili e crimine libero - 02/02/2009

Intercettazioni impossibili e crimine libero - 02/02/2009


trascrizione audio per utenti non udenti :

Buongiorno a tutti.
Oggi parliamo – indovinate un po' – di intercettazioni. L'argomento non è nuovo ma finché ne parlano quelli là bisogna che ne parliamo anche noi perché stanno cambiando ancora la legge e soprattutto sono riusciti a convincere quasi tutti i giornali che il nuovo testo, con i nuovi emendamenti, sarà molto migliore di quello precedente.
E, in effetti, a un primo sguardo parrebbe di si, parrebbe scomparsa la parte più devastante, quella che stilava un elenco di reati per i quali non si potevano più fare intercettazioni.
Ora quell'elenco, grazie soprattutto al pressing di Alleanza Nazionale in particolare della presidente della commissione giustizia della Camera, Giulia Bongiorno, e di una parte della Lega Nord che si è resa conto, molto tardivamente, dei danni devastanti che il primo progetto Alfano infliggeva alla guerra contro la criminalità e quindi alla sicurezza dei cittadini.
Bene, questa primo pericolo è stato sventato, ma nel frattempo sono stati inseriti altri paletti che paradossalmente peggiorano addirittura la situazione: in teoria, c'è scritto nella legge che si potrà intercettare per tutti i reati con pene superiori ai cinque anni, come è adesso, quindi ritornano a poter essere intercettate le persone indagate o sospettate per tutti i reati di strada – rapine, furti, scippi, spacci di droga, estorsioni, sequestri di persona – compresi i reati dei colletti bianchi come corruzione e reati finanziari.
Sapete qual è il problema? E' che sulla carta tutto ciò sarà possibile, nei fatti si sono inventati due o tre meccanismi che da soli non significano niente, ma incastrati insieme faranno in modo che sarà quasi impossibile disporre un'intercettazione, per i giudici.
Chi potrà richiedere le intercettazioni
Mi spiego: il nuovo testo che è stato presentato alla commissione giustizia con gli emendamenti del governo, stabilisce sostanzialmente quattro cose.
La prima cosa è chi dovrà disporre queste intercettazioni. Oggi il pubblico ministero chiede al GIP l'autorizzazione ad intercettare Tizio e Caio su tutte le loro utenze – casa, cellulari -, il GIP valuta, autorizza l'intercettazione che può durare quindici o venti giorni al massimo e se si vuole proseguire, o perché si spera che dicano di più, che comincino a parlare, che proseguano a dire cose interessanti com'è stato nel primo periodo, il GIP valuta e, se ritiene che ci siano gli elementi, concede la proroga.
Può concedere varie proroghe: se un'indagine dura sei mesi è assurdo che le intercettazioni non possano durare sei mesi, anche perché molto spesso i reati sono prolungati, durano a lungo. Non c'è nessun criminale che si dia un termine ultimo per un reato.
Può essere che la progettazione di un omicidio duri mesi, che la progettazione di una rapina duri mesi, che un sequestro di persona duri anche anni. Si può mettere per iscritto la durata di un intercettazione? No, perché i criminali non mettono per iscritto la durata del loro reato.
L'intercettazione deve durare almeno quanto dura il reato e magari di più, visto che ci sono persone che parlano del reato che hanno commesso molto tempo dopo averlo commesso.
Il giudice decide e da le proroghe necessarie.
In futuro non basterà un GIP soltanto, ci vorrà un collegio di tre giudici per disporre le intercettazioni. Uno dice “vabbè, così siamo più garantiti, sei occhi vedono meglio di due”. Certo, se avessimo centomila giudici. Ma ne abbiamo diecimila, e abbiamo molti tribunali – ottanta, quelli piccoli – che hanno meno di venti magistrati.
Il che significa che i magistrati devono fare il pubblico ministero – alcuni fanno solo il pubblico ministero, ovviamente, perché se uno fa il PM non può fare il giudice; può diventarlo cambiando funzione, ma non nello stesso periodo – o il giudice.
Quelli che fanno il giudice fanno o i giudici civili o quelli penali. Se uno fa il GIP, giudice per le indagini preliminari, non può fare anche il Gup, cioè non può gestire l'udienza preliminare per il rinvio a giudizio o i riti abbreviati.
In un'indagine ci devono essere un giudice che fa il GIP, uno che fa il Gup, i giudici del riesame – che sono tre e decidono su arresti, arresti domiciliari, sequestri, perquisizioni -, i giudici che fanno i processi in composizione collegiale, per i reati più gravi, e in composizione monocratica per quelli meno gravi.
Se ci sono venti magistrati in tutto il tribunale, come se ne fa a trovare uno che fa il GIP, uno che il Gup, tre che fanno il riesame, tre che fanno le udienze e ora addirittura altri tre al posto di uno che decidono sulle intercettazioni.
E' evidente che non ce ne sono, ce ne dovrà essere uno che fa più ruoli in commedia. Risultato: diventerà incompatibile perché verrà ricusato: “tu non puoi decidere sulle mie intercettazioni perché mi hai già arrestato. Non puoi decidere sul mio arresto perché mi hai già intercettato. Non puoi decidere sul sequestro delle mie carte, perché hai già deciso sulle mie intercettazioni. Non puoi giudicarmi in aula, perché eri il mio GIP”. Si crea un intrico di incompatibilità per cui si creerà la paralisi completa in quel tribunale e non si riusciranno a trovare tre giudici che non si siano occupati del caso affinché possano decidere sulle intercettazioni, sugli arresti, sul processo.
Naturalmente bisognerebbe avere un ministro, cioè non avere Alfano, dato che il ministro si dovrebbe occupare di assicurare il funzionamento della giustizia, non di cambiare le carriere dei giudici, di attaccare i magistrati. Il ministro deve far funzionare la giustizia: dare le biro, la carta, le fotocopiatrici, le volanti alla polizia giudiziaria, gli uffici, le sedie, far tinteggiare dove è sporco, mettere i puntelli dove crolla il tribunale. Questo deve fare il ministro.
Avendo un ministro, invece che questo Guarda gingilli che abbiamo, peraltro seguace di una lunga tradizione di inetti e di ministri ad personam quando non indagati, questo prenderebbe la geografia dei tribunali italiani, prenderebbe quelli piccoli, li cancellerebbe e li accorperebbe almeno nei capoluoghi di provincia, per evitare di avere microtribunali dove i giudici dovrebbero fare tutto e non possono fare niente perché risultano incompatibili.
Ma noi non abbiamo questa fortuna, abbiamo questo ministro che va in giro a delirare di cose che non lo riguardano.
Una dritta ai criminali
Secondo, la durata. Oggi la durata è quella che decide il GIP, giustamente, in base alle richieste del pubblico ministero e in base a quello che viene fuori dai primi quindici giorni di intercettazioni: si decide se andare avanti o se fermarle.
A volte il GIP sbaglia: per esempio, Guariniello quando mise sotto intercettazione i dirigenti della Juventus nello scandalo di calciopoli parte torinese – nell'estate, se non ricordo male, del 2004 – scoprì che Moggi chiamava il designatore degli arbitri, Pairetto, per scegliersi gli arbitri addirittura nelle partite del precampionato.
“Voglio l'arbitro Pieri per il trofeo Luigi Berlusconi”. La domenica Pairetto gli metteva l'arbitro Pieri. Persino per le amichevoli, capite?
Con telefonate così promettenti, quando iniziava il campionato chissà cosa si sarebbe trovato; invece Guariniello, pubblico ministero, incappò in un GIP che non aveva capito, colto lo spessore della vicenda forse perché riguardava il calcio e pensava fosse una burletta, sta di fatto che non gli concesse la proroga all'intercettazione.
Guariniello sul più bello dovette fermarsi. Fortuna che la procura di Napoli, senza sapere niente di quello che stava facendo Guariniello, seguendo la pista della Gea – la società dei procuratori della famiglia Moggi, Lippi etc – aveva attaccato le microspie e i telefonini più o meno delle stesse persone, e anche di più, che Torino aveva dovuto staccare. Proseguirono le intercettazioni anche se gli uni non sapevano degli altri. Riuscirono a beccare tutta la stagione del campionato.
Per tutto il campionato sentirono che Moggi, durante il campionato, faceva anche di più che per le amichevoli: dettava le griglie preliminari per il sorteggio all'altro designatore, Bergamo, e combinava tutto quello che tutti abbiamo saputo tre anni fa e che adesso stanno cercando di farci dimenticare invitando Moggi da tutte le parti a raccontar palle.
In ogni caso, il processo è in corso a Napoli.
E' ovvio che se tu trucchi un campionato manipolando le designazioni arbitrali, condizionando dirigenti, arbitri, giornalisti eccetera, devi essere intercettato per tutto il campionato e non è colpa nostra se dura nove mesi.
Con la nuova legge i magistrati avrebbero dovuto staccare le microspie a metà, anzi molto prima della metà del campionato, perché la nuova legge stabilisce che si potrà intercettare fino a un massimo di quarantacinque giorni, e si potrà avere solo nei casi estremi un ultima proroga fino a sessanta giorni.
L'intercettazione, caschi il mondo, non può durare più di due mesi, salvo casi di mafia e terrorismo.
Cosa te ne fai di due mesi di intercettazioni quando devi scoprire quello che succede per un intero campionato? Cosa te ne fai di due mesi di intercettazioni quando magari c'è un sequestro di persona che dura sei mesi? Metti che al 59° giorno i sequestratori che sei riuscito a intercettare stanno parlando di dov'è il nascondiglio del bambino tenuto in ostaggio: invece di proseguire per capire dove lo tengono devi staccare e andartene.
Voi capite che non solo è una legge assurda, ma è una legge criminogena nel senso che avverte il criminale di quanti giorni deve starsi zitto prima di cominciare a parlare: “Stai zitto due mesi poi di quello che vuoi tanto sei sicuro che non sarai più intercettato”.
Oppure, uno sente al 59° giorno: “domani lo ammazziamo”, “fra una settimana lo ammazziamo”, “fra un mese lo ammazziamo”, “ho trovato quello che dobbiamo ammazzare”, “ho trovato la ragazza che dobbiamo violentare”. Tu cosa fai, stacchi tutto e te ne vai? No, insisti per cercare di capire chi è la ragazza, chi è il tizio destinato ad essere ammazzato per cercare di prevenire ed evitare. Quante volte l'intercettazione evita l'omicidio!
Lo sai prima che stanno andando ad ammazzare qualcuno, invece di metterci lui fai trovare i poliziotti così quando arrivano i killer vengono arrestati. Quante volte!
Quante volte Genchi, il famigerato Genchi, è riuscito a far sventare delitti o a far scoprire persone che hanno commesso delitti proprio con l'incrocio intelligente fra tabulati e intercettazioni.
Niente, qui caschi il mondo al sessantesimo giorno devi staccare e andare via.
Speriamo che la facciano così, questa legge, perché se la fanno così abbiamo la matematica certezza che è incostituzionale: in un Paese dove c'è l'obbligatorietà dell'azione penale e soprattutto dove vige il principio della non dispersione della prova, immaginate se la Corte Costituzionale, a meno che non cambino anche quella, potrà mai consentire una legge che ti impone sul più bello di rinunciare ad acquisire le prove, una cosa folle.
Speriamo che nessuno faccia emendamenti migliorativi perché peggio è questa legge più abbiamo speranze che venga frantumata e incenerita dalla Corte Costituzionale.
L'unica speranza è questa: che continuino a scrivere leggi coi piedi come adesso.
Stop alle intercettazioni ambientali
Terzo fatto: i posti dove si potranno fare le intercettazioni saranno solo posti – parlo delle ambientali, quando si mette la cimice dietro il televisore, sotto il sedile della macchina, dentro la valigia, appiccicata alla giacca – dove si ha il fondato sospetto che si commettano dei reati.
Oggi non è così, è una pura assurdità: come fai a sapere prima se in un posto si commettono reati? L'importante è sapere che un sospetto frequenta certi posti e in quei posti non è che commetta reati, ma parla al telefono o con degli amici.
Un capo mafia non è che a casa sua strangola la gente, a casa sua magari riceve qualcuno e insieme a lui parla di appalti da truccare, negozi da taglieggiare eccetera.
Pensate a quante volte viene messa la microspia nella macchina di un tizio: mica quello fa dei delitti dentro la macchina, c'è la speranza che mentre sta in macchina parli con qualcuno, si incontri segretamente con qualcuno. Mica per fare un reato, ma magari per parlare di qualcosa che ha già fatto, chi lo sa.
Furono beccati in un'autoscuola di Palermo degli uomini di Provenzano che facevano scuola guida e che si chiudevano dentro la macchina per parlare di cose riservate, senza sapere che dentro la macchina avevano le cimici. In macchina non hanno mai fatto nessun reato, però in quella macchina parlavano di come dovevano aiutare alle elezioni Marcello Dell'Utri, candidato alle europee nel 1999.
Al processo Dell'Utri ci sono le telefonate di questi qua che organizzano la campagna elettorale per questo signore, ed è uno degli elementi di prova sul fatto che Dell'Utri otteneva in cambio dei suoi numerosi appoggi alla mafia degli appoggi a sua volta, così i giudici di primo grado hanno fatto scattare il concorso esterno, che esige questa reciprocità di rapporti e di favori.
Bene, d'ora in poi se non si ha un elemento concreto che in un certo posto sta per svolgersi un crimine non si potrà più mettere la microspia. Siamo, ovviamente, alla follia.
Intercettazioni: comma 22
Ma la cosa più delinquenziale di questa legge è il quarto punto: quando si possono disporre le intercettazioni. Quali sono i requisiti, quali sono i limiti per disporre le intercettazioni.
Oggi, il giudice dispone l'intercettazione su richiesta del pubblico ministero soltanto se ci sono elementi che fanno giudicare quella intercettazione indispensabile per il proseguimento delle indagini. Se tu dici che è inutile fare pedinamenti o cercare le impronte ma non c'è altro da fare che intercettare, per il tipo di criminale è indispensabile, per incastrarlo, intercettare il giudice intercetta.
In futuro non sarà più così: occorreranno “gravi indizi di colpevolezza” a carico della persona da intercettare.
Cosa vuol dire “gravi indizi di colpevolezza”? Vuol dire che per intercettare X devi già sapere che X è colpevole. Per intercettare, in un'indagine di omicidio o sequestro di persona, devi già conoscere il colpevole puoi intercettare soltanto lui.
Uno dice: ma se hai già trovato il colpevole, a che serve intercettare? L'intercettazione serve a scoprire il colpevole! Qui no: prima devi scoprire il colpevole, poi puoi fare l'intercettazione.
Ma se hai scoperto il colpevole lo arresti, mica lo intercetti! Se scopri il colpevole chiudi le indagini e lo mandi a giudizio, mica lo intercetti! Intercetti per scoprire chi è stato.
Mi collego con una cosa che avete sicuramente letto sui giornali in questi giorni a proposito dell'archivio Genchi, che sta diventando un'altra barzelletta ma è in realtà un gravissimo episodio di disinformatia mediatica, come dicevamo lunedì scorso.
Avete letto che Genchi è stato convocato dal Copasir, il comitato di controllo sui servizi segreti presieduto da Rutelli, uno che avrebbe almeno due motivi per non presiedere - o almeno per astenersi in questo periodo dal presiedere – il Copasir.
Era in contatto telefonico con Saladino, principale indagato di Why Not, a Napoli risultano suoi contatti attraverso il rutelliano Lusetti con Romeo, l'imprenditore che sta in carcere per gli appalti della Global Service, e Rutelli questa settimana ha interrogato come capo del Copasir De Magistris e Genchi.
De Magistris è quello che ha fatto l'inchiesta Why Not su Saladino scoprendo i rapporti telefonici con Rutelli, Genchi è quello che faceva il consulente di De Magistris a Catanzaro e ha lavorato su quei contatti telefonici. De Magistris, in più, adesso fa parte del tribunale del riesame di Napoli e che ha confermato gli arresti per Romeo, scrivendo quello che risulta nell'indagine: che Romeo aveva rapporti, ancora tutti da chiarire, con Rutelli.
Tutti i giornali avevano raccontato di questi rapporti fra Romeo, la Margherita, Lusetti e anche un incontro con Rutelli. Non dimentichiamo che Romeo, pur essendo già stato arrestato e condannato in primo e secondo grado per corruzione negli anni Novanta, finanziava la Margherita ed Europa, il giornale della Margherita. Rutelli aveva accettato, o forse non l'avevo informato, il che sarebbe molto grave, che il suo partito prendesse soldi da uno che era noto come un corruttore di politici, già nella Prima Repubblica.
Perché vi ho ricordato questo? Perché a un certo punto, dopo che Rutelli – in palese conflitto di interessi – e gli altri del Copasir hanno torchiato De Magistris e Genchi a proposito della bufala dell'archivio Genchi, i giornali hanno scritto che erano emersi fatti gravissimi: si è scoperto che Genchi e De Magistris avevano acquisito tabulati telefonici di persone non indagate.
Apriti cielo! Oddio, tabulati di non indagati! Questi ignorantoni non sanno nemmeno che la legge non solo consente di prendere tabulati di persone non indagate, ma consente addirittura di intercettare persone non indagate.
Prendete il caso del sequestro di persona: chi è la prima persona che si intercetta appena viene rapito un ostaggio? La sua famiglia, il suo numero di casa, dei suoi parenti, familiari e amici.
Sospettati di averlo rapito? No, persone alle quali i sequestratori potrebbero telefonare per chiedere il riscatto: se non intercetti il telefono come fai a beccare la telefonata dei sequestratori e a cercare di risalire?
Ci sono altri casi: quando ammazzano qualcuno e non si sa chi potrebbe essere stato, si mette a tappeto sotto intercettazione i telefoni di tutti i familiari, amici, tutti i possibili nemici – vicini di casa, ricordate il caso di Simonetta Cesaroni, il delitto di via Poma, il delitto dell'Olgiata.
Mettono sotto controllo i telefoni di tutti i conoscenti nella speranza di captare qualcosa che aiuti a trovare l'assassino. Figuratevi con questa nuova norma! Prima trovi l'assassino e poi gli metti il telefono sotto controllo: fantastico!
Tenete presente che, sempre in questi emendamenti del governo, c'è pure specificato: “L'intercettazione si può disporre solo quando assolutamente indispensabile ai fini della prosecuzione dell'indagine”, questo già dice la legge oggi, come vi ho detto prima”. Incastrate questa cosa con quell'altra disposizione - “solo quando sussistono gravi indizi di colpevolezza” sulla persona da intercettare – e voi vedete che uno dice: io la intercetto solo quando ho scoperto che è colpevole, ma a qual punto non è affatto indispensabile per il prosieguo delle indagini, l'intercettazione: sei hai già scoperto che è colpevole come fa ad essere indispensabile intercettarlo.
Praticamente, se devi trovare il colpevole prima di intercettarlo quando chiedi di intercettarlo il GIP ti dirà che non è indispensabile per il proseguimento delle indagini. Non si intercetta mai!
Prima perché non hai ancora scoperto il colpevole, dopo perché l'hai scoperto!
Il governo dell'insicurezza
Contenti loro... se fosse una questione tra i politici e i magistrati noi potremmo anche fregarcene. Il problema è che se non si può più intercettare nessuno se non si è scoperto che è già colpevole, noi cittadini saremo molto più esposti ai crimini.
Anzi, quando i criminali sapranno che la nuova legge è questa, commetteranno molti più delitti perché non avranno più alcuna paura, nemmeno quel pochino di paura che hanno oggi, di essere presi.
Questo è quello che succederà, pensate al caso degli stupri nel Lazio negli ultimi giorni: hanno scoperto molti di questi stupratori intercettandogli il telefono e incrociando i tabulati, esattamente quello che fa Genchi.
Pensate se il giudice, per intercettare questo branco di presunti stupratori, avesse dovuto aspettare che il Pm gli desse la prova o il grave indizio che quelli erano colpevoli: non sarebbero ancora sotto intercettazioni adesso e non lo sarebbero mai, quindi avremmo più stupratori in giro, magari avrebbero già colpito altre ragazze.
E questo è il governo della sicurezza.
Mi rendo conto che sembra incredibile quello che stanno preparando, però purtroppo è quello che ci sta per accadere sulla testa.
Passate parola.

Video Marco Travaglio - I mandarini della Casta - 29/12/2008

I mandarini della Casta - 29/12/2008



trascrizione audio per utenti non udenti :


Buongiorno a tutti.
Questo è l'ultimo appuntamento con il Passaparola del 2008, quindi è un'occasione per farci gli auguri e per raccontarci un paio di cose che oggi riguardano i processi e le indagini che stanno investendo in varie parti d'Italia il Partito Democratico e la sua reazione.
La reazione iniziale di Veltroni, va detto, era stata buona e civile, quella che ci si attende da un leader di una democrazia normale, e cioè massima fiducia nella magistratura, facciamo autocritica, poniamoci la questione morale, evitiamo i complottismi.
Poi via via col passare dei giorni siamo arrivati alle ultime esternazioni, che sono iniziate quando è stato scarcerato dagli arresti domiciliari Luciano D'Alfonso, sindaco di Pescara.
Allora la posizione del PD ha cominciato a declinare verso non dico una posizione berlusconiana ma molto vicino.
Nel frattempo, hanno pizzicato il figlio di Di Pietro e alcuni collaboratori campani di Di Pietro nell'inchiesta napoletana, dalle quali è risultato che il figlio e alcuni suoi collaboratori segnalavano amici per incarichi a questo provveditore per le opere pubbliche.
Non è reato segnalare amici per incarichi, è però malcostume, quindi bene ha fatto Di Pietro a tirare le orecchie a suo figlio.
Nel suo, come negli altri partiti, ci dovrebbe essere immediatamente l'intervento del collegio dei probiviri che esamina i casi non penalmente rilevanti - quelli li segue la magistratura - e decide sanzioni possibilmente tipizzandole e stabilendo in anticipo cosa rischia chi si comporta in un certo modo.
Non bastano le lavate di capo, ci vogliono anche i provvedimenti concreti, soprattutto in un partito che vuole presentarsi ai cittadini come un partito diverso dagli altri.
E' chiaro che gli altri, non facendo mai niente, autorizzando anche chi vuole essere diverso a vantarsi di esserlo semplicemente in presenza di piccoli segnali, ma bisognerebbe cominciare a ragionare come se ci si trovasse non in Italia ma in Germania, negli Stati Uniti o in Inghilterra e infischiarsene del fatto che gli altri partiti non fanno nulla e cominciare a fare delle cose forti in casa propria.
Detto questo, abbiamo vari tipi di reazioni: se viene preso un politico di centrodestra è un complotto, se viene preso un politico di centrosinistra dipende dai giorni, dal tasso di umidità: rispetto per la magistratura, quasi complotto, complotto a metà.
Quando viene preso, sia pure non a commettere reati, qualcuno del giro di Di Pietro lui fa una sfuriata, alla quale però, come ho detto, dovrebbero seguire delle sospensioni temporanee o definitive dal partito a seconda della gravità dei comportamenti.
E' interessante però un punto, e cioè chi deve decidere sugli arresti di un politico.
Perché su questo ci sono molte discussioni e in realtà non c'è motivo perché che ne siano.
Due avvenimenti degli ultimi giorni ci aiutano a capire bene come stanno le cose.
Voi sapete che fino al 1993, in base all'articolo 68 della Costituzione della Repubblica Italiana, il parlamentare non poteva essere nemmeno processato senza l'autorizzazione del Parlamento, tant'è che l'autorizzazione era per "procedere".
Il magistrato era obbligato, quando riceveva una notizia di reato a carico di un parlamentare, a iscriverlo nel registro degli indagati e poi non più tardi di un mese dopo, se non ricordo male, doveva mandare l'incartamento alla camera di cui faceva parte il parlamentare e chiedere l'autorizzazione ad andare avanti nelle indagini.
Questo articolo 68 copriva i parlamentari anche dagli arresti, dalle intercettazioni, dalle perquisizioni, per cui non si poteva, senza il permesso del Parlamento, mettere in carcere - o meglio in custodia cautelare - o in altre misure cautelari tipo i domiciliari, il divieto di espatrio, l'obbligo di firma, un parlamentare.
E non si può nemmeno perquisirgli la casa o intercettargli il telefono.
Questa seconda garanzia è rimasta: ancora oggi non si può fare nessuna di queste cose al parlamentare. Invece si può indagarlo senza più il bisogno del permesso del Parlamento.
Ma sulla sua libertà personale, sul suo diritto a non essere intercettato, perquisito, arrestato, non è cambiato nulla.
Il politico che, invece, non sta dentro il Parlamento ma sta nel governo è sottoposto alla giurisdizione del Tribunale dei Ministri se il reato che gli viene contestato è collegato con la sua attività ministeriale. Se non è un parlamentare il ministro può essere arrestato, naturalmente, anche se è raro il caso di ministri tecnici non parlamentari, almeno per quanto riguarda quest'ultimo governo.
Se invece uno non è nemmeno ministro è sottoposto alla giurisdizione normale: se uno è sindaco, per esempio, non ci sono problemi. Presidente di regione idem.
Dico questo perché recentemente i magistrati hanno chiesto l'autorizzazione al Parlamento per poter arrestare un deputato ex Margherita, ora PD, della Basilicata, Salvatore Margiotta, e hanno invece arrestato ai domiciliari l'ex sindaco di Pescara, Luciano D'Alfonso, sempre ex Margherita e ora PD.
Il primo è accusato di avere ricevuto o comunque di essersi fatto promettere 200.000 euro per un appalto petrolifero in Basilicata, Margiotta.
L'altro, cioè D'Alfonso, è accusato di vari episodi di corruzione o finanziamento illecito per avere fatto fare gratis dei lavori in due sue abitazioni da imprese che poi hanno vinto appalti o avuto incarichi nella sua amministrazione, per costruire cimiteri o fare altre opere pubbliche, e per essersi fatto pagare l'auto blu e l'assistente da un imprenditore privato: Carlo Toto, il proprietario dell'AirOne, abruzzese anche lui.
L'accusa dice che il sindaco girava con un autista portaborse su una Lancia di alta cilindrata, che non erano a spese sue o dell'amministrazione ma a spese di questo simpatico imprenditore, che evidentemente aveva investito su questo sindaco facendogli questo genere di favori in cambio di, ipotizza l'accusa, altri favori.
Queste sono le due vicende: uno è finito dentro perché è sindaco e non ha nessuna protezione, l'altro non è finito dentro perché quando i giudici hanno chiesto l'autorizzazione ad arrestarlo la giunta delle autorizzazioni a procedere della Camera ha negato l'autorizzazione.
Ed è interessante vedere le motivazioni perché, come vi ho detto, è vero che il Parlamento può negare l'autorizzazione all'arresto, alla perquisizione o alle intercettazioni.
Pensate, bisogna chiedere al Parlamento persino il permesso per intercettare un parlamentare, così lo si avverte preventivamente e lui, ovviamente, su quel telefono, se non è proprio stupido, non parla più.
In ogni caso qui ci interessa la richiesta di autorizzazione alla custodia cautelare; peraltro lo volevano mettere ai domiciliari, non in carcere. Semplicemente lo volevano isolare, ritenendo che possa inquinare le prove, cioè concordare versioni di comodo con le persone indagate con lui per avergli, nell'ipotesi accusatoria, promesso o dato dei soldi.
Il Parlamento può negare l'autorizzazione all'arresto soltanto se dimostra che questa richiesta di autorizzazione non dipende da elementi di indagine normali ma dalla volontà persecutoria del magistrato nei confronti del parlamentare.
In questo caso la volontà persecutoria dovrebbe essere non soltanto del PM che chiede gli arresti ma anche del giudice che poi li accorda.
Ci dovrebbero essere, a Potenza, un GIP e un PM che ce l'hanno con Margiotta e lo vogliono mettere in galera per fini di persecuzione politica: questa è l'unica ragione per cui il Parlamento può dire di no.
Perché a decidere sulla gravità delle accuse e sull'esigenza di tutelare l'indagine con gli arresti di una persona deve essere il giudice, infatti il giudice ha già arrestato alcuni dei presunti complici di questo Margiotta, che non avevano la fortuna di essere parlamentari.
Dato che i fatti sono gli stessi o li arresti tutti o non ne arresti nessuno.
In ogni caso, Woodcock - il PM - e il GIP di Potenza hanno ritenuto che Margiotta debba stare agli arresti domiciliari: bisognerebbe dimostrare che ce l'hanno con Margiotta.
In Parlamento manco si sono posti il problema, anzi hanno escluso quasi tutti coloro che si sono espressi in giunta per le autorizzazioni che ci sia una persecuzione giudiziaria ai danni di Margiotta, eppure hanno detto di votare no.
L'unico che ha detto che voterà sì è l'Italia dei Valori.
Perché vi rendiate conto: cito dal verbale della seduta che si è tenuta in giunta per le autorizzazioni a procedere il 17 dicembre, una settimana prima di Natale.
Destra e sinistra si ritrovano amorevolmente insieme.
Il relatore, nonché presidente della giunta, è Castagnetti, compagno di partito di Margiotta, ex Margherita ora PD. Prima curiosità.
Castagnetti riassume molto puntualmente tutta la vicenda petrolifera con la presunta promessa di tangenti a Margiotta.
Notate che io non conosco Margiotta, non ho la più pallida idea se sia giusto o meno mandarlo in galera: sia chiaro, non ho nessun interesse e non me ne importa niente.
Stabilisco un principio: è il giudice che deve decidere se Margiotta e i suoi complici presunti tali devono finire ai domiciliari oppure no.
Gli altri ci sono finiti, Margiotta no perché è un Mandarino della Casta.
Allora vediamo con quali motivazioni gli hanno dato questo privilegio.
Parla Margiotta, il quale dice che potrebbe dimostrare il fumus persecutionis perché Woodcock non è la prima volta che si occupa di lui.
Cioè, secondo lui è una persecuzione il fatto che un magistrato a Potenza si occupi più di una volta di un politico.
Sarebbe come dire, mutatis mutandis, che ogni tanto c'è un tipo che viene preso perché scippa le vecchiette e la terza volta che lo prende lo stesso poliziotto dicesse: "ah ma lei ce l'ha con me, è la terza volta che mi prende!". E l'altro, giustamente, potrebbe dire: "ma se lei smettesse di scippare le vecchiette...".
Secondo lui il fatto che Woodcock si sia già occupato di lui in altre inchieste non è sinonimo del fatto che lui tiene dei comportamenti border line, ma del fatto che Woodcock ce l'ha con lui. E' fantastico come ragionamento!
Dice: "Sempre il dott. Woodcock, in altro procedimento, avanzò richiesta al GIP di inoltrare alla giunta altre conversazioni telefoniche riguardanti me...".
Tra l'altro questo Margiotta, che opera e viene eletto in Basilicata, a Potenza ha la moglie che faceva il Capo della Squadra Mobile, cioè che teoricamente avrebbe dovuto indagare su di lui: immaginate il conflitto di interessi.
Questa sarebbe la separazione delle carriere da fare: il parlamentare non può avere la moglie Capo della Polizia nel posto dove svolge le sue funzioni.
Si potrebbero separare queste carriere, le hanno separate dopo queste indagini, naturalmente, non prima.
Quindi Margiotta dice: "potrei dire che c'è il fumus persecutionis, ma sono un signore e non lo dico.
Potrei dire che ce l'hanno con me, ma sono un signore e non lo dico.
Preferisco dire - meno male - che non ho preso tangenti".
Interviene Brigandì, della Lega. Notate che questi sono quelli che nel '92-'93 sventolavano le forche.
Adesso nessuno vuole le forche, per carità: si vorrebbe semplicemente che difendessero il principio "La legge è uguale per tutti" e "Gli arresti li decide il giudice e non l'interessato".
Brigandì è fantastico... leghista eh!
Chiede a Margiotta: "Lei ritiene che la vicenda sia caratterizzata da un fumus persecutionis nei suoi confronti?".
Risposta di Margiotta: "Si.".
Fantastico, è l'autocertificazione: il fumus persecutionis lo fanno decidere dall'interessato.
A questo punto interviene - seduta successiva, 18 dicembre, hanno lavorato troppo, si ritrovano il giorno dopo esausti da questa prima audizione - Paniz, del Popolo delle Libertà, e dice: "La linea seguita dalla nostra parte politica è stata e sarà costante, a prescindere dall'appartenenza dei deputati interessati.
Il nostro schieramento sarà sempre a guardia delle garanzia di libertà che la Costituzione e la legge assicurano ai parlamentari e ai cittadini".
Ai cittadini un par di palle, come si direbbe in inglese raffinato, perché queste sono garanzie che si danno ai parlamentari.
Il cittadino non può rivolgersi alla giunta della Camera per farsi tutelare, il cittadino finisce in galera e basta.
Lui si vanta: "orgoglio di appartenere a uno schieramento politico..." che ogni volta che il giudice chiede di procedere nei confronti di un parlamentare risponde sempre di no, a prescindere dal colore così non ci sbagliamo.
Questo è l'ottimo Paniz di Forza Italia.
E dice che "la libertà personale può essere limitata solo in caso di pericolo di fuga o di circostanze che possono mettere a repentaglio la genuinità delle prove".
E in effetti proprio per questo si chiede di mettere Margiotta ai domiciliari, ma Paniz dice: "nel caso dell'On. Margiotta mi sembra evidente la carenza di questi presupposti".
Decide lui: invece del giudice, i presupposti per la custodia cautelare li decide Paniz.
Antonio Leone, sempre Popolo della Libertà, va anche oltre. Dice - sentite questa che è meravigliosa - che Woodcock non è nuovo a iniziative di questo genere, è un persecutore di politici.
Già in passato ha indagato su politici e questo, secondo lui, è già un indice di devianza. Poi aggiunge: "Il Woodcock avanzò altresì domanda di utilizzo di intercettazioni telefoniche di conversazioni tra il Margiotta medesimo e la di lui moglie, in barba al motto popolare per cui 'tra moglie e marito non mettere il dito'".
Questi sono atti parlamentari, sono parlamentari della Repubblica che rappresentano noi e che citano dei proverbi per dire che non bisogna arrestare o intercettare una persona.
C'è un'indagine sulla moglie, capo della Mobile di Potenza, dell'On. Margiotta. Woodcock giustamente manda le telefonate perché quando coinvolgono il marito bisogna chiedere il permesso al Parlamento, se il marito è parlamentare.
Bene, secondo Leone se una moglie indagata parla con il marito bisogna interrompere le intercettazioni perché lo dice il proverbio: "tra moglie e marito non mettere il dito".
Questi sono grandi giuristi, grossi giureconsulti. La prossima volta dirà "tanto va la gatta al lardo che ci lascia lo zampino" oppure "campa cavallo che l'erba cresce"... cose del genere.
"Finiamola con questi processi, se il processo dura da un anno lo chiudiamo perché campa cavallo che l'erba cresce".
Uno potrebbe fare di tutto con i proverbi, questo usa un proverbio per dire la sua stronzata, dato che non gli veniva in mente nessuna massima giuridica.
Ma andiamo a Pierluigi Mantini, Partito Democratico, il quale naturalmente accusa i giudici di disinvoltura, non il Margiotta.
"I giudici sono di una disinvoltura incredibile" e poi aggiunge che bisogna riflette sull'anomalia italiana per cui un avviso di garanzia si trasforma immediatamente in una condanna definitiva.
Questo non so dove l'abbia letto, ma tutti sanno la differenza che c'è tra un avviso di garanzia e una condanna definitiva.
Qui peraltro c'è una richiesta di arresto alla quale lui vota no, e conclude il suo intervento dicendo che bisogna riequilibrare il rapporto fra magistratura e politica, facendo pagare ai magistrati nei casi di colpa grave.
Dopodiché, quando la procura di Salerno va a vedere i reati della procura di Catanzaro, questi invece di applaudire e dire "bene, finalmente i magistrati pagano in caso di loro colpe", se la prendono con la procura di Salerno perché ha innescato una guerra fra procure.
Guardate che sono singolari, questi signori.
Interviene Luca Rodolfo Paolini, un altro leghista, uno che dovrebbe difendere la trasparenza, "La legge è uguale per tutti".
"Mi ha colpito l'incongruenza per cui viene chiesta oggi una misura cautelare per fatti avvenuti tra il dicembre 2007 e il gennaio 2008".
Gli sfugge che prima i fatti succedono, poi il magistrato li deve scoprire, poi quando li ha scoperti prende la decisione di chiedere l'arresto di una persona, poi lo chiede al GIP, poi nel frattempo passano le vacanze, poi il GIP risponde e lo mandano alla Camera.
E alla Camera cosa fanno? Cincischiano, invece di essere veloci, e continuano a rimpallare la cosa.
Tenete presente che quando si fanno le cose subito si dice: "ma perché l'hanno chiesta subito senza esaminare bene gli atti?".
Quando invece esaminano bene gli atti dicono: "ma perché ce lo chiedete dopo?".
E quando, alla fine, qualcuno dice "state impedendo l'arresto di un parlamentare" loro rispondono: "ma se il magistrato non è d'accordo, può sollevare davanti alla Corte Costituzionale un conflitto di attribuzioni fra poteri dello Stato".
Cioè: per riuscire ad arrestare questa persona che nell'ipotesi di accusa deve essere arrestata, magari vai a fare un ricorso alla Corte Costituzionale che si pronuncerà fra un anno o due.
Ma a questo signore, che ha tanta fretta, non viene in mente.
Alla fine interviene Formisano, di Italia dei Valori, e dice che loro voteranno a favore dell'arresto, e rimane l'unico come, del resto, fa sempre Li Gotti nella giunta del Senato.
Donatella Ferranti, del PD, dice: "chi pensa all'esistenza di un complotto o a trame eversive sarebbe in errore". Bontà sua, dice che non c'è ma a questo punto interviene Giachetti, sempre del PD, che dice: "i parlamentari, fino a prova contraria, sono tutti onesti".
Qui si sta discutendo di uno che è accusato di cose e l'altro dice che, per definizione...
Antonio Leone interviene e se la prende con questa povera Ferranti per aver detto una cosa sensata, cioè che qui non c'è nessun complotto. Dice: "lei parla in qualità di deputato o di magistrato?".
Se parlasse in qualità di magistrato sarebbe un brutto personaggio.
Notate che stanno parlando di un indagato che dev'essere arrestato e stanno salvandolo, no?
Quando qualcuno dice che non c'è un complotto, si alza un altro e dice: "ma lei parla come un magistrato! Si vergogni!", come se avesse detto che bisogna andare a rubare.
E, infine, Antonino Lopresti, sempre del PDL, dice: "nessuno finora ha parlato di complotti, ma il Parlamento deve pur tutelarsi dalle iniziative estemporanee della magistratura".
Eh già, peccato che non si possa tutelare dalle iniziative della magistratura, il Parlamento, salvo che non ci sia la prova di un complotto, cioè di una persecuzione politica.
Questi dicono: "non c'è il complotto, ma l'autorizzazione non la diamo lo stesso", cioè confessano di abusare dell'articolo 68 della Costituzione.
Anche la Samperi, del PD, dice: "non mi pare che esistano i presupposti per la misura cautelare" e anche questo non lo può dire, perché i presupposti li decide il giudice, loro devono decidere solo se c'è o non c'è la persecuzione.
Poi interviene un altro bell'elemento, un certo Vittorio Belcastro della MPA, il partito del governatore della Sicilia Lombardo, il quale dice che c'è una piaga nazionale.
Uno dice la corruzione? No, "il protagonismo della giustizia penale che, quindici anni fa, ha portato alla fine di un'era". Pensate, questo rimpiange ancora Andreotti, Craxi, Forlani...
Ha colto l'occasione di lacrimare in diretta per cotante perdite di quindici anni fa.
Pierluigi Castagnetti, presidente e relatore, tira le somme e dice anche lui una cosa che non potrebbe dire, cioè che il quadro indiziario appare limitato e frammentario.
I politici giudicano se le prove sono sufficienti o no, esattamente quello che non potrebbero fare.
L'altro caso, e così andiamo a conclusione, è quello del sindaco di Pescara.
Voi sapete che viene interrogato in segreto dieci giorni prima delle elezioni regionali, in Abruzzo.
Gli sciorinano davanti gli elementi di accusa su quei lavori da parte di imprese che vincevano poi gli appalti.
Sul fatto che circolava su una macchina con autista pagati da un imprenditore privato che, gentilmente, glieli aveva messi a disposizione.
Che aveva ricevuto dei finanziamenti per il partito della Margherita da gente che poi otteneva incarichi e commesse dalla sua giunta.
Lui si rende conto, evidentemente, che c'è qualcosa che non va, tant'è che annuncia ai magistrati che si dimetterà dopo le elezioni.
I magistrati lo arrestano la sera stessa delle elezioni, dopo che si sono chiuse le urne per non influenzare il voto.
Lui si dimette, anche perché il sindaco arrestato è automatico che poi la giunta cada e venga commissariato il comune.
Si va di nuovo a votare, non è un bel gesto che fa lui, è un gesto che sarebbe stato imposto dopo qualche tempo.
In ogni caso se ne va, a quel punto i magistrati fanno un giro di interrogatori per mettere al sicuro le versioni dei vari personaggi e, alla vigilia di Natale, scarcerano D'Alfonso - ripeto, era agli arresti domiciliari non in galera, ma a casa sua - per le feste di Natale.
Un giornalista, D'Avanzo, scrive che i magistrati si sono smentiti, rimangiati l'ipotesi accusatoria che è crollata, che c'è stata leggerezza da parte del Pubblico Ministero e del GIP.
Francamente, non si capisce quale ordinanza di quale giudice abbia letto questo signore, perché basta leggere l'ordinanza per rendersi conto che è stato scarcerato perché si è dimesso da sindaco e non può più inquinare le prove e ripetere reati della stessa specie.
Se non è più sindaco non può più dare appalti, ovviamente.
Certamente si guarderà bene, pensano i giudici, dall'avvicinare persone per concordare versioni di comodo.
Invece, basandosi su quell'anticipazione giornalistica farlocca, anziché leggere l'ordinanza, intervengono politici del PD e purtroppo cominciano a strillare alla maniera vagamente berlusconiana.
Veltroni dice: "è un fatto gravissimo"; Tenaglia, ministro ombra del PD per la giustizia, dice: "è un fatto grave, è necessaria più prudenza nell'arrestare i politici, perché poi ci sono conseguenze gravi come le dimissioni del sindaco di Pescara".
"Quando si prendono queste decisioni ci vuole prudenza, i magistrati facciano presto", eccetera.
Poi interviene l'ottimo Violante, che ormai è diventato una specie di consulente del centrodestra, parla come un Alfano o un Gasparri qualunque: "non esistevano le ragioni per le quali è stato arrestato il sindaco di Pescara, credo ci voglia molta prudenza perché il sindaco di Pescara e la giunta sono caduti per ragioni, a quanto pare, insussistenti".
Il centrodestra, ovviamente, è entusiasta perché dice: "finalmente anche voi attaccate i giudici, finalmente siete come noi, finalmente rubate anche voi e poi attaccate i giudici, siamo tutti uguali, mettiamoci d'accordo" per la controriforma.
Il giudice che cosa ha scritto? Ha scritto che l'ha scarcerato perché le accuse erano venute meno? Manco per sogno!
L'ordinanza la trovate sul nostro blog, voglioscendere.it: "in relazione al D'Alfonso, in termini di gravità indiziaria, il quadro accusatorio già integralmente condiviso dal GIP - questo scrive il GIP nell'ordinanza che toglie gli arresti domiciliari all'ex sindaco - nel momento dell'adozione delle misure cautelari rimane, nel suo complesso, confermato e anzi sotto taluni aspetti rafforzato, sulle due principali vicende di corruzione e sull'associazione per delinquere.
Le acquisizioni successive all'interrogatorio del sindaco hanno in gran parte eliso - cancellato - il valore del suo costituto difensivo" cioè la sua difesa è crollata di fronte a quello che è venuto fuori dopo il suo arresto.
Anzi, hanno fatto bene a metterlo ai domiciliari perché appena l'hanno messo ai domiciliari sono riusciti a interrogare e a trovare della roba che ha fatto crollare la sua linea difensiva.
Questo dice il GIP.
"L'interrogatorio del Paolini - il portaborse pagato da Toto - ha offerto piena conferma dell'impianto accusatorio in relazione al fatto che Paolini era una sorta di assistente del sindaco stipendiato da Toto e fornito di autovettura di alta gamma" senza che sia possibile documentare quali prestazioni abbia svolto per l'imprenditore Toto questo Paolini.
Lavorava pagato da Toto per il sindaco.
"Ribadita la gravità del quadro indiziario, come originariamente nell'ordinanza, occorre a questo punto farsi carico delle sopravvenienze intervenute in relazione al pericolo di inquinamento probatorio ascritto al D'Alfonso.
Le preannunciate e poi effettivamente eseguite dimissioni costituiscono un'apprezzabile sensibilità istituzionale e il commissariamento del comune determina un ulteriore indebolimento della rete di rapporti intessuti dal D'Alfonso nell'esercizio della propria attività politico amministrativa e della sua conseguente capacità di manipolare persone informate e documenti.
Quanto alla possibile costituzione di tesi difensive di comodo - mettersi d'accordo con altri - va rilevato che esse sono già state in parte disvelate - cioè si è già scoperto che D'Alfonso s'era messo d'accordo per concordare versioni di comodo con altri, che però quando è stato arrestato hanno confessato che quello che avevano detto era falso, fatto per difendere se stessi e lui -.
E comunque il dettagliato sviluppo del costituto difensivo del sindaco - e i confronti già fatti con altre persone coimputate con lui - alla luce della notevole mole di materiale acquisito, rende meno probabili ulteriori manipolazioni delle prove".
Per questi motivi il GIP revoca le misure cautelari applicate a carico di D'Alfonso.
Questo c'è scritto nell'ordinanza, come si fa a dire che sono crollate le accuse, che non lo dovevano arrestare?
Qui si dice il contrario: loro dicono "hanno fatto dimettere una giunta in base a fatti insussistenti".
In realtà è il contrario! Il giudice dice che i fatti sono sussistenti e proprio grazie al fatto che il sindaco e la giunta si sono dimessi si possono togliere gli arresti all'ex sindaco, proprio perché è diventato ex.
Se non si fossero dimessi, cioè se non fossero stati arrestati, oggi non sarebbero stati scarcerati.
Se D'Alfonso fosse ancora al suo posto sarebbe ancora agli arresti.
Vedete come si falsificano le cose, forse sarebbe meglio leggerle le ordinanze, sono anche 8 pagine, è abbastanza facile, ce la possono fare anche i nostri politici e certi nostri maestri di giornalismo.
Naturalmente, tutto ciò viene usato da Berlusconi per abbracciare il centrosinistra nella speranza che lo coprano sulla legge sulle intercettazioni che ha di nuovo minacciato in questi giorni.
Perché la legge sulle intercettazioni è molto impopolare, la gente le vuole le intercettazioni per i potenti!
E dato che riguardano soltanto i delinquenti e i potenti che hanno rapporti con i delinquenti, perché un cittadino normale non rischia certamente di essere intercettato o il rischio è infinitesimale, è evidente che la gente le intercettazioni le vuole anche e soprattutto per questi reati.
Come ci sono in America, vedi l'arresto del governatore dell'Illinois.
Berlusconi ha bisogno della copertura del centrosinistra, perché se ha Di Pietro e il PD che tuonano contro questa legge la gente che vuole più sicurezza e più legalità comincerà a rendersi conto che Berlusconi ha un conflitto di interessi giudiziario che rende impossibile la sicurezza.
Infatti, vuole distruggere uno strumento fondamentale come le intercettazioni.
Ecco perché bisogna impegnarsi, in questo anno, a far sapere ai parlamentari del centrosinistra ma anche di quel centrodestra che ancora non ci sta - sapete che sulle intercettazioni la Lega e una parte di AN non ci vogliono stare -, bisogna rafforzare le posizioni di chi vuole fare opposizione sia all'interno della maggioranza di centrodestra sia, ovviamente, nei banchi della minoranza.
L'unico modo è quello di scrivere ai rappresentanti parlamentari, intasare le loro caselle di posta elettronica - se andate sul sito di Camera e Senato le trovate tutte - per far sapere: "noi non vi votiamo più se vi rassegnate o non contrastate questo devastante progetto sulle intercettazioni, contro la sicurezza dei cittadini".
Questo è l'augurio che vi faccio: che prendiamo in mano la situazione ciascun cittadino singolarmente e tutti collettivamente.
Che ci facciamo carico del principio di eguaglianza, facciamo sapere loro che vogliamo ancora essere tutti uguali di fronte alla legge senza nessuna eccezione.
E speriamo di ritrovarci, questo è l'unico augurio che mi sento di fare, fra un anno a festeggiare la nascita del 2010 in un Paese dove la legge è ancora uguale per tutti.
Passate parola. Auguri.

Video Marco Travaglio - Carnevale in Cassazione. Falcone e Borsellino al cimitero - 13/10/2008

Carnevale in Cassazione. Falcone e Borsellino al cimitero - 13/10/2008

trascrizione audio per utenti non udenti:

Buongiorno a tutti.
Oggi ringrazierò dei giornalisti perché qualcuno ce l'abbiamo ancora, per fortuna.
E meno male perché così non ci sentiamo inutili. Il primo giornalista che vorrei ringraziare è Milena Gabanelli.
Non soltanto per la splendida puntata di Report di ieri sera, in cui abbiamo visto crollare, alla seconda o terza domanda, il grande patriota Colaninno che doveva salvare l'Alitalia.
Ieri sera abbiamo appreso che ancora non c'è niente di deciso, che il prezzo che loro offrono per rilevare la parte sana dell'Alitalia è tutto da verificare.
Ma soprattutto abbiamo appreso che il famoso impegno a non vendere da parte dei sedici patrioti della cordata CAI in realtà è una balla.
Quando la Gabanelli ha messo il piano della CAI sotto il naso di Colaninno chiedendogli dove sta scritto l'impegno dei sedici soci a non vendere, Colaninno si è messo a ridere, come dire "lo sai anche tu che c'è!".
Però non è riuscito a trovarlo nemmeno lui.
Abbiamo anche appreso che la ragione sociale della CAI, fino a questo momento, è quella di trattare passamanerie, che non mi pare siano sinonimo di aerei.
Ma la Gabanelli va ringraziata soprattutto, insieme a Giovanna Bursier che curava il servizio sull'Alitalia, per avere scoperto ciò che nemmeno l'opposizione parlamentare aveva scoperto.
Voi direte: "beh, ci vuol poco... l'opposizione praticamente non esiste...".
Pensate che quando Di Pietro ha votato no alla costituzionalità del decreto Alitalia, il Partito Democratico non ha trovato di meglio che astenersi.
Si astengono addirittura sulla porcata Alitalia.
Bene, in questo decreto all'ultimo momento, come al solito, era stato inserito con il parere favorevole del governo - questo dice il resoconto stenografico dell'Aula - un emendamento che i giornali hanno chiamato salva-Tanzi, salva-Cragnotti, salva-Geronzi.
Il problema è che con tutti i governi ombra, tutti i cervelloni che ci sono all'opposizione, ma anche con tutti i cervelloni che ha Tremonti nella sua testa e intorno a se, nessuno si è accorto che il governo aveva dato via libera a questo emendamento che stabiliva il colpo di spugna su tutti i processi per bancarotta, anche fraudolenta.
Per essere penalmente responsabili quelli che hanno mandato in vacca le loro società o quelle che amministravano, bisogna che queste società vengano dichiarate in stato di fallimento.
Cosa che di solito non succede mai, soprattutto nei casi più gravi: c'è l'insolvenza ma poi non si arriva al fallimento perché ci sono pratiche di amministrazione controllata o concordata per cui, come Parmalat, la società viene ripresa per i capelli e salvata da commissari come Bondi o, come nel caso dell'Alitalia, da commissario Fantozzi.
Quando non c'è la dichiarazione di fallimento non si può procedere per bancarotta nei confronti degli amministratori che hanno portato al crack.
Questo era l'emendamento, clamoroso, che persino esponenti dell'opposizione, che sono i poveretti che voi vedete, avrebbero potuto notare se leggessero le leggi alle quali dovrebbero opporsi.
Invece passano le loro giornate a fare non si sa bene che cosa, pagati da noi, e non leggono nemmeno le leggi che noi li abbiamo mandati lì apposta per controllare e a cui dire di no, quando sono scandalose come in questo caso.
Per fortuna, una giornalista - Giovanna Boursier insieme a Milena Gabanelli - ha scoperto questo, hanno anticipato la notizia a Repubblica e questa legge è stata frettolosamente ritirata.
Pensate: se l'opposizione esistesse avrebbe avuto un'autostrada.
I suoi rappresentanti che vanno tutte le sere a infestare i programmi televisivi avrebbero potuto alzarsi e dire: "signori, noi con questa gente non vogliamo nemmeno più farci vedere nello stesso salotto televisivo, perché qualcuno potrebbe scambiarci gli uni con gli altri.
Sappiate che questi signori stanno cercando di salvare i responsabili dei crack Cirio, Parmalat, ecc".
Per non parlare del salvataggio preventivo del crack Alitalia, perché voi sapete che la procura di Roma sta lavorando sui bilanci degli ultimi anni dell'Alitalia e l'Alitalia, checché se ne dica, non esiste più.
E' stata già dichiarata l'insolvenza.
Magari qualcuno potrebbe pagare ma questa legge salvava anche ex post gli amministratori dell'Alitalia, oltre a Tanzi, imputato per il crack Parmalat, a Cragnotti e i suoi per il crack Cirio.
E il banchiere Geronzi - che abbiamo visto entrare trionfalmente a Palazzo Chigi l'altro giorno per salvare la finanza italiana e forse quella mondiale, coccolato dal governo Berlusconi e Tremonti - imputato sia per la Cirio che per la Parmalat.
Oltre a essere già stato condannato per un terzo crack, quello dell'Italcase.
Si salvavano tutti.
Pensate che opportunità aveva l'opposizione per riguadagnare punti e screditare un governo così. Invece no: zitti, dormienti.
Ha scoperto tutto una giornalista.
Qualcuno ritiene che il silenzio non fosse così casuale. Qualcuno ha ritenuto che fosse un silenzio complice, che questi signori sapessero cosa stava facendo il governo.
Ma sapete com'è: Geronzi è uno che piace al centrosinistra perché prima ha sistemato i debiti di Fininvest-Mediaset, poi quelli dei DS.
Insieme alla famiglia Angelucci, quella proprietaria di cliniche nel Lazio, nell'Abruzzo, nella Puglia, spesso convenzionate con le regioni.
La famiglia Angelucci pubblica due giornali: Libero, di Vittorio Feltri, e il Riformista.
Sono giornali che paghiamo anche noi, perchè oltre che essere pagati dagli Angelucci hanno pure il finanziamento non perché siano organi di partito ma perché sono organi di finti partiti.
La famiglia Angelucci è legata mani e piedi al banchiere Geronzi.
Sarà un caso, ma dopo che l'altra sera ad Annozero abbiamo osato raccontare chi è il banchiere Geronzi, immediatamente, il giorno dopo, il Riformista ha sparato contro Annozero.
Il riformista di Angelucci in difesa di Geronzi.
C'è chi sostiene, dunque, che per questi rapporti trasversali che ha, tutto il Parlamento si sia messo a cuccia quando il governo ha deciso di salvare Geronzi, oltre a quelli di Alitalia, Parmalat e Cirio.
Anche perché il banchiere Geronzi è difeso dall'avvocato di D'Alema, l'ex senatore DS Guido Calvi, che fin che stava in Parlamento aveva lo stesso conflitto di interessi che hanno Ghedini, Pecorella e gli altri che si occupano di giustizia come legislatori e come difensori di imputati eccellenti.
Grazie a Milena Gabanelli, questa manovra è stata sventata.
Alla fine l'insipienza o la mascalzonaggine di alcuni esponenti del centrosinistra ha fatto sì che ad avvantaggiarsi della legge pro Tanzi, Geronzi, Cragnotti, pro distruttori di Alitalia fosse Tremonti.
Tremonti ha fatto un figurone perché lui, rappresentante del governo che aveva dato l'ok a questa porcata, ha detto: "o la ritirare o mi ritiro io".
Come se si rivolgesse ad altri e non alla sua coalizione e al suo governo.
Insomma, è sembrato che il vero avversario di questa porcata non fosse l'opposizione ma Tremonti, cioè il governo.
Pensate in che mani è l'opposizione in Italia.
Il tutto, comunque, è stato sventato grazie all'intervento di due giornalista come Giovanna Boursier e Milena Gabanelli e questo dimostra che, per fortuna, quando i giornalisti fanno il loro mestiere servono, molto.
Pensate, se fosse passata questa legge, che cosa ne sarebbe stato del processo che sta per concludersi a Milano a carico di Tanzi e delle banche americane che pilotavano la Parmalat per portarla sempre più nel gorgo del fallimento.
Va ringraziata un'altra giornalista: Liana Milella.
Questa mattina, su Repubblica, ci racconta della nuova legge ad personam.
Ormai la fabbrica delle leggi ad personam è quotidiana, sforna ogni giorno un prodotto sempre più mostruoso e deforme.
Cambia la "personam", nel senso che ogni giorno bisogna salvarne una tra gli amici degli amici, ma la formula è sempre la stessa.
C'è un problema da risolvere a Tizio, Caio, Sempronio? Si fa una legge e glielo si risolve.
Abbiamo avuto, in questa legislatura - proprio oggi si compiono i sei mesi dalle elezioni di Aprile - in questi sei mesi abbiamo già visto sei leggi ad personam tentate o approvate.
Si è partiti con la salva Rete4, la personam era Berlusconi mentre quella da danneggiare era Di Stefano, Europa7.
Subito dopo la blocca processi: bisognava bloccare il processo Mills e qui la personam da salvare era di nuovo Berlusconi.
Dato che poi i processi da bloccare erano 100.000, sapete che si è arrivati a un compromesso: blocchiamo solo quelli della personam e non quelli delle altre personas e si è fatta la legge Alfano.
Che qualcuno chiama "lodo", ma non lo è: il lodo è una soluzione concordata. Qui non c'è niente di concordato, viene imposta dall'alto: chiamiamolo "porcata Alfano" e firmiamo ai banchetti dell'Italia dei Valori e degli altri che l'hanno sostenuto, questa raccolta.
Più siamo meglio è: non lasciamoci fregare dal tetto delle 500.000 firme. Devono essere milioni, bisogna far capire che siamo milioni di persone, che ci teniamo all'uguaglianza dei cittadini e alla Costituzione. Terza legge.
Quarta legge: la legge pro Matteoli.
Voi sapete che è intervenuto l'avvocato Consolo con una norma che stabilisca che i ministri o gli ex ministri sotto processo non possano essere processati senza l'autorizzazione del Parlamento.
Oggi è così solo per i reati legati alle funzioni ministeriali, in futuro, secondo questa porcata, dovranno passare al vaglio del Parlamento anche i processi per fatti completamente estranei o addirittura precedenti alla carica ministeriale.
La quinta è la legge pro Tanzi, Cragnotti, Geronzi.
La sesta è quella che Liana Milella ci rivela questa mattina su Repubblica.
Qui, per fortuna, qualcuno dell'opposizione se n'è accorto.
Soprattutto due rarissimi parlamentari che se ne intendono: Gerardo D'Ambrosio e Felice Casson, ex magistrati entrambi.
Che cosa hanno scoperto? Che l'altro giorno, infilato nella norma che incentiva i magistrati che si recano nelle sedi disagiate con aumenti di stipendio, hanno inserito un piccolo codicillo che abroga una norma approvata nel 2007 dal governo Prodi.
Cosa diceva quella norma? Che i magistrati non possono ricoprire incarichi direttivi oltre i 75 anni se sono stati reintegrati in base alla legge che consentiva ai funzionari pubblici, sospesi o dimissionari per processi o condanne, che poi venivano assolti e potevano essere reintegrati.
In caso di reintegro, comunque il magistrato non può ricoprire incarichi direttivi se ha compiuto 75 anni.
Uno dirà: "ma di chi stanno parlando? Fate nomi e cognomi!".
Chi è il magistrato che è stato reintegrato dopo che si era dimesso perché era stato condannato, poi era stato assolto ed è ritornato in carica e ha compiuto 75 anni? Non ce ne sono mica tanti: ce n'è uno.
Si chiama Corrado Carnevale.
E' una vecchia conoscenza, soprattutto di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, che lo consideravano l'avversario numero uno.
Subito dopo la mafia c'era colui che alla presidenza della prima sezione penale della Cassazione si incaricava di cassare, annullare, decine di sentenze di condanna emesse dai giudici di Palermo nei confronti dei capi mafia.
Ma non solo di quelle di Palermo: assolveva anche i clan processati e condannati a Torino, ad esempio.
Sempre con cavilli, virgole mancanti, timbri incompleti. Era il re del garbuglio. Lo chiamavano "l'ammazza sentenze".
Secondo alcuni testimoni, suoi colleghi in Cassazione e alcuni pentiti di mafia questo signore non annullava le sentenze perché andavano annullate ma perché era d'accordo con la mafia.
Si è fatto un processo, Carnevale è stato assolto in primo grado, condannato in appello e poi la Cassazione ha annullato senza rinvio la sentenza.
Senza rinvio vuol dire che non ha disposto un nuovo processo in appello, come spesso avviene, ha annullato definitivamente stabilendo che le prove utilizzate dalla Corte d'Appello, quelle decisive, non erano più utilizzabili.
Come mai? Dei colleghi di Carnevale in Cassazione, che raccontavano di come lui facesse pressioni per ottenere l'annullamento delle condanne dei mafiosi anche quando non c'entrava niente perché non presiedeva il collegio - figurarsi quando lo presiedeva... c'erano racconti di suoi colleghi che dicevano: "quando eravamo in camera di consiglio lui ci diceva di annullare". Ma anche quando non era in camera di consiglio chiamava alcuni colleghi e diceva: "mi raccomando, annullate".
La Corte ritiene utilizzabili queste dichiarazioni nel senso che ritiene, come si era sempre ritenuto fino a quel momento, che se in camera di consiglio dove vige il segreto più assoluto - nessuno può rivelare cosa succede in camera di consiglio - si commettono dei reati, metti che il presidente malmena uno degli altri giudici, il giudice quando esce con l'occhio nero potrà dire "mi ha menato il presidente"... anche se la camera di consiglio è segreta, se si tratta di scoprire se sono stati commessi dei reati e chi li ha commessi si può divulgare cosa è avvenuto.
La Cassazione, sconvolgendo e ribaltando questa impostazione originaria, ha detto no: "non si può rivelare nulla della camera di consiglio, nemmeno quando si tratta di processare qualcuno per qualcosa fatto all'interno della camera di consiglio".
Quindi ha dichiarato inutilizzabili le dichiarazioni dei magistrati di cassazione che dichiaravano di aver subito pressioni in camera di consiglio da Carnevale.
Quindi, se la prova non vale più perché sono cambiate le regole durante la partita è evidente che a quel punto Carnevale, anche per questo motivo, è stato assolto.
La Corte non si è accorta di un altro fatto: alcuni colleghi di Carnevale, che lo accusavano, non raccontavano di pressioni avvenute dentro la camera di consiglio.
Raccontavano di pressioni che faceva quando non stava in camera di consiglio, perché non presiedeva il collegio.
Erano pressioni avvenute fuori e dovrebbero essere utilizzabili.
Han fatto un fritto misto, han messo tutto dentro, hanno detto che era tutto inutilizzabile e, anche per questo motivo, Carnevale è stato assolto.
A questo punto, dopo la condanna in appello, si era dimesso dalla magistratura, altrimenti il CSM l'avrebbe comunque sospeso o cacciato.
Dopo che la Cassazione lo ha assolto, lui ha ottenuto una legge per poter rientrare in magistratura dopo che si era messo in prepensionamento.
Legge che ha approvato la maggioranza di centrodestra nel 2003, con voti delle solite teste di cavolo di una parte del centrosinistra che quando si tratta di dare una mano nelle porcate non si tira mai indietro.
Questa maggioranza trasversale riportò Carnevale in magistratura, alla Cassazione, a presiedere una sezione della Cassazione.
Per il momento sezione civile, prima stava nel penale.
Ma non è che l'assoluzione della Cassazione cancella i fatti.
Per esempio, indagando su di lui i magistrati di Palermo l'avevano intercettato per un certo periodo e l'avevano sentito, subito dopo la morte di Falcone e Borsellino, parlare di loro con dei suoi colleghi.
Carnevale, in quelle telefonate intercettate, li chiamava - Falcone e Borsellino, i martiri dell'antimafia - "i Diòscuri", come se fossero Castore e Polluce.
Li prendeva in giro, da morti. Diceva che erano "due incapaci, con un livello di professionalità prossimo allo zero".
Chiamava Falcone "quel cretino", "faccia da caciocavallo" - cioè faccia da culo, detto molto chiaramente, è un modo di dire siciliano - e aggiungeva: "io i morti li rispetto, ma certi morti no".
Falcone e Borsellino manco da morti, li rispettava.
Aggiungeva: "a me Falcone non è mai piaciuto". Poi insinuava che Falcone avesse messo sua moglie, Francesca Morvillo morta anche lei a Capaci, nella corte d'Appello di Palermo per far confermare le condanne che Falcone otteneva in primo grado.
Lo accusava di aggiustare i processi, diceva al telefono, per "fregare qualche mafioso". Secondo lui condannare i mafiosi significava fregarli.
Questo lo diceva lui. Tant'è che quando l'hanno interrogato gli hanno chiesto: "ma lei conferma le cose che ha detto?" "Si si, io contro di loro ho un'avversione che non è venuta meno neanche dopo che la mafia li ha ammazzati".
Questo è il soggetto che in base a questa legge è tornato in Cassazione.
Ma c'era questa norma, fatta dal centrosinistra, che almeno ci metteva al riparto dalla beffa delle beffe. Carnevale è più vecchio di tutti proprio perché l'hanno reintegrato quando era over quota.
Il fatto che sia il più anziano degli altri lo pone in vantaggi in un'eventuale corsa alla presidenza della Cassazione.
Adesso un presidente c'è, si chiama Carbone, ma va in pensione nel 2010 e Carnevale lascerà la Cassazione nel 2013, quando avrà 83 anni.
Dagli 80 agli 83 anni, quando andrà in pensione Carbone, chi sarà il candidato unico, il più anziano, che ha più titoli per diventare primo presidente della Cassazione, il magistrato più importante d'Italia, quello che sta al vertice della piramide della magistratura sopra il quale non c'è più niente?
Sarà Carnevale.
In base a questa legge che stabilisce che anche se ha compiuto 75 anni ed è stato reintegrato, può diventare dirigente di un ufficio. Può diventare il primo presidente della Corte Suprema di Cassazione.
Così quando un famoso annullatore di sentenze come questo andrà a presiedere la Cassazione, tutti quelli che hanno delle sentenze che stanno per arrivare in Cassazione e che sperano che siano annullate, avranno buone speranze di ottenere il loro bravo annullamento.
Questa è la sesta legge ad personam che passa in Parlamento.
Vi preannuncio che ne avremo presto, probabilmente, una settima.
Adesso devono rinnovare la Corte Costituzionale perché c'è un membro che si è dimesso da un anno e mezzo. E' un ex avvocato di Berlusconi, si chiama Vaccarella.
Era il civilista di Previti e Berlusconi. Si è dimesso un anno e mezzo fa, non l'hanno ancora sostituito ma ora c'è un pressing per sostituirlo.
Con chi lo sostituiranno? Il candidato favorito è il penalista di Berlusconi, l'avvocato Pecorella, che sta in Parlamento.
L'avvocato Pecorella è però imputato a Milano per favoreggiamento nei confronti di Delfo Zorzi, a sua volta imputato a Brescia per la strage di Piazza della Loggia.
Secondo l'accusa, Pecorella e l'avvocato di un pentito, Martino Siciliano, avrebbero pagato questo pentito per ritrattare le accuse a Zorzi sulle stragi di Piazza Fontana e Piazza della Loggia.
Di qui per entrambi, l'altro si chiama Maniacci, l'accusa di favoreggiamento nei confronti di un imputato di strage.
Non era mai capitato nemmeno in Italia che un imputato di favoreggiamento di un presunto stragista venisse promosso a giudice costituzionale.
Ma quando lo diventasse, pensate cosa succederebbe: avremmo un giudice costituzionale che ogni tanto va a un processo dove deve rispondere di favoreggiamento nei confronti di un presunto stragista.
A quel punto ricominceranno a dire che non solo per il capo del governo, dello Stato, per i presidenti di Camera e Senato ci vuole quella tranquillità, che sicuramente uno che ha dei processi non può avere per svolgere il suo mandato, ma anche per i giudici costituzionali bisogna prevedere l'immunità almeno durante l'esercizio delle funzioni.
Quindi si tornerebbe indietro, al lodo Schifani che diversamente dal lodo Alfano immunizzava anche il presidente della Corte Costituzionale e perché no, a quel punto, tutti i suoi membri, come inizialmente voleva fare Alfano.
Voi vedete come una legge ad personam ne figlia tante altre.
E' come una smagliatura che se non viene immediatamente rammendata comincia a dilatarsi e diventa una voragine.
Ecco perché la smagliatura, cioè il Lodo Alfano, fa immediatamente ricucita con l'abrogazione o per via referendaria o per via del respingimento della Corte Costituzionale, perché a furia di fare una legge ad personam dopo l'altra alla fine le uniche "personas" che non otterranno mai giustizia saremo noi cittadini comuni.
Passate parola


Good morning everyone.
Today, thank the journalists because someone we still have, fortunately.
And thank goodness because we do not feel so useless. The first journalist that I would like to thank is Milena Gabanelli.
Not only for the wonderful episode of last night's Report, where we saw the fall, the second or third question, the great patriot who was to save Alitalia Colaninno.
Last night we learned that nothing is yet decided, that the price they offer for the healthy part of Alitalia is to be verified.
But mostly we learned that the famous pledge not to sell part of the sixteen patriots of the CAI consortium is actually a lie.
When Gabanelli put the floor under the nose of the CAI Colaninno asking where is it written commitment of the sixteen members not to sell, Colaninno has laughed, as if to say "you know it there."
But could not find him either.
We also learned that the name of the CAI, so far, is to treat trimmings, which does not seem to be synonymous with aircraft.
But Gabanelli be thanked above all, with Giovanni Bursier who looked after the service upon Alitalia, for having discovered what even the parliamentary opposition had discovered.
You say: "Well, it takes very little ... the opposition virtually does not exist ...".
Do you think that when Di Pietro has voted no to the constitutionality of the decree Alitalia, the Democratic Party has not found something better to abstain.
Alitalia refrain even on crap.
Well, in this decree at the last minute, as usual, had been placed with the approval of the government - this tells the stenographic report of the House - an amendment that the newspapers have called save-Tanzi, save-Cragnotti, saving Geronzi.
The problem is that with all the shadow governments, all the brains that are in opposition, but also with all the brains that Tremonti has in his head and around him, no one noticed that the government had given the green light to this amendment that established the stroke of a pen on all the processes of bankruptcy, even fraudulent.
To be held criminally liable those who have sent in their cows or those who administered society, that these companies should be declared bankrupt.
What that usually never happens, especially in severe cases: there is a default but then you get to failure because there are no administration or concerted practices to which, like Parmalat, the company is taken up by the hair and saved by Bondi as commissioners or, as in the case of Alitalia, Fantozzi by Commissioner.
When there is a declaration of bankruptcy may not be reviewed for bankruptcy against directors that led to the crack.
This was the amendment, striking, that even opposition leaders, who are the poor souls you see, would have noticed if you read the laws to which they should oppose.
Instead spend their time doing what you do not know, paid for by us and not even read the laws that we have them sent there on purpose to control and to whom to say no when they are outrageous in this case.
Luckily, a journalist - Giovanna Boursier with Milena Gabanelli - he discovered this, they anticipated the news in the Republic and this law was hastily withdrawn.
Just think: if the opposition there would have been a highway.
Its representatives who go every night to haunt the television programs they could stand up and say, "Gentlemen, we are with these people we do not want us to see more in the same living room television, because someone could swap with each other.
Know that these gentlemen are trying to save those responsible for the crack Cirio, Parmalat, etc ".
Not to mention the estimate of crack rescue Alitalia, because you know that Rome prosecutors are working on the budgets of recent years, Alitalia and Alitalia, whatever people may say, no longer exists.
And 'is already declared insolvency.
Maybe someone could pay, but this law also saved ex post Alitalia administrators, as well as Tanzi, the Parmalat accused in Cragnotti and his crack for the Cirio.
And the banker Geronzi - we've seen come triumphantly at Palazzo Chigi, the other day to save the Italian finance and perhaps the world, adored by the Berlusconi and Tremonti - attributed both to the Cirio and for Parmalat.
In addition to being convicted of third crack, that dell'Italcase.
All were saved.
Do you think that the opposition had opportunities to regain points and discredit a government like that. But no: silent, dormant.
He found everything a journalist.
Some consider that the silence was not so random. Has anyone considered that it was a complicit silence, that these gentlemen knew what he was doing the government.
But you know how: Geronzi is one that appeals to the center because before he settled the debts of Fininvest-Mediaset, together with those of DS.
Together with the Angelucci family, the owners of clinics in the Lazio region, in Abruzzo, in Puglia, often affiliated with the regions.
The family Angelucci publishes two newspapers: Clear, Victor Felts, and Reform.
Are newspapers that pay us too, because in addition to being paid by Angelucci also have the funding bodies are not because of party but because they are organs of fake parties.
Angelucci's family is bound hand and foot to the banker Geronzi.
Be a coincidence, but after last night Annozero we dared to tell who is the banker Geronzi, immediately the next day, the reformer has fired Annozero.
The reformist Angelucci in defense of Geronzi.
Some argue, therefore, that these cross-cutting relationships, the whole House will be put to the kennel when the government has decided to save Geronzi than those of Alitalia, Parmalat and Cirio.
Also because the banker Geronzi is defended by D'Alema, the former senator DS Guido Calvi, who was that since Parliament had the same conflict of interest that have Ghedini, Sheehan and others who deal with justice as legislators and as defenders of accused excellent.
Thanks to Milena Gabanelli, this maneuver was foiled.
At the end of the foolishness or mascalzonaggine of some members of the center has meant that to take advantage of the law pro Tanzi, Geronzi, Cragnotti, pro destroyers of Alitalia was Tremonti.
Tremonti has made a great impression because he, representative government that had given the go ahead to this crap, said: "I retire or withdraw or me."
As if it was talking to others and not to his coalition and his government.
In short, it seemed that the true opponent of this crap is not the opposition but Tremonti, ie the government.
Think that your hands is the opposition in Italy.
All this, however, was foiled by the intervention of two journalists as Giovanna Boursier and Milena Gabanelli and this shows that, fortunately, when journalists are doing their job, a lot.
Just think, if this law was passed, what would happen to the process that is about to end in Milan against Tanzi and American banks that drives the Parmalat to bring it more into the vortex of failure.
It should be thanked another journalist: Liana Milella.
This morning, on the Republic, tells us about the new law ad personam.
Now the factory laws ad personam is daily, every day produces a product that increasingly monstrous and deformed.
Change the "personam" in the sense that every day you have to save one of the friends of friends, but the formula remains the same.
There is a problem to be solved in Tom, Dick, Harry? It is a law and gave it resolves.
We had, in this legislature - today we reach six months of the elections of April - in the past six months we have already seen six laws ad personam or attempted to be approved.
We started with the save Rete 4, while Berlusconi was personam the damage was from Di Stefano, Europa7.
Immediately after the process stops: it was necessary to block the process and here personam Mills was back to save Berlusconi.
Since then the processes were blocked by 100,000, you know that we come to a compromise: only block the ones of personam and not those of the other personas and became the law Alfano.
What some call "praise", but it is not: the award is an agreed solution. There's nothing arrangement, is imposed from above, let's call it "crap Alfano" and signed with Italy of Values ​​Banquet and others who supported this collection.
The more the merrier: let us not be fooled by the roof of the 500,000 signatures. Must be millions, one must understand that we are millions of people, we want equality of citizens and the Constitution. Third Law.
Fourth Law: The law pro Matteoli.
You know who spoke with the lawyer Consolo a rule stipulating that the ministers or former ministers on trial can not be processed without the consent of Parliament.
Today it is so only for offenses related to ministerial duties in future, according to this crap, must go before Parliament also processes completely unrelated to the facts or even prior to the ministerial office.
The fifth is the law pro Tanzi, Cragnotti, Geronzi.
The sixth is that Liana Milella reveals to us this morning on the Republic.
Here, fortunately, someone has noticed the opposition.
Especially if they have two very rare parliamentary means: Gerardo D'Ambrosio, Felice Casson, both former prosecutors.
What have they discovered? The other day, stuck in the rule that encourages judges who will go places with poor pay rises, have added a little codicil repealing a provision approved in 2007 by the Prodi government.
What did it say that the norm? That judges may not hold management positions over 75 years if it were reinstated under the law that allowed public officials who have resigned or suspended sentences or processes, which were then discharged and could be reinstated.
In the case of reinstatement, however, the magistrate can not hold management positions where he turned 75.
One says, "but who are they talking about? Take names and surnames."
Who is the judge who was reinstated after he had resigned because he had been convicted, then was acquitted and returned to his office and turned 75 years? There are not many mica: there is one.
It's called Corrado Carnevale.
It 'an old acquaintance, especially Giovanni Falcone and Paolo Borsellino, who considered him the enemy number one.
Immediately after the mob was the one who as president of the First Criminal Chamber of the Supreme Court is instructed to annul, cancel, dozens of sentences issued by courts of Palermo against the Mafia leaders.
But not just those of Palermo, also absolved the clan tried and convicted in Turin, for example.
Always with crazing, missing commas, stamps incomplete. He was the king of the tangle. They called him "the killer judgments."
According to witnesses, his colleagues in the Supreme Court and some ladies do not regret this mob set aside the judgments because they were canceled, but because he disagreed with the Mafia.
He has become a process, Carnival was acquitted at first instance, convicted and then appealed to the Supreme Court annulled the decision without referral.
Without referring to say that has provided a new trial on appeal, as is often the case, set aside definitively establishing that the evidence used by the Court of Appeals, the decisive ones, were no longer usable.
Why? Peer Carnival of the Supreme Court, which told of how he did press for the annulment of the convictions of Mafiosi had nothing to do because even when not presiding over the college - let alone when the presiding ... There were tales of his colleagues who said, "when we were in private he told us to cancel." But even when it was in private on some of my colleagues called and said, "I beg you, cancel.
The Court considers these claims used in the sense that believes, as he had always believed until then that when, in the council chamber where there is the utmost secrecy - no one can reveal what happens in closed session - we commit crimes, put the president beat up one of the other judges when the judge comes up with the black eye will be able to say "I messed up the president" ... even if the closed session is secret, if it is to find out if crimes were committed and who committed them they may disclose what happened.
The Supreme Court, overturning and reversing this original approach, he said no: "We can not reveal anything about the closed session, even when it comes to prosecute someone for something done inside the council chamber."
He then declared unusable statements of judges of appeal who said they had been under pressure in closed session from Carnival.
So, if the test is no longer valid because they changed the rules during the game at that point it is clear that Carnival, for this reason too, was acquitted.
The Court did not notice another fact: Some colleagues of Carnival, which accused him, not told of the pressures that occurred in closed session.
They told of the pressures she had when she was not in private, why not as chairman of the college.
Had taken place outside pressures and should be used.
Han made a stir-fry, have put everything in, they said it was completely unusable, and for this reason, Carnival has been met.
At this point, after conviction on appeal, had resigned from the judiciary, otherwise the MSM would still be suspended or expelled.
After the Supreme Court acquitted him, he got a law to return to the judiciary after he was put into early retirement.
Law that approved the center-right majority in 2003, with votes of the usual heads of cabbage to one side of the center that when it comes to giving a hand in the filth you never back.
The majority reported cross in Carnival judiciary, the Supreme Court, to preside over a section of the Supreme Court.
For the moment, civil division, was the first penalty.
But is not that the acquittal of the Supreme Court clears the facts.
For example, investigating magistrates in Palermo him they had intercepted for some time and had heard, soon after the death of Falcone and Borsellino, talk about them with his colleagues.
Carnival, in those intercepted phone calls, called them - Falcone e Borsellino, the martyrs antimafia - "the Dioscuri, as if they were Castor and Pollux.
Making fun of them, dead. He said they were "incapable two, with a near zero level of professionalism."
Falcone called "that idiot", "cheese face" - that is, ass face, said very clearly, is a saying in Sicily - and added: "I will respect the dead but not dead certain."
Falcone and Borsellino missing from dead respected them.
He added: "I never liked Falcone." Then he implied that Falcone had put his wife, Francesca Morvillo also died in her capacity in the Court of Appeal of Palermo in order to confirm the conviction that Falcone obtained at first instance.
Accused him of repair processes, he said on the phone, "rub some mobster." According to him, meant to condemn the Mafia rub.
This he said it. So much so that when they interrogated him asked, "but she confirmed the things she said?" "Yes, yes, I have an aversion against them that has not failed even after the mob killed them."
This is the person under this Act is returned to the Supreme Court.
But there was this rule made by the center, at least it would take the division by the hoax of mockery. Carnival is the oldest of all precisely because they have reinstated when it was over quota.
The fact that both older than the others put him in a possible advantage in running for president of the Supreme Court.
Now there is a president, it's called Coke, but retired in 2010, Carnival will leave the Supreme Court in 2013, when he 83 years.
From 80 to 83 years, when he retires Carbone, who will be the sole candidate, the elder, who has more titles to become the first president of the Supreme Court, the magistrate is most important in Italy, what is at the top of the pyramid of the judiciary above which there is nothing left?
Carnival will be.
According to this law that states that although he turned 75 and was reinstated, it can become an office manager. It can become the first president of the Supreme Court of Cassation.
So when a famous annulled sentences like this one will preside over the Supreme Court, all those who have judgments that are coming to the Supreme Court and hope that they are canceled, they will have a good chance of getting their good cancellation.
This is the sixth in passing ad personam laws in Parliament.
We predicted that it soon will have, probably, a seventh.
Now they have to renew the Constitutional Court because there is a member who resigned a year and a half. It 's a former lawyer of Berlusconi, called Vaccarella.
It was the civil Previti and Berlusconi. He resigned a year and a half ago, have not yet replaced, but now there is a pressing to replace it.
Who will replace him? The favored candidate is the criminal lawyer of Berlusconi, the lawyer Pecorella, who is in Parliament.
Sheehan's lawyer, however, is charged in Milan for aiding and abetting against Delphi Zorzi, in turn, accused in Brescia for the massacre of Piazza della Loggia.
According to the indictment, the lawyer for Sheen, and a turncoat, Martino Siciliano, would pay for this sorry to retract the allegations about the massacre of Piazza Fontana Zorzi and Piazza della Loggia.
Hence, for both the other is called Maniacci, on charges of aiding and abetting against a defendant of murder.
It had never happened even in Italy a defendant of aiding and abetting an alleged stragista was promoted to the constitutional court.
But when you become, think about what would happen: we would have a constitutional court that sometimes goes to a process which must be accountable for aiding in respect of an alleged stragista.
At that point they begin to say that not only the head of government, the State, for the presidents of the House and Senate that we want peace, surely one of the processes that may not have to carry out its mandate, but also for constitutional judges must provide immunity for at least the performance of functions.
Then you go back, that unlike the ruling Schifani Alfano immunized the president of the Constitutional Court and why not, at that point, all its members, as initially wanted to Alfano.
You see it as a law ad personam daughter many others.
It 's like a ladder that if not mended immediately begins to dilate and becomes a chasm.
That is why the gap, ie the Lodo Alfano, he immediately stitched by the repeal or by referendum or by the refusal of the Constitutional Court, because, by dint of making a law ad personam after another at the end the only "personas" that we will never get justice we ordinary citizens.
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venerdì 25 marzo 2011

Video Marco Travaglio - Senza Stato, ne' legge... - 29/09/2008

Senza Stato, ne' legge... - 29/09/2008
trascrizione audio per utenti non udenti:

Buongiorno a tutti,

raccolgo un foglio che sto stampando perché mi serve per questo intervento. È stata un’altra grande settimana. A leggere i giornali e a sentire i telegiornali Alitalia è salva! In realtà Alitalia non esiste più, è una società in liquidazione e, come ormai spero si sia capito dopo la puntata di Annozero, è stata regalata a spese nostre a una cordata di strani signori che non hanno alcuna competenza, alcun interesse sui voli aerei, ma hanno molte competenze nei rapporti con la politica e nei favori della politica. Favori attivi e passivi. E di favori ce n’è bisogno alla grande per la nostra classe politica a proposito di quel volo, avete visto, Roma-Scajola-Roma che l’Alitalia garantisce quando Scajola è ministro, quindi anche oggi. Tutti presi dal salvataggio di Alitalia che non è salva perché non esiste più e che ci costerà probabilmente più di tre miliardi di euro, pari al taglio della spesa per la scuola dei prossimi anni. Tagliamo tre miliardi alla scuola e migliaia e migliaia di maestri e dipendenti per andare a pagare i debiti di una società pubblica che viene regalata ai sedici fratelli bandiera.
Tutti presi dai festeggiamenti che invece dovrebbe essere luttuoso e che non era affatto inevitabile se si fosse messa sul mercato internazionale la parte sana di Alitalia, quella che è stata regalata ai sedici furbetti, probabilmente i vettori stranieri come Airfrance, come Lufthansa, come British, avrebbero preferito comprarsela tutta.
Del resto, se l'AirFrance era disponibile a comprarsela pagandola con dentro debiti ed esuberi, tranne 2100 persone, figurarsi se non sarebbe stata disponibile a comprarsela senza i debiti e gli esuberi com'è stata regalata alla Cai.
Insomma, mentre noi eravamo lì che festeggiavamo non si sa bene cosa, trascinati da una propaganda di regime che fa veramente impressione e forse comincia a fare invidia anche alla propaganda di Mussolini per la potenza di fuoco che riesce a dispiegare la televisione, succedeva, alla chetichella quasi di nascosto, poco compresa perché i telegiornali sono fatti apposta per non far comprendere, qualcosa di molto importante al Tribunale di Milano.
Al Tribunale di Milano, come ci siamo detti la scorsa settimana, sono ripresi i due processi a carico non più di Berlusconi, che in virtù del Lodo Alfano ne è uscito (speriamo provvisoriamente), ma a carico dei sui coimputati.
Finalmente, il PM Fabio De Pasquale sia nel processo sui diritti Mediaset sia nel processo sulla presunta compravendita del testimone Mills ha chiesto ai due collegi del Tribunale che giudicano di sollevare una questione di incostituzionalità a proposito del Lodo Alfano - che poi non è un Lodo perché Lodo significa una soluzione condivisa, quello è un'imposizione dall'alto.
Insomma, ha chiesto ai giudici di investire la Corte Costituzionale affinché dichiari incostituzionale la legge Alfano. I giudici del processo Mediaset si sono già pronunciati e hanno già sospeso l'intero processo in attesa che si pronunci la Corte e quindi - la prescrizione è sospesa - se la Corte dichiarerà nullo il Lodo Alfano il processo ricomincerà davanti allo stesso collegio fra qualche mese.
La stessa richiesta è stata inoltrata davanti al collegio presieduto da Nicoletta Gandus, quella che Berlusconi ha ricusato, la quale si è riservata di decidere sabato prossimo. Le udienze vengono convocate al sabato perché ormai anche di venerdì gli avvocati di Berlusconi si inventano degli impedimenti parlamentari, anche quando di solito il Parlamento non lavora.
Sapremo sabato 4 se partirà anche la seconda richiesta di incostituzionalità. Naturalmente, essendo una legge fatta per Berlusconi, l'unico modo per farla dichiarare incostituzionale è quella di impugnarla nei processi a carico di Berlusconi, peraltro ex-imputato ormai.
Gli avvocati si sono molto arrabbiati, perché anche se c'è il Lodo continuano ad andare al processo oppure a non andare per farlo saltare, fino a che la posizione di Berlusconi non verrà stralciata o non verrà sospeso il processo.
Se Berlusconi verrà stralciato nel processo Mills, questo procederà a carico di Mills e ricomincerà da zero a carico di Berlusconi, se la Corte dichiarerà incostituzionale il Lodo, davanti a un nuovo collegio non più presieduto dalla Gandus.
Se invece la Gandus dovesse decidere, come i suoi colleghi del processo Mediaset, che si sospende l'intero processo a questo punto sarà lei stessa a giudicare sia Berlusconi sia Mills se e quando la Corte dovesse bocciare il Lodo, anzi la legge Alfano.
Però vorrei spiegare, perché qui la Costituzione è diventata una specie di "mistero buffo", per quale motivo il PM De Pasquale con una bellissima ricerca giuridica e storica, addirittura negli atti preparatori della Costituente, per andare a vedere che cosa pensavano i nostri padri costituenti di questa idea di immunizzare con uno scudo spaziale le alte cariche dello Stato, che cosa ha sostenuto per chiedere e ottenere il rinvio della legge alla Corte Costituzionale.
Secondo De Pasquale, PM a Milano, gli articoli della Costituzione che sono stati violati da questa legge sono quattro.
Il primo è l'articolo 3 in relazione all'articlo 112. L'articolo 3 lo leggiamo, perché fa talmente scandalo che è bello sentirselo ripetere.
"Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzioni di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche e di condizioni personali e sociali. E' compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libertà e l'uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori dell'organizzazione politica, economica e sociale del Paese".
Siamo tutti uguali, lo Stato deve fare in modo che siamo veramente tutti uguali, invece la legge Alfano fa in modo che proprio in virtù della loro condizione sociale e personale alcuni - quattro - più importanti politici italiani non siano più uguali di fronte alla legge.
Perché dice che questa legge vìola l'articolo 3 in relazione all'articolo 112? Perché l'articolo 112 dice: "Il pubblico ministero ha l'obbligo di esercitare l'azione penale."
Punto e fine.
E' uno degli articoli più brevi, una sola riga.
C'è l'obbligo di esercitare l'azione penale, non c'è scritto che è obbligato a esercitare l'azione penale tranne nei confronti di quattro persone. Quindi, uguaglianza e obbligatorietà dell'azione penale fanno parte dello stesso schema.
Se tutti sono uguali, allora chiunque vìoli una legge il PM è obbligato a farlo processare.
E, dice Di Pasquale, "Il legislatore non ha previsto alcun meccanismo per evitare o limitare il rischio di illegittimità costituzionale che già il Lodo Schifani - che sospendeva il processo a carico delle alte cariche, all'epoca erano cinque, c'era anche il Presidente della Corte Costituzionale - aveva rilevato".
Alcuni rilievi che aveva fatto la corte, bocciando il Lodo Schifani nel 2004, sono stati presi in considerazione: stavolta i processi non si bloccano più obbligatoriamente.
Se una delle quattro cariche dello Stato vuole rinunciare allo scudo spaziale può farlo ed essere processato lo stesso.
Il Lodo non può essere usato all'infinito ma solo all'interno di una legislatura: Berlusconi si sta spendendo il suo bonus in questa legislatura. Se viene rieletto presidente del Consiglio o - Dio non voglia - Presidente della Repubblica o della Camera o del Senato nella prossima legislatura non può più usare il Lodo.
Naturalmente se ne farebbe un altro, ma questo non lo può più usare.
E infine c'è la possibilità per le vittime dei reati commessi dalle alte cariche di rivalersi in sede civile visto che il processo penale è sospeso.
Ma altri rilievi che aveva fatto la Corte nel 2004 non sono stati presi in considerazione e questo, dice il PM De Pasquale, rende incostituzionale anche questa perché la Corte si è già pronunciata e non è stata Ascoltata.
Quali sono questi punti? Per esempio "La sospensione si applica a tutti i reati senza che sia presa in alcun modo in considerazione la loro gravità". Certo, qui non è che si dice... per i reati lievi. Qui si sospendono i processi anche se un'alta carica dello Stato commette un omicidio, uno stupro.
"La causa di sospensione dei processi opera automaticamente senza alcun vaglio preventivo da parte di organi Costituzionali".
Si poteva stabilire, per esempio com'era una volta nei confronti dei parlamentari e com'è ancora oggi nei confronti dei ministri, e quindi non ce n'era bisogno per il presidente del Consiglio dei Ministri: già oggi è il Parlamento che deve concedere l'autorizzazione a procedere nei confronti dei ministri e una volta il Parlamento la decideva nei confronti di tutti i parlamentari e se intravedeva un fumus persecutionis, cioè il sospetto che il giudice in base al nulla stesse imbastendo un processo per finalità politiche, se non c'erano prove e c'era semplicemente un teorema, allora il Parlamento poteva bloccarlo, come abbiamo già detto tante volte, in riferimento a reati tipici dei politici, legati alle loro funzioni.
Un sindacalista che fa un comizio un po' infuocato, un'occupazione delle terre, un blocco stradale o ferroviario, uno sciopero, un picchettaggio, una denuncia un po' forte.
Non ruberie o mafioserie.
Non c'è nessuna distinzione e nessun filtro che stabilisca "questo è un reato provato, grave e per questi il processo va avanti". No, è tutto assolutamente incontrollato e automatico.
Questo è il primo profilo che ha individuato il PM: dato che già una volta la Corte aveva detto "guardate che non può essere applicata a tutti i reati indiscriminatamente e non può essere automatica senza alcun filtro preventivo", loro il filtro non ce l'hanno messo e hanno inserito tutti i reati, altrimenti come si farebbe a considerare poco gravi i reati di corruzione o corruzione giudiziaria di cui è imputato Berlusconi? Sarebbe venuta meno la ragione stessa di fare questa legge.
Seconda ragione per cui, secondo la procura di Milano, la legge Alfano è incostituzionale: vìola l'articolo 3 sotto un altro profilo.
L'articolo 3 è quello che stabilisce l'uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge, naturalmente è previsto che qualcuno abbia dei trattamenti particolari: il capo dello Stato, salvo per alto tradimento, non può essere responsabile degli atti che compie.
I ministri, abbiamo detto, vengono giudicati da un tribunale particolare - il tribunale dei Ministri, formato da giudici - soltanto quando le camere hanno autorizzato il processo.
Qualche particolarità rispetto all'uguaglianza dei cittadini già è prevista.
Perché questa non va bene? Perché, dice il PM e cita la sentenza che annullava la legge Schifani: "accomuna in un'unica disciplina cariche diverse, non soltanto per le fonti di investitura ma anche per la natura delle funzioni".
Che c'entra il Presidente della Repubblica, che è eletto dal Parlamento insieme ai Presidenti delle Regioni, con i Presidenti del Senato e della Camera che sono eletti l'uno dal Senato e l'altro dalla Camera, o con il Presidente del Consiglio che è nominato dal Presidente della Repubblica?
Sono quattro cariche completamente diverse l'una dall'altra.
Il Presidente del Consiglio, poi, non ha nessun particolare status in più rispetto ai suoi ministri, è un primus inter pares. Perché è immune lui e i ministri no?
Le alte cariche nella nostra Costituzione non esistono. Sono un'invenzione del nostro Alfano ma non c'è nessuna ragione che le accomuni.
E' come prendere il Presidente dell'Arcicaccia, il presidente dell'Arcigay, il sindaco di Novara e il presidente della provincia di Taranto.
Ha la stessa logica, la legge Alfano. Le alte cariche non hanno niente in comune l'una con l'altra.
E soprattutto non sono organi costituzionali, tranne il Presidente della Repubblica. Il Presidente del Consiglio no, perché l'organo costituzionale è tutto il governo, i presidenti delle Camere no perché è organo costituzionale il Parlamento ma non i due presidenti.
Non c'è motivo al mondo per prendere questi quattro e trattarli in modo diverso dagli altri e accomunarli in una banda dei quattro, come appunto la chiama Grillo, che non ha nessun senso: serve semplicemente per non dover dire "abbiamo bisogno di eliminare i processi a Berlusconi quindi gliene mettiamo attorno altri tre così si confondono un po' le idee".
Terzo motivo per cui la legge è incostituzionale: perché c'è l'articolo 136 che dice "Quando la Corte Costituzionale dichiara la illegittimità costituzionale di una norma di legge, la norma cessa di avere efficacia dal giorno successivo".
Infatti la legge Schifani non esiste più. "La decisione della Corte è pubblicata e comunicata alle Camere affinché, ove lo ritengano necessario, provvedano".
Questo articolo 136 dice che se ve l'ha già detto una volta, la Corte Costituzionale, che non si possono immunizzare per tutti i reati automaticamente le alte cariche, come le chiamate voi, fossero cinque prima e quattro adesso... non potete riproporre la stessa legge incostituzionale un'altra volta.
C'è un articolo della Costituzione che dice che è nulla la legge, quello che avete fatto è un atto nullo. Però, intanto, quello che avete fatto, dato che l'avete fatto con legge ordinaria e anche in fretta, perché la legge ordinaria l'hanno fatta perché è più rapida... sta già provocando dei danni.
Quarto e ultimo motivo di incostituzionalità: violazione dell'articolo 138, che dice: "Le leggi di revisione della Costituzione e le altre leggi costituzionali sono adottate da ciascuna Camera con due successive deliberazione, ad intervallo non minore di tre mesi, e sono approvate a maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera."
Cioè la Camera deve approvarla due volte, il Senato deve approvarla due volte, con una maggioranza assoluta, più del 50% del Parlamento.
"...nel qual caso la legge è sottoposta a referendum confermativo da parte dei cittadini" e lì non c'è quorum: andiamo a votare in cinque? Basta che tre dicano no e la legge non passa.
Se invece è approvata dai due terzi del Parlamento, sempre doppia lettura, allora non c'è bisogno del referendum ed entra direttamente dentro la Costituzione.
Questo dice l'articolo 138.
Questa è una norma di rilevanza costituzionale? Beh direi di si! E' una deroga pesantissima all'articolo 3, al principio di eguaglianza, quindi per derogare a un principio contenuto nella Costituzione bisogna fare una legge costituzionale con quella procedura.
Loro non l'hanno fatta, altrimenti la legge sarebbe arrivata dopo la sentenza del processo Mills e sarebbe stato inutile farla. Sarebbe servita per gli altri tre processi che Berlusconi ha in arretrato.
Quindi hanno fatto una legge ordinaria per derogare alla Costituzione. Non si può. Questo sostiene De Pasquale, e non soltanto lui ovviamente, lo sostengono tutti i costituzionalisti con la testa sul collo.
Quindi? Quindi il PM elenca tutte le norme che stabiliscono un diritto particolare per certe categorie di politici.
Abbiamo detto: per perquisire, arrestare o intercettare i parlamentari ci vuole l'autorizzazione del Parlamento. E com'è stabilito? Legge costituzionale, articolo 68.
Per mettere in stato d'accusa il Presidente della Repubblica per alto tradimento e attentato alla Costituzione bisogna seguire un'altra procedura prevista da un'altra norma costituzionale, l'articolo 90.
Per autorizzare a procedere il Tribunale dei Ministri nei confronti dei membri del governo, per i reati commessi nell'esercizio delle loro funzioni, bisogna seguire l'articolo 96.
Per procedere contro i giudici della Corte Costituzionale, legge costituzionale del '48.
Insomma: per queste deroghe al principio di uguaglianza si sono fatte norme costituzionali, quindi questa andrebbe fatta, volendo, con norma costituzionale, cosa che non hanno fatto.
Perché si richiama alla Costituente, De Pasquale? Perché è andato a trovare una chicca: se n'era parlato, nell'Assemblea Costituente, nel 1947, della possibilità di immunizzare non le alte cariche, che non esistono, non il Presidente del Consiglio, che non ha nessuno status particolare, non i presidenti delle Camere, che non hanno nessuno status particolare. Il Capo dello Stato.
Se n'era parlato. Seduta della seconda sottocommissione, 4 gennaio 1947. Qualcuno fa notare: "non abbiamo stabilito nulla sulla responsabilità penale del Presidente della Repubblica!".
A questo punto Mortati, grandissimo Costituzionalista, informa che il Comitato che ci ha lavorato ha omesso intenzionalmente ogni regolamentazione della responsabilità ordinaria del Presidente. Si tratta, quindi, di una lacuna volontaria. Non diciamo niente apposta, dell'immunità al Presidente della Repubblica, perché il Presidente della Repubblica non deve avere nessuna immunità per i reati comuni.
Quindi, il Presidente Meuccio Ruini, presidente dell'Assemblea Costituente, dichiara di preferire una lacuna a una disposizione che conferisca un privilegio troppo grande al Presidente della Repubblica, il quale è pur sempre un cittadino fra i cittadini, anche se ricopre il più alto ufficio politico. Egli, il presidente Meuccio Ruini, non ammetterebbe che per sette anni il Presidente della Repubblica non rispondesse alla giustizia del suo Paese.
Nella discussione alcuni propongono di immunizzare il Capo dello Stato per i reati comuni, anche al di fuori dell'esercizio della sua carica. Infatti un deputato, Bettiol, propone questa formula: "Il Presidente della Repubblica mentre dura in carica non può essere perseguito per violazioni alla legge penale commesse fuori dall'esercizio delle sue funzioni".
Questo emendamento viene molto discusso, c'è un certo Calosso che dice "Non vedo la necessità di costituire per il Capo dello Stato una posizione speciale". Noi abbiamo una magistratura che è sovrana, ed è uno dei poteri dello Stato. Esiste una magistratura "Io non capisco perché le si debba togliere questa funzione. Perfino presso certi popoli coloniali vi è la possibilità di chiamare dinanzi al giudice il governatore che rappresenta il potere sovrano".
A quel punto interviene di nuovo il presidente Meuccio Ruini, il quale dice: "Il comitato dei diciotto, prima di tutto, non può che mantenere la originaria proposta di non mettere nulla nella Costituzione. Proposta deliberata a suo tempo per le considerazioni così largamente svolte in seno alla seconda sottocommissione.
Certo è che dopo aver parlato della irresponsabilità negli atti d'ufficio - cioè nelle cose che fa il Capo dello Stato legate alla funzione - non si dice nulla di quelli fuori dall'ufficio - cioè se commettesse dei reati per fatti suoi (tipo quelli addebitati a Berlusconi).
Si deve ritenere per essi la responsabilità, ove l'assemblea decidesse diversamente ci sembra che non potrebbe ammettere immunità anche temporanea, senza che nei gravi casi si possa colpire un Presidente reo di gravi reati commessi".
Alla fine, il 24 ottobre del '47, la proposta dell'immunità temporanea dai reati comuni per il Capo dello Stato, dice il verbale "dopo prova e controprova non è approvato".
La Costituzione, dunque, tace sull'immunità al Capo dello Stato e a maggior ragione alle altre cariche non perché si sono dimenticati, ma perché ci hanno pensato bene e non l'hanno voluta prevedere.
In ogni caso è la dimostrazione che visto che ne hanno parlato in Costituente, questa è una materia di diritto costituzionale, per cambiare le cose bisogna cambiare la Costituzione, non fare una leggina.
Infatti, laddove il Presidente della Repubblica - badate, non c'è un Paese al mondo dove il capo del governo abbia l'immunità - è immune, in Portogallo, in Francia e in Grecia, è tutto previsto da norme costituzionali, non da leggi ordinarie.
Conclude così il PM De Pasquale: "In conclusione va riaffermato che un regime differenziato riguardo all'esercizio della giurisdizione, incide sui valori fondamentali dello Stato di Diritto e dev'essere ragionevole e coerente con il sistema delle prerogative attualmente previsto sugli organi costituzionali. La modifica delle norme costituzionali, che prevedono l'eguale sottoposizione di tutti i soggetti alla legge, dev'essere effettuato con legge costituzionale, secondo l'articolo 138."
Queste sono le ragioni per cui poi, il Tribunale di Milano, ha dato ragione a De Pasquale e ha sollevato davanti alla Corte Costituzionale la questione di incostituzionalità.
Speriamo che la Corte decida presto anche perché dall'11 ottobre Di Pietro e credo anche qualche esponente della sinistra radicale oltre a, mi pare, Parisi e qualche prodiano del PD, cominceranno a raccogliere le firme contro la legge Alfano. Io spero che ne vengano raccolte tante perché una pressione dei cittadini nei confronti della Corte, una pressione buona, democratica, potrebbe essere molto utile e comunque costringerebbe la Corte a pronunciarsi prima di decidere se il referendum sia o no ammissibile, perché se si fa un referendum e la Corte poi boccia la legge che il referendum vuole cancellare, è evidente che si sprecano tempo e soldi.
Se invece il referendum diventa un'arma di pressione è un'arma democratica, soprattutto contro l'arma antidemocratica di pressione che ieri ha già minacciato Berlusconi: "se il Lodo non passa al vaglio della Corte Costituzionale allora dovremmo rivedere tutto il sistema giudiziario", cioè riformare anche la Corte Costituzionale, magari mettendoci qualche suo avvocato in più e qualche giurista in meno.
Passate parola e firmate il referendum!"


Hello everyone,

I gather that I am printing a sheet because I need for this intervention. It was another great week. To read the newspapers and to hear the news, Alitalia has been saved! Alitalia no longer exists in reality, is a company in liquidation and, as I hope has been realized after the episode of Annozero was donated at our expense to a consortium of strange gentlemen who have no power, no interest on airline flights, but they have many skills in dealing with politics and policy in favor. Favors active and passive. And there is need for favors to big for our political class about the flight, you have seen, Rome-Rome-Scajola when Scajola guarantees that Alitalia is a minister, so even today. All taken by the rescue of Alitalia, which is not saved because there is more and that cost us probably more than three billion euro, equivalent to cutting spending for the coming school year. We cut three billion to the school and thousands and thousands of teachers and employees to go to pay the debts of a public company that is donated to sixteen brothers flag.
All taken from the festivities that it should be mourning and that was by no means inevitable if you were put on the international market the healthy part of Alitalia, the one that was donated to the sixteen crafty, probably as Airfrance foreign carriers like Lufthansa, as British, would rather buy it all.
Moreover, if the Air France was willing to buy it by paying in debt and surpluses, but 2100 people, imagine if it was not willing to buy it without debts and redundancies as it has been donated to Cai.
In short, while we were there we celebrated that no one knows what, pulled by a propaganda system that is really starting to feel envy and perhaps even to Mussolini's propaganda for the firepower that can deploy television, going on, the sly almost hidden, poorly understood because the news are made to not to understand something very important to the Court of Milan.
At the Court of Milan, as we said last week, have taken the two trials against Berlusconi no more than that under the Lodo Alfano came out (hopefully temporarily), but dependent on the co-defendants.
Finally, the prosecutor Fabio De Pasquale is in the process rights Mediaset is in the process on the alleged sale of the witness Mills asked the Court to consider the two colleges to raise a question of unconstitutionality with regard to the Lodo Alfano - then that is not an award because award means a shared solution, that is an imposition from above.
In short, asked the court to refer to the Constitutional Court to declare unconstitutional the law Alfano. The trial judge Mediaset have already spoken and they have already suspended the process pending a ruling by the Court, and then - the limitation period is suspended - if the Court declare invalid the Alfano the trial will start before the same college in a few months .
The same request was made by the panel chaired by Nicoletta Gandus, the one that has challenged Berlusconi, who has reserved a decision next Saturday. The hearings are convened to Saturday from Friday because that Berlusconi's lawyers will invent the grounds of Parliament, when Parliament does not usually work.
Will we even start on Saturday 4 if the second request is unconstitutional. Of course, being a law made for Berlusconi, the only way to declare it unconstitutional is to challenge it in the trials against Berlusconi, however, ex-defendant now.
The lawyers are very angry, because even if there is the Ruling continues to go to trial or not to go to blow it up, until the position of Berlusconi will not will not be suspended or deleted in the process.
If Berlusconi will be written off in Mills trial, it will proceed against Mills and start again from scratch against Berlusconi, if the Court declare unconstitutional the award, before a new board chaired by Gandus no more.
If the Gandus decided, like his colleagues in the process Mediaset, which suspends the entire process at this point she will be judging both Berlusconi and Mills when and if the Court were to reject the award, contrary to the law Alfano.
But let me explain, because here the Constitution has become a kind of "funny mystery" why the PM De Pasquale with a beautiful and historical legal research, even in the preparatory documents of the Constituent Assembly, to go and see what they thought our ancestors constituents of this idea of ​​a space shield to immunize the high offices of state, what is claimed to seek and obtain the court of law to the Constitutional Court.
According to De Pasquale, PM in Milan, the articles of the Constitution have been violated by this law are four.
The first is Article 3 regarding all'articlo 112. Article 3 read it, because it is so scandalous that it's nice to hear again.
"All citizens have equal social dignity and are equal before the law, without distinction of sex, race, language, religion, political views and personal and social conditions. E 'task of the Republic to remove those obstacles of an economic and social nature which constrain the freedom and equality of citizens, prevent the full development of the human person and the effective participation of all employees of the political, economic and social development of the country. "
We are all equal, the state must ensure that we are really all the same, but the Alfano law makes sure that just by virtue of their social status and personal number - four - the most important Italian politicians are no longer equal before the law.
Why do you say that this law violates Article 3 in relation to Article 112? Why Article 112 says: "The public prosecutor has the obligation to prosecute."
And end point.
And 'one of the shorter articles, a single line.
There is an obligation to prosecute, it does not say that it is obliged to prosecute except in relation to four people. Then, equality and mandatory prosecution are part of the same pattern.
If all are equal, then anyone who violates a law the prosecutor is obliged to prosecute him.
And, says Di Pasquale, "The legislature has not provided any mechanism to avoid or minimize the risk of unconstitutionality as early as Lodo Schifani - which has stayed the trial of senior posts, at the time were five, there was also President of the Constitutional Court - was detected. "
Some comments he had made to the court, rejecting the Lodo Schifani in 2004, were taken into consideration: the time required to process no longer crashes.
If one of the four positions in the State wants to give up the missile shield can be prosecuted and do the same.
The Ruling can not be used indefinitely but only within a legislature: Berlusconi is spending his bonus in this legislature. If re-elected President of the Council or - God forbid - President of the Republic or of the House or Senate in the next legislature can no longer use the Ruling.
Of course it would be another, but that does not longer use.
And finally there is the possibility for victims of crimes committed by high office to pursue a civil penalty because the process is suspended.
But other considerations that the Court had done in 2004 were not taken into account and this, says PM De Pasquale, this also makes it unconstitutional because the Court has already ruled and was not heard.
What are these points? For example "The suspension applies to all crimes without taking any account of their gravity." Of course, this is not that you say ... for minor offenses. Here the processes are suspended even if a high position in the State commits a murder, a rape.
"The cause of suspension of work processes automatically without any prior scrutiny by constitutional bodies".
You could establish, for example as it once was against parliamentary and it still has today in relation to ministers, and then there was no need for the President of the Council of Ministers: today it is Parliament that must grant permission to proceed against the Ministers and the Parliament once decided in respect of all parliamentarians and whether there is a prima persecutionis, that is the suspicion that the judge based on nothing were placed on trial, a process for political purposes, though there 'and there was no evidence just a theorem, then Parliament could block it, as we have said many times, in reference to typical political crimes, related to their functions.
A union that makes a rally a bit 'fiery, occupation of land, rail or a road block, a strike, a picket, a complaint is a bit' strong.
Not stealing or mafioserie.
There is no distinction and no filter that establishes "a crime that is proven, serious, and so the process goes forward." No, it's all completely automatic and uncontrolled.
This is the first profile, which identified the PM: Since the Court had already once said "look that can not be applied indiscriminately to all crimes and can not be automatic without any filter estimate," they did not make the filter ' have developed and have included all crimes, otherwise how would one consider minor crimes of bribery or corruption of judges of which he is accused Berlusconi? Has failed to make the very reason for this law.
Second reason, according to the Milan prosecutors, the law is unconstitutional Alfano: violates Article 3 under a different profile.
Article 3 is what establishes the equality of all citizens before the law, of course it is expected that someone special treatment: the head of state, except for treason, can not be responsible for any action taken.
The ministers, we said, are judged by a special court - the court of Ministers, made up of judges - only when the rooms have authorized the process.
Some special respect to equality of citizens is already provided.
Why is this not good? Because, says the PM and cites the ruling that annulled the law Schifani "unites different positions in a single discipline, not only for the sources of endowments but also by the nature of work."
What does it matter to the President of the Republic, who is elected by Parliament together with the Presidents of the Regions, with the Presidents of the Senate and the House are elected by the Senate and one from the other room, or with the President of the Council is appointed by the President of the Republic?
Four charged completely different from one another.
The Prime Minister, then, has no special status in more than his ministers, is a primus inter pares. Why is not immune to him and the ministers?
The highest offices in our Constitution do not exist. They are an invention of our Alfano but there is no reason that they share.
It 's like taking dell'Arcicaccia Chairman, President Arcigay, the Mayor of Novara, and the chairman of the province of Taranto.
It has the same logic, the law Alfano. The high charges have nothing in common with each other.
And most are not constitutional bodies, except the President of the Republic. The prime minister not, because the constitutional body is the whole government, the presidents of the chambers because no constitutional body is the Parliament but not the two presidents.
There is no reason at all to take these four and to treat them differently from the others and joined in a gang of four, just as the name Grillo, who has no sense is simply to avoid having to say "we need to eliminate Berlusconi then processes the other three around him so we got a little mixed 'ideas. "
Third reason why the law is unconstitutional, because there is Article 136 which says "When the Constitutional Court declaring unconstitutional a provision of law, the law ceases to have effect from the next day."
In fact, the law Schifani no longer exists. "The Court's decision is published and communicated to the Chambers to ensure that, where considered necessary, must provide".
This Article 136 says that if you have already said once, the Constitutional Court, which can not be immunized for all crimes automatically high office, as you call them, were four and five before now ... you can not reproduce the same law unconstitutional again.
There is an article of the Constitution that says the law is nothing, what you have done is null and void. But meanwhile, what you did, as you did with ordinary law and in a hurry, because the common law have made it because it's faster ... is already causing damage.
Fourth and final plea of ​​unconstitutionality: violation of Article 138, which says: "Laws amending the Constitution and other constitutional laws are adopted by each House after two successive debates at intervals of not less than three months, and shall be approved absolute majority of the members of each House. "
That is, the House must approve it twice, the Senate must approve it twice, with an absolute majority, more than 50% of Parliament.
"... In which case the law is subject to referendum by the citizens and there is no quorum: we vote in five? Just say no and three did not pass the law.
If it is approved by two-thirds of Parliament, always double reading, then there is no need of the referendum and goes directly into the Constitution.
This article says 138.
This is a rule of constitutional importance? Well I would say yes! It 's a heavy Notwithstanding Article 3, the principle of equality, and to depart from a principle enshrined in the Constitution should make a law with the constitutional procedure.
They have not done, otherwise the law would come after the decision of the Mills process and it would be useless. It would have served for the other three processes that Berlusconi in arrears.
So they did an ordinary law to derogate from the Constitution. You can not. This supports De Pasquale, and not just him of course, support him all the constitutional head on the neck.
So? So the PM lists all the rules that govern a particular law for certain categories of politicians.
We said to search, stop, or does it intercept the parliamentary approval of Parliament. And how is it determined? Constitutional Law, article 68.
To put in state charges against the President of the Republic of treason against the Constitution and must follow another procedure laid down by another constitutional provision, Article 90.
To authorize the Court to proceed against members of the Ministers of the government, for crimes committed in the exercise of their duties, must follow the article 96.
To proceed against the judges of the Constitutional Court, Constitutional Law of '48.
In short, for these exceptions to the principle of equality have made constitutional rules, so this should be done, if desired, with the constitutional provision, which did not.
It appeals to the Constituent Assembly, De Pasquale? Why did you go to find a real gem: he had spoken, the Constituent Assembly in 1947, the possibility of not immunize the high offices, which do not exist, the prime minister, who has no special status, not Presidents of the Chambers, who have no special status. The Head of State.
He had spoken. Second session of the Subcommittee, January 4, 1947. Someone points out: "We have not decided anything about the criminal responsibility of the President of the Republic."
At this impasse, a great constitutionalist, announced that the Committee who has worked deliberately omitted any regulation of the ordinary responsibilities of the President. It is, therefore, a gap voluntary. We do not say anything on purpose, immunity to the President of the Republic, because the President of the Republic must have no immunity for ordinary crimes.
So, President Meuccio Ruini, president of the Constituent Assembly, says he prefers a loophole in a provision which confers a privilege too great to the President of the Republic, which is still a citizen among citizens, even if it holds the highest office political. He, the president Meuccio Ruini, does not admit that for seven years, the President of the Republic did not meet the justice of his country.
In the discussion, some propose the head of state immunity for crimes, even outside the exercise of his office. In fact, a deputy, Bettiol, offers this formula: "The President remains in office and can not be prosecuted for violations of criminal law committed outside the exercise of his functions."
This amendment is debatable, there is a certain Calosso saying "I do not see the need to provide for the Head of State a special place." We have a judiciary that is sovereign, and is a branch of the government. There is a judiciary "I do not understand why we should remove this feature. Even among certain colonial peoples, there is the possibility to call the court that the governor is the sovereign power."
Then again, the president intervenes Meuccio Ruini, who says: "The committee of eighteen, first of all, can only maintain the original proposal not to put anything in the Constitution. Proposals discussed at the time of the considerations so widely held within the second sub-committee.
What is certain is that after talking to the office of the acts of irresponsibility - that is, the things that makes the Head of State related to the function - say nothing of those outside the office - if that is his business to commit crimes (such as those charged Berlusconi).
It must be held responsible for them, if the Assembly decides otherwise, we believe that immunity could not admit even temporarily, without the severe cases it can affect a president guilty of serious crimes. "
Eventually, on October 24 of '47, the proposed temporary immunity from common crimes to the Head of State, says the report "after trial and is not approved."
The Constitution, therefore, is silent on the Head of State immunity, much less other charges not because they forgot, but because we have thought well and have not wanted to provide.
In any case, is the demonstration that since they have spoken in the Constituent Assembly, this is a matter of constitutional law, to change things need to change the Constitution, not make a sneaky.
In fact, where the President of the Republic - mind you, there is no country in the world where the head of the government has immunity - is immune, Portugal, France and Greece, is fully anticipated by constitutional rules, not laws ordinary.
Concludes the PM De Pasquale: "In conclusion it must be reiterated that a different regime in the exercise of jurisdiction, affect the fundamental values ​​of the rule of law and must be reasonable and consistent with the system of privileges currently provided on the constitutional bodies. The change the constitutional rules, which provide for the equal subjection of all subject to the law, must take constitutional law, under Article 138. "
These are the reasons why then, the Court of Milan, has agreed with De Pasquale and raised before the Constitutional Court the question of unconstitutionality.
We hope that the Court would decide soon because from October 11, Di Pietro and I believe some members of the radical left as well, I think, Parisi, and a few brave men of the Democratic Party, will begin to collect signatures against the law Alfano. I hope that will be collected because a lot of pressure from citizens to the Court, a good pressure, democratic, and could be very useful, however, would force the Court ruling before deciding whether or not the referendum is permissible, because if you make a referendum and the Court then rejected the law wants to cancel the referendum, it is clear that waste time and money.
If the referendum becomes a weapon is a weapon of Democratic pressure, especially against the arm of anti-democratic pressure yesterday that Berlusconi has already threatened "if the award does not pass the scrutiny of the Constitutional Court then we should review the entire judicial system" , that is also reforming the Constitutional Court, his lawyer perhaps put some more and some less lawyer.
Spread the word and sign the referendum! "